La leggenda di Alan Smithee

Questo, che vi state apprestando a leggere, non è un articolo, bensì una storia, un racconto fuori dal comune, una straordinaria novella. François Truffaut, Alfred Hitchcock, Orson Welles, Ridley Scott, Woody Allen, potremmo parlare di uno a caso di loro, o di altri immensi registi, e di certo ne avremmo da dire, perdendoci dolcemente nel pantheon del cinema e ritrovandoci inevitabilmente a disquisire di storia del cinema e di chi, ad essa, sarà per sempre legato. Ma ciò che mi appresto a narrare si macchia del sublime e del celeste, tanto da riuscire ad adombrare questi luminosi intelletti cinefili. Perché, come si suol dire: gli eroi vengono ricordati, ma le leggende non muoiono mai. E dunque oggi parleremo di una leggenda. La leggenda di Alan Smithee.

Come chi? Alan Smithee. Il regista. Potreste anche averlo sentito nominare con altri pseudonimi, quali Allen Smithee, Alan Smythee o Adam Smithee. In 32 anni di carriera, dal 1968 al 2000, Alan non solo ha messo la sua firma in ben 28 film, quasi uno all’anno, ma anche in serie televisive, come l’episodio pilota di MacGyver, numerosi videoclip musicali di star del calibro di Natalie Imbruglia, The Strokes, Jennifer Lopez, Destiny’s Child, Blondie e molti altri, tra cui spicca senza dubbio I will always love you di Whitney Houston. Ma non è finita qui. Alan Smithee ha messo il naso anche nel mondo dei fumetti, dove si distingue su tutte la collaborazione con la Marvel per Daredevil. A lui sono infatti accreditati 5 numeri.

Mica male no? Stenterete a crederci, ma il meglio deve ancora venire.

Sì, perché Alan Smithee non esiste.

Facciamo rewind fino al 1968, anno del suo primo film e, al tempo stesso, suo anno di nascita. La nascita di un uomo che non ha mai vissuto. Robert Totten (nessuna parentela con il calciatore della Roma) inizia la lavorazione di Death of a Gunfighter, film western che in Italia uscirà con il titolo di Ultima notte a Cottonwood. L’attore di punta tuttavia, Richard Widmark, non era in buoni rapporti con il regista e, sfruttando un potere degli attori d’altri tempi, convinse la produzione a sostituirlo con Don Siegel. Battibecchi, malcontento, differenti opinioni e materiale d’intelletti difformi, partorirono dunque un pasticcio, del quale nessuno volle prendersi l’onere di farsi accreditare come regista. Si scelse dunque di attribuirlo ad Alan Smithee, nome fittizio di un personaggio immaginario. La critica americana tuttavia, dopo la visione dell’opera, lodò il regista.

Nacque dunque un mito.

Alan Smithee Ultima notte a Cottonwood

©RichardE.Lyons, UniversalPictures ©bizzarrocinema.it

Da lì in poi, il nome e l’idea piacque a più di uno e la moda di attribuire ad Alan Smithee le proprie opere divenne una consuetudine. Registi e produttori pentiti, film frutto di incomprensioni, tira e molla tra produttori, registi e attori che non accontentavano nessuno, finivano tutti per divenire opere filmiche di Alan Smithee.

Fu così che Alan diventò artefice di Le rose che non colsi, film tv con Burt Reynolds, così come Dune di David Lynch, nel suo rimaneggiamento per la televisione con finale alternativo, che il regista non volle nemmeno sfiorare con un dito. Alan è stato produttore al posto di Michael Ritchie per Student Bodies, regista di un episodio di Nero Wolfe e aiuto regista di un episodio de Ai confini della realtà, tristemente conosciuto per la tragedia di Vic Morrow e due bambini. È stato il realizzatore dello sconosciutissimo sequel de Gli Uccelli di Hitchcock, Gli Uccelli II, e perfino chitarrista nell’album pop Miracle: Happy Summer from William Hung.

Alan Smithee Dune

Dune di David Lynch, ops, di Alan Smithee.                         ©DinoDeLaurentiisCorporation, UniversalPictures ©ilbabbanocriticoaltervista.org

Una vita straordinaria insomma, non da mediano, ma da centravanti di razza. Una vita eclettica, vissuta ai cento all’ora, una vita piena di passioni e di arte, una vita… da film!

E fu così che nel 1997 venne realizzato un film, Burn Hollywood Burn, dedicato ad Alan Smithee, che racconta la vita di questo grande uomo, girato da Arthur Hiller e interpretato da Eric Idle, proprio nei panni del nostro Alan. Ma nel cast figurano anche Sylvester Stallone, Jackie Chan, Billy Bob Thornton e Whoopi Goldberg.

Alan Smithee Burn Hollywood Burn

Locandina francese di Burn Hollywood Burn. ©HollywoodPictures, CinergiPictures, BuenaVistaPictures ©moviesdvdnewreleases.com

Come finisce dunque questa straordinaria storia?

Arthur Hiller non si fece accreditare come regista di Burn Hollywood Burn e registrò, al posto del suo, il nome di Alan Smithee.

E fu così che Alan Smithee divenne leggenda.

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