una notte da leoni recensione successo
2009,  Ridere

Una notte da leoni

L’epopea dell’eccesso. Il culto del limite. Una notte da leoni. Ovvero la notte da ricordare, il divertimento portato all’estremo che si mischia all’illegalità e all’azzardo, alla droga e all’alcool, alla libertà dalle inibizioni.

Lo vidi un giovedì sera con gli amici, in occasione di una di quelle promozioni a 3 euro dedicate ai film alle ultime proiezioni. Ricordo le risate, lo stupore di tanto divertimento negli occhi intorno a me e pure qualcuno che gioiva per il rapporto prezzo – qualità.

Uscito in sordina, Una notte da leoni è diventato in breve un grande incasso commerciale, ma anche un prodotto di culto per la massa, che ha portato non solo a due sequel ma anche alla vendita del format all’estero e a una preponderante influenza sulla commedia cinematografica. La festa o la serata esagerata come pretesto per la gag è diventata moda, da Una notte in giallo al francese Babysitting, così come il meeting aziendale La festa prima delle feste o il natalizio Sballati per le feste. Ma ce n’è un’infinità.

I motivi?

Il pretesto narrativo di aver scordato quello che è accaduto durante la notte precedente, che rende lo sviluppo una continua scoperta. Il fatto che tutti noi ci siamo sbronzati e abbiamo riso nel ricordare o scoprire ciò che abbiamo combinato. Ma anche un gusto per la commedia esagerata, sboccata e disimpegnata che non è mai cambiato.

Impossibile definirla una commedia di qualità, ma è altrettanto impossibile negarne i meriti dietro il successo.

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