Unbreakable - Il predestinato film recensione
2000,  Diventare eroi,  Sorprendersi

Unbreakable – Il predestinato

Dopo il suo capolavoro Il sesto senso, ma prima che i film di supereroi diventassero una moda dilagante, M. Night Shyamalan realizza Unbreakable – Il predestinato, un film considerato ancora oggi tra i migliori del regista.

Un uomo è l’unico sopravvissuto di un terribile incidente ferroviario e uno strambo appassionato di fumetti gli suggerisce che potrebbe non essere un caso.

La forza del film sta nella domanda che soggiace la storia (come segnalato anche da Quentin Tarantino): e se Superman fosse sulla terra ma non sapesse di essere Superman?

Qui non si tratta di Superman in persona, ma Unbreakable è una rivisitazione della sua storia e della mitologia degli eroi dei fumetti. Se da un lato visivamente Shyamalan omaggia il fumetto con le sue inquadrature ricercate e l’oculata scelta dei colori, un pregio fondamentale del film è senz’altro la chiave intimistica, lontana dai combattimenti in pompa magna. Uno scenario in cui lo sguardo del bambino è (ancora) un fattore cruciale.

Dopo anni di insuccessi, il regista è tornato a rifugiarsi nel mondo di Unbreakable, dal quale sono nati Split (2016) e Glass (2019).

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