la fotografia nel cinema
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La fotografia nel cinema

Cos’è la fotografia nel cinema?

Una domanda difficile a cui rispondere. E ce la siamo anche posta da soli! Difficilmente navigando nel web troverete una definizione precisa e univoca. Tuttavia, la fotografia nel cinema può definirsi come l’immagine fotografica e tutto ciò che la compone e costruisce. Non vi basta vero?

A differenza della fotografia tradizionale, quella dei film è infatti in movimento e si arricchisce di ulteriori aspetti.

Innanzitutto e soprattutto, la fotografia è la luce. Colei che scolpisce e definisce l’immagine. L’illuminazione è probabilmente l’aspetto peculiare della fotografia del film, sia essa luce artificiale o naturale. Il re della luce è, naturalmente, il direttore della fotografia, che coordina il suo team e sceglie come illuminare la scena, interpretando la sceneggiatura in collaborazione con il regista.

Ma non è tutto.

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Gli effetti dei diversi tipi di illuminazione in una stanza.

Gli elementi della fotografia nel cinema

Oltre all’illuminazione, la fotografia nei film comprende la scelta del punto di vista, quindi la posizione delle macchine da presa, ma anche la distanza e l’ampiezza dell’inquadratura. Sì, l’inquadratura. perché naturalmente la fotografia è anche questo. La scelta dei limiti di ciò che si vuole riprendere (ciò che è in campo o fuori campo), andando poi a comporre le sequenze del film. Parte fondamentale è dunque il movimento della macchina, che può richiedere attrezzature particolari.

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In Barry Lyndon di Stanley Kubrick le inquadrature sono vere e proprie opere d’arte, non a caso il regista si è ispirato a quadri di William Hogarth, Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough e altri pittori. ©Hawk Films Ltd., Peregrine, Warner Bros.

Si sceglie, inoltre, la messa a fuoco, la profondità di campo e il formato, in questo caso scelto in fase di pre-produzione, ovvero le dimensioni del rettangolo che compone l’inquadratura.

Completano la fotografia cinematografica i colori, che un tempo venivano modificati con dei filtri, mentre oggi vengono elaborati dal computer in fase di post-produzione, dando una grossa mano ai direttori della fotografia.

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La scelta dei colori nel film Il favoloso mondo di Amélie. ©Pinterest

Tutti questi elementi e le possibili scelte che possono essere effettuate, determinano dunque un processo che non è solo tecnico, ma anche artistico. La fotografia, infatti, è fondamentale nei film per uno svariato numero di motivi: la creazione di un’atmosfera, l’esaltazione dello stato d’animo di un personaggio, le sensazioni che si vogliono suscitare nello spettatore, ma anche lo stile che si vuole dare al film stesso.

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La scelta dei colori, soprattutto quelli complementari, la saturazione, i punti di vista, la simmetria delle inquadrature e i movimenti di macchina rendono Grand Budapest Hotel e i film di Wes Anderson personali e immediatamente riconoscibili per uno stile unico. ©American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions, Studio Babelsberg

 

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Un frame di Enemy, dove il chiaroscuro e il colore giallo definiscono ed enfatizzano le caratteristiche del film. Denis Villeneuve è tra quei i registi in circolazione che dedicano molta attenzione alla fotografia, avvalendosi di collaboratori di lusso come Roger Deakins nel caso di Blade Runner 2049 e Sicario. ©Rhombus Media, Roxbury Pictures, micro_scope. Mecanismo Films
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