the others film recensione
2001,  Sorprendersi,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

The others

Sono passati solo 2 anni dal successo del magnifico Il sesto senso e Alejandro Amenábar ci rinchiude in una casa buia, dove una madre sull’orlo di un esaurimento nervoso si prende cura maniacalmente dei figli, la più grande dei quali avverte la presenza di un misterioso bambino di nome Victor.

Teatrale e costantemente permeato d’angoscia, il film tiene sulle spine lo spettatore per tutto lo sviluppo, rendendolo conscio che qualcosa di oscuro accade, ma svelandosi solo nel finale, assolutamente sorprendente e geniale nel ribaltare i canoni del genere horror e offrire un originale punto di vista.

Di più non vogliamo dire per chi non l’avesse visto, ma The others con pochi sapienti elementi ed espedienti narrativi, nonché l’uso della musica, crea un film dell’orrore elegante, di luci soffuse e bisbigli, di personaggi ambigui e di indizi che si svelano come in un perfetto giallo.

Senz’altro da non perdere per gli amanti del genere (e non solo).

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