Magic in the Moonlight
2014,  Sorprendersi

Magic in the moonlight

Magic in the moonlight è un film dalle due anime. Nella tematica, ragione contro fede, magia contro illusionismo, ma anche nel risultato, buono ma forse un pizzico deludente. Forse perché da Woody Allen ci si aspetta sempre tanto.

Sceneggiature e dialoghi sono la sua firma e riconosciamo le riflessioni che caratterizzano ogni opera del regista. Il senso della vita tra tutte. L’uso del sarcasmo è straordinario. Il dialogo tra Stanley (Colin Firth) e la zia è la scena migliore del film.

La musica classica e il jazz, riempiono di vera magia ogni situazione.

A deludere, purtroppo, è proprio il finale, prevedibile e giocato su un meccanismo narrativo simile a quello de La migliore offerta. Ma si può, a dire il vero, parlare di due finali, di cui il secondo allenta la suspense del film, ma rivela il vero obiettivo del protagonista: trovare un senso alla sua vita.

Sono due, dunque, anche le cose a stupirmi maggiormente: Woody ci dà, e si dà, davvero, infine, delle risposte? E la grandezza (gargantuesca) degli occhi di Emma Stone.

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