il sesto senso recensione film
1999,  Almeno una volta nella vita,  Commuoversi,  Sorprendersi,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

Il sesto senso

Uscito nel 1999, Il sesto senso di M. Night Shyamalan è stato un film totale, in grado di spaventare, commuovere, far sorridere e sorprendere. Acclamato da pubblico e critica è entrato immediatamente nell’immaginario collettivo, grazie alla sua storia e ad alcune scene iconiche.

Il dottor Crowe assiste un bambino di nove anni (l’eccezionale Haley Joel Osment), che nasconde un terribile segreto. In sua presenza avvengono fatti insoliti e la sua situazione ricorda allo psicologo un precedente paziente, che non è stato in grado di aiutare.

Senza svelare troppo a chi (ancora) non l’avesse visto, Il sesto senso riesce a catalizzare l’attenzione grazie a un costante senso di apprensione, ma anche a una sottesa tenerezza che riguarda le cose lasciate, quelle non dette e le timide insicurezze.

Il paranormale si insinua poco a poco sottopelle, grazie anche alle musiche di James Newton Howard, ammiccando ai canoni dell’horror ma senza mai abbracciarli.

I brividi, d’ogni genere, sono assicurati.

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