velvet buzzsaw recensione film netflix
2019,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

Velvet Buzzsaw

Il terzo film da sceneggiatore e regista di Dan Gilroy, autore dello strepitoso Lo sciacallo, è una produzione originale Netflix. Con Velvet Buzzsaw Gilroy ci introduce nel mondo patinato dell’arte contemporanea, di critici snob, mecenati spietati e mostre di puro business.

Le tela del quadro si scalfisce quando una semplice segretaria scopre le opere di un pittore appena deceduto, che immediatamente viene elevato ad artista maledetto.

La prima impressione durante la visione dell’opera non è delle migliori, a causa un inizio verboso, un doppiaggio non eccelso e una sfilza di dialoghi intellettualoidi. Ma se le interpretazioni non sembrano tutte al top, spicca come sempre Jake Gyllenhaal, nel ruolo di un critico effeminato e fragile.

Poi però qualcosa di strano comincia ad accadere a chi entra in possesso dei quadri del misterioso artista e il film inizia a ingranare, complici alcune scene di pura suspense e una musica efficace.

La visione svela un feroce biasimo al mondo dell’arte, a quei critici che ci dicono cosa è arte e cosa non lo è, a quel mondo di speculazione così lontano dagli ideali più puri di arte, come creatività ed espressione interiore.

Ne risulta un film dall’idea buona e intrigante, di certo non un’opera d’arte, che forse poteva essere asciugato, ma che intrattiene e intriga fino al finale.

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