Reversible errors – Falsa accusa
A sette anni di distanza dalla prima sentenza un avvocato deve difendere un uomo accusato di triplice omicidio e scopre una nuova confessione. Reversible errors – Falsa accusa è un film TV statunitense trasmesso sulla CBS in due parti come miniserie. Ridotto a 128 minuti dai 173 originari, ha trovato distribuzione anche in Italia con un sottotitolo piuttosto banale.
Il film è tratto da un romanzo di Scott Turow, autore di Presunto innocente, suo libro d’esordio, che aveva avuto l’ottima trasposizione cinematografica di Alan J. Pakula.
Reversible errors – Falsa accusa è invece diretto da Mike Robe, che di Turow ha trasposto altri due libri: The Burden of Proof (L’onere della prova) e Innocent (Innocente).
Seppure non all’altezza di altri legal movie, come il sopracitato, questo film ha senz’altro degli elementi d’interesse che lo distinguono da tanti altri prodotti, televisivi e non. Innanzitutto qui nessuno cerca di discolparsi, anzi ci sono ben due persone che si autoaccusano degli omicidi. L’intreccio è molto articolato, tanto che a causa dei tagli di montaggio non è sempre facile seguirlo, ma al contempo mantiene viva l’attenzione grazie ai vari elementi in gioco e ai possibili scenari del delitto.
Mancano inoltre alcune figure tipiche del genere, come l’avvocato spietato, così come un accusato con cui empatizzare. Da un lato e dall’altro ci sono invece due coppie, che seguono diversi interessi.
L’avvocato Arthur Raven (William H. Macy) e la giudice Gillian Sullivan (Felicity Huffman) contro il poliziotto Larry Starczek (il solito Tom Selleck) e il pubblico ministero Muriel Wynn (Monica Potter) che con il caso si gioca la carriera in politica. Parte del film è dedicato anche ai rapporti professionali e amorosi tra le due coppie, non sempre approfonditi a sufficienza, ma comunque sufficienti a una certa dose di melodramma.