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2018,  Il caricatore,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

Terminal

La conturbante e magnetica Margot Robbie è la cameriera di un café aperto tutta la notte, dove le luci fluorescenti al neon della stazione illuminano e fanno incontrano alcuni individui. Due sicari alle prese con un mandato, un malato terminale, un netturbino stravagante. Sono pochi i personaggi che popolano Terminal, film thriller di Vaughn Stein, al debutto.

Regia, scenografia e fotografia sono pregevoli e caratterizzano fortemente il film, dandogli un’impronta stilistica e un’aurea mistica.

Purtroppo a venire meno è invece la sceneggiatura, inanzitutto perché incede in maniera molto verbosa, attraverso dialoghi, battibbecchi, insulti e provocazioni, con frasi scritte con accuratezza ma appartenenti a concetti talvolta esasperati e affibbiati a una storia priva di ritmo.

È dal colpo di scena finale che si scorge l’idea, tuttavia non preparata e messa in scena adeguatamente, sprecandone il potenziale.

Aspettiamo dunque Vaughn Stein al secondo tentativo, sospettando la possibilità che ci possa stupire.

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