Cinematerapia: una pillola per
-
Focus – Niente è come sembra
Focus è sostanzialmente una storia d’amore tra truffatori truffaldini, che non lesina di scene di flirt, ammiccamenti, sbaciucchiamenti ed esibizionismo dei corpi dei due protagonisti, dove Will Smith è una trasfigurazione mascalzonesca di Pierino, che grida “al lupo al lupo” fino a che Margot Robbie smette di credergli. La prima metà del film, passante dalla scene degli scippi per strada, fino all’imbroglio allo stadio, mi fa credere ad un film interessante e buono, tuttavia poi mi accorgo del sottotitolo e… Focus ignora bellamente le regole di verosimiglianza redatte dal buon Aristotele, forse nella sceneggiatura qualquadra non cosa e talvolta rallenta troppo il suo ritmo. D’altro canto mantiene in sé e sfrutta il…
-
Rocky Horror Picture Show
Un musical venato di horror, sfumato nella commedia e ammiccante ai b-movie, dal teatro attraverso il cinema, si estrinseca in un cult che dovrebbe essere visto. Sconcertante e rivoluzionario nel 1975, è ancor oggi irriverentemente attuale e fastidiosamente trasgressivo. Gli ideali del post 68 si esplicitano qui in una allegoria, una parata anticonvenzionale, interrogativa sul concetto di normalità, ostile al perbenismo, in un tripudio di omosessualità, travestitismo, bisessualità, violenza. Semiotica e citazioni, per omaggiare e irridere, dall’antenna RKO al castello di Dracula, dall’ispiratore Frankenstein allo sguardo al dottor Stranamore di Kubrick, disseminando il tutto d’arte, con la Gioconda, il David, il Discobolo, la Venere di Milo e la Creazione di Michelangelo sul…
-
Hercules – La leggenda ha inizio
Come diventare forti? Mangiando spinaci come Braccio di Ferro o vedendo i 31 film esistenti su Hercules, ma evitando Hercules - La leggenda ha inizio.
-
Sole a catinelle
Sole a catinelle ha come unico obiettivo e promessa far ridere, e lo fa, anche a costo di esser stupido. (E lo è).
-
Fuga di cervelli
Fuga di cervelli è l'esordio alla regia di Paolo Ruffini davanti alla cinepresa, in un film con Frank Matano e il duo PanPers.
-
Hunger Games: Il Canto della Rivolta – Parte I
Il terzo film della saga ideata da Suzanne Collins ha un titolo erroneo, che dovrebbe essere corretto in: Hunger Games - Il canto della noia.
-
Maze Runner – Il labirinto
Maze Runner - Il labirinto, primo film tratto dai romanzi di James Dashner, è un ottimo film di fantascienza e d'azione, che sa come divertire.
-
Monuments Men
Un film dalle premesse buone e interessanti, dotato di un cast stellare, finisce invece con lo spegnersi lentamente, senza innalzamenti di ritmo o tensione, pervadendoci di noia. George Clooney (regista, produttore, sceneggiatore, attore, tuttofare) non deve aver mai ascoltato Neil Young, citato anche nella lettera del presunto suicidio di Kurt Cobain, che diceva: meglio bruciare che spegnersi lentamente. La mediazione tra la serietà dei valori che si cerca di veicolare e il tono della commedia non funziona. Sembra una allegra scampagnata durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui capita che qualcuno ci lasci le penne, ma fa niente. Io sono a favore e promotore della cultura e dell’arte, concorde con i…
-
Lucy
Lucy ha un inizio promettente, per poi perdere strada facendo il suo (potenziale) fascino e appeal. L’idea dell’uomo che sfrutta il suo cervello al massimo non è una novità, si veda ad esempio Limitless, anche se qui si prende la via della fantascienza. La discretamente bellina Scarlett Johansson finisce infatti con il diventare una sorta di blob nero onnipotente, onnipresente, onniscente… onni. Infine completa la sua trasformazione in super sayan di… scusate. In chiavetta usb. (Davvero!). E così, riprendendo le sue stesse parole, Lucy è ovunque e può farci fare qualsiasi cosa, anche dire che questo è un bel film. È un bel film.
-
Sex Tape – Finiti in Rete
Si svolge sostanzialmente così: una coppia si innamora, culo di Cameron Diaz, fanno dei figli, culo di Cameron Diaz, non hanno più voglia di fare all’amore, culo di Cameron Diaz, trovano una soluzione, culo di Cameron Diaz. Fine di Sex Tape – Finiti in Rete. L’intera trama si basa sulla stupidità dei protagonisti, i quali potevano tranquillamente risolvere tutti i loro problemi da casa, sorseggiando una birra analcolica e sbafandosi un tramezzino con il burro di arachidi. Le battute sessuali non hanno doppi sensi, ma sono doppiamente scadenti. Va un po’ meglio nella seconda parte. Tipico film da: sono solo, non ho una ceppa da fare, il divano mi trattiene e…
-
Magic in the moonlight
Magic in the moonlight è un film dalle due anime. Nella tematica, ragione contro fede, magia contro illusionismo, ma anche nel risultato, buono ma forse un pizzico deludente. Forse perché da Woody Allen ci si aspetta sempre tanto. Sceneggiature e dialoghi sono la sua firma e riconosciamo le riflessioni che caratterizzano ogni opera del regista. Il senso della vita tra tutte. L’uso del sarcasmo è straordinario. Il dialogo tra Stanley (Colin Firth) e la zia è la scena migliore del film. La musica classica e il jazz, riempiono di vera magia ogni situazione. A deludere, purtroppo, è proprio il finale, prevedibile e giocato su un meccanismo narrativo simile a quello de…
-
Big Hero 6
Oscillando come un’altalena, le catene del film ci sospingono, tra favola spensierata e costretta adultità, verso le risate, sfiorando di passaggio la commozione. L’uomo in più di Big Hero 6 è Baymax, più di un uomo. Separa il film dal genere supereroistico e infila nella sua eccessiva, non umana, umanità e premurosa sollecitudine, le emozioni migliori, che esse appartengano alla tenerezza o all’umorismo. Le immagini della imaginifica San Fransokyo sono splendide. Il finale alza il voto e stupisce.