Cinematerapia: una pillola per
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Automata
Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.
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Mezzogiorno di fuoco
Un film che è tutta un’attesa, una solitaria e sconsolata preparazione al duello, in un mezzogiorno di fuoco che però non è il fuoco e il focus dell’opera, che invece è proprio tutto ciò che lo precede. L’integerrimo sceriffo Gary Cooper, seppure non costretto, se non dal suo senso del dovere, si batte per la sua gente, che invece pensa alla propria pellaccia e lo lascia solo. A essere forti non sono solo le venature politiche, ma più propriamente dell’uomo nella politica, nella polis, in società. Il leitmotiv Do not forsake me, oh my darling di Dimitri Tiomkine e la sua colonna sonora scandiscono la malinconia e i passi spaesati…
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La stangata
Quando vuoi vedere un film ben recitato, dall’intrigo articolato ma preciso nei dettagli, puntuale nel sorprendere e coinvolgere, allora vuoi vedere La stangata. La stangata è una partita a poker con lo spettatore, un inganno così vero che è cinema puro. Scritto da David S. Ward come un incastro perfetto, senza difetti, il film viene affidato alla regia di George Roy Hill che coinvolge nel progetto i favolosi Paul Newman, Robert Redford e Robert Shaw, scrutandoli con maestria nella Chicago degli anni 30, anche grazie a una splendida scenografia, e ascoltandoli muoversi al ritmo del ragtime di Scott Joplin, riarrangiato da Marvin Hamlish. Tutto è possibile, l’imbroglio intrattiene perfettamente con il gusto che solo un trucco può dare, unito alla…
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Il caso di Lizzie Borden
Tratto da una storia vera, piuttosto conosciuta negli Stati Uniti e con parecchi lati controversi, il caso di Lizzie Borden cinematografico non riesce a rappresentarli con efficacia. È un film dall’identità dubbia, dove una colpevolezza viene già data per certa fin dall’inizio e va a mancare il mistero e l’inquietudine, a tratti suscitata solo dal volto di Christina Ricci. Il caso di Lizzie Borden si perde per molto tempo tra le mura di un tribunale e non nelle pareti della psiche dei personaggi o comunque nelle relazioni tra essi. Ho apprezzato invece