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Controindicazioni

The Witch – Spiegazione

The Witch – Trama

Nell’Inghilterra del 1600 una famiglia molto religiosa abbandona il proprio villaggio per vivere in solitudine. L’improvvisa scomparsa del figlio più giovane, ancora un bebè, rompe però l’equilibrio familiare, instillando l’idea che qualcosa di maligno si celi tra loro… o dentro di loro.

Leggi anche: la recensione di The VVitch.

The Witch o The VVitch?

Partiamo innanzitutto con la spiegazione del titolo del film, che troverete spesso scritto con le due “v”, sia nella locandina del film sia in alcuni articoli o schede. Tranquilli, si pronuncia sempre The witch, ovvero “la strega”, ma la forma risale ad alcuni opuscoli del 1640, in cui il termine era riportato con due “V” maiuscole anziché la “W”. A dirlo è il regista stesso, Robert Eggers, che per il suo film ha svolto un lungo lavoro di ricerca e di lettura dei documenti dell’epoca che trattavano di streghe. La ragione sta, probabilmente, semplicemente nella volontà delle tipografie di risparmiare sull’acquisto di una lettera maiuscola in più, utilizzando quindi questo stratagemma.¹

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The Witch – Spiegazione

Partiamo da quanto le immagini svelano, per addentrarci in un secondo momento nel significato (o per meglio dire nei significati) e quindi nell’interpretazione del film.

La scomparsa del bebè dopo pochi minuti del film ci introduce immediatamente in un clima di tensione che sembra poter avere a che fare solo con il soprannaturale. In aggiunta, il regista ci mostra una strega nel bosco già a inizio film, confutando ogni perplessità. Da qui in poi il dubbio che qualcosa di oscuro sia tra loro si insinua nella famiglia, dove i vari membri iniziano a nutrire sospetti a ad addossarsi colpe. La madre, Katherine, si pone immediatamente in conflitto con Thomasin, fino ad accusarla apertamente di essere una strega, mentre il padre, che inizialmente la difende, sul finale la incita a confessare e ammettere i suoi peccati, fino a rinchiuderla nella stalla con i gemelli, nel dubbio su chi tra loro possa incarnare il male.

Thomasin, che inizialmente aveva accusato la sorellina di essere una strega solo per spaventarla, inizia a pensare che entrambi i gemelli siano davvero manipolati dal demonio e che quest’ultimo parli a loro attraverso la capra Black Phillip. Dal canto loro, i gemelli accusano apertamente Thomasin di essere malvagia.

Dopo la notte nella stalla, al risveglio, il padre trova i capretti morti, i gemelli spariti e Thomasin a terra. Sembra la prova della sua colpevolezza, ma prima che possa fare alcunché, Black Philip lo attacca inspiegabilmente e lo uccide. Thomasin, poco dopo, ammazza la madre per legittima difesa, mentre questa, inorridita dalla scena, cercava di ucciderla.

Dopo una notte, Thomasin si reca nella stalla da Black Phillip, chiedendogli di rivelarsi. Il caprone parla, mostrando così la sua identità: è l’incarnazione del diavolo. Quest’ultimo fa la sua promessa a Thomasin, che stringe un patto con lui e lo segue nel bosco, dove assiste a un sabba di streghe, per poi unirsi a loro e diventare essa stessa una strega.

Il finale di The Witch

Dal finale di The witch, si intuisce che Thomasin era effettivamente innocente e che ci aveva anche visto giusto sui gemelli. Il diavolo, infatti, parlava loro nei panni di Black Phillip, manipolandoli e creando discordia. Thomasin toglie i vestiti, come metafora della perdita di ogni legame con il passato, la famiglia, i vincoli, le proibizioni, i veti della religione. Il primo piano del suo viso ci rivela una risata sguaiata (diabolica), ma silente, di pura liberazione.

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Il significato di The Witch

Robert Eggers non dà spiegazioni precise sul suo film e fa bene a non farlo. Lasciare spazio all’interpretazione dello spettatore fa parte del gioco, come altri registi prima di lui hanno fatto, e avvalora ancora di più il suo film. Proviamo quindi a ipotizzare il significato di ciò che abbiamo visto.

