the vvitch recensione
2015,  Sorprendersi,  Spaventarsi

The VVitch

Una famiglia abbandona il proprio villaggio per vivere in isolamento, ma la sparizione del figlio minore, ancora un bebè, li porta a sospettare della presenza di una strega tra loro. The VVitch è il film d’esordio di Robert Eggers, che con questo horror si è immediatamente guadagnato le attenzioni della critica.

The VVitch è stato infatti da alcuni considerato come una rinascita del genere, grazie a tratti maggiormente autoriali. La motivazione sta in una fotografia di chiaroscuri, molto avvolgente, e una storia che lascia spazio a molteplici interpretazioni, nonostante il regista dopo pochissimi minuti di film ci mostri una strega nel bosco, una scelta (apparentemente) anti-drammatica. Sono questi i motivi che distinguono il film dalla maggior parte dei contemporanei.

La sceneggiatura, che è frutto di un lungo lavoro di ricerca storiografica, gioca comunque a lungo con la pazienza dello spettatore, nella prima parte, vivendo dei sussulti finali. L’ambientazione e i costumi riportano invece alla mente The village, da cui in realtà si distanzia notevolmente e al quale (NdA) è inferiore per originalità.

Estremamente suggestiva è comunque la scena finale, che conclude il film con maestria.

Leggi anche: la spiegazione di The VVitch.

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