legge criminale film recensione
1988,  Tendere i nervi

Legge criminale

“Un killer è tornato sulle strade. L’unico che può fermarlo è l’avvocato che lo ha liberato.” Recita così la tagline di Legge criminale, mettendo subito a fuoco lo story concept del film. La situazione si ribalta, non c’è un innocente a essere accusato, ma un colpevole a essere liberato.

Si tratta di uno dei primi film di Martin Campbell, che negli anni a seguire sarà noto soprattutto per i film di 007 GoldenEye e Casino Royale e, in mezzo, La maschera di Zorro. Protagonisti due ventinovenni: Gary Oldman e Kevin Bacon. Sono proprio loro la nota più positiva del film, con buone interpretazioni, anche se , in particolare nel caso del primo, un po’ sopra le righe.

Diversamente la trama non offre alcun sussulto. Lo sviluppo è piuttosto piatto e prevedibile. Dopo la premessa, Legge criminale si sposta dai canoni del legal movie verso quelli del thriller più tradizionale. L’avvocato (Oldman) però, non fa altro che seguire le farneticazioni del killer (Bacon) senza un’indagine o un piano per incastrarlo, fino a che la vicenda si risolve sostanzialmente da sola con un colpo di matto.