Una prima interpretazione sembra legata a una denuncia del fanatismo religioso. È infatti proprio l’eccessiva occlusione mentale dei genitori di Thomasin a condurla verso il peccato e verso il diavolo. A inizio film possiamo appurare come lei sia l’unica della famiglia non accecata dalla religione, ma che riconosce i suoi limiti e le sue debolezze. In un monologo chiede sinceramente perdono per ciò. Le sue stesse azioni la mostrano come la più onesta della famiglia. Il padre infatti ruba la coppa e mente, il fratello la guarda con incestuosa lussuria e mente alla madre sulla sua avventura nel bosco, i due gemelli sono indisciplinati e disubbidienti, infine, la madre stessa, la accusa ingiustamente più e più volte dei loro problemi, rendendola un capro espiatorio.

Thomasin non è una strega, ma lo diventa proprio a causa del fanatismo religioso dei genitori, che a causa della loro finta moralità, portano il diavolo a insinuarsi tra loro e a tentare l’unica pura d’animo.

Una seconda interpretazione

C’è chi ha visto i sette vizi capitali nei comportamenti dei vari membri della famiglia: la lussuria di Caleb, l’invidia di Katherine, la superbia di William e l’accidia dei gemelli.² Seppure sia forse questa un’interpretazione un po’ forzata, possiamo dire che tutti in qualche modo fossero peccatori. Un dialogo importante è quello tra Caleb e il padre, in cui il ragazzo chiede spiegazioni in merito a al nascere già con il male dentro. Non si capacita infatti come il fratellino, ancora bebè, potesse essere cattivo. E infatti non lo era, sono le azioni dei suoi genitori in primis a renderli un bersaglio del Diavolo.

Quest’ultimo non si manifesta solo nella forma di Black Phillip, ma anche di un coniglio, che in rapporto a Caleb potrebbe simboleggiare il desiderio sessuale, che si sta affacciando in lui. Giunto alla capanna della strega, Caleb cede infatti alla tentazione e al bacio mortale di quest’ultima.

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Altre spiegazioni del film

Nulla di ciò che avete visto è vero! Come? Cosa? Sì, altri hanno visto lo sviluppo del film come il lento degenerare verso la follia di una famiglia che ha deciso di allontanarsi dalla società, vivendo in completa solitudine. Altri ancora hanno addossato la colpa di questa follia e di ciò che vediamo alla muffa della segale, chiamata Claviceps purpurea o segale cornuta.³ I danni causati da questa muffa nel Medioevo sono storicamente accertati. Chi utilizzava la segale per fare il pane e assumeva questa tossina, veniva affetto dall’avvelenamento da ergotamina, chiamato all’epoca anche Fuoco di Sant’Antonio. Gli effetti erano terribili: il malcapitato veniva colto da sintomi epilettici, agitandosi in preda alle convulsioni (ricordate i gemelli in una delle scene più terribili del film?), gli arti potevano andare addirittura in cancrena e si manifestavano allucinazioni. Storicamente si ritiene che alcune cacce alle streghe (ma anche alcune apparizioni divine) fossero dovute a effetti allucinatori da ergotismo, tra cui quella celebre di Salem. Ecco dunque una seconda spiegazione di The VVitch altrettanto valida, se si pensa che la segale viene spesso inquadrata nel corso della storia. Coincidenze? Io non credo.

Un ultimo significato

C’è anche chi ha rivisto nella storia di Thomasin un messaggio femminista.⁴ La sua vicenda infatti la porta infatti da una condizione di sottomissione, in cui deve accudire i fratelli, svolgere le mansioni più umili e incaricarsi di tutte le responsabilità e le colpe, verso l’indipendenza e l’emancipazione. Che il Diavolo sia una donna e pure femminista? battute a parte, Thomasin nel finale del film preferisce stringere un patto con il diavolo, anziché ritornare al villaggio d’origine e quindi, presumibilmente, alla sua condizione originaria.


¹ La spiegazione viene data ad esempio nel sito Bloody Disgusting.

² Si parla di ciò nel sito Looper.

³ Claviceps purpurea su Wikipedia.

⁴ Se ne parla sul sito Kill Screen. L’attrice protagonista, Anya Taylor-Joy, non vede infatti negativamente l’epilogo. Per lei, quella di aderire al male, è stata la prima e unica scelta di Thomasin, che rifiuta così di tornare in una mondo che l’avrebbe nuovamente sottomessa. Il regista comunque ha specificato di non aver voluto scrivere una storia di feminist empowerment.

 

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