la donna della domenica film recensione
1975,  Investigare,  Sorprendersi

La donna della domenica

Quattro note al pianoforte in un leitmotiv martellante e struggente, scritto da Ennio Morricone, scandiscono alla perfezione La donna della domenica, film che racconta un’indagine poliziesca in merito alla morte di un architetto marpione e maleducato, ucciso con un pene di marmo.

Il Commissario Santamaria (Marcello Mastroianni) deve muoversi tra la borghesia viziata e ambigua di Torino per far luce su un caso che sembra avere un facile colpevole, ma che si dimostra più ingarbugliato del previsto.

A complicare ma anche deliziare l’investigazione è Maria Carla, nobile femme fatale interpretata dalla bellissima Jacqueline Bisset, anche se la scena attoriale è rubata con merito da Aldo Reggiani, nei panni di un nevrotico giovane omosessuale.

Il film si svolge senza particolari guizzi intuitivi o straordinarie capacità deduttive, come un indagine poliziesca verosimile, asciutta e meticolosa, ma non per questo meno interessante o priva di colpi di scena.

Senz’altro un film da vedere per ogni appassionato di gialli e polizieschi.

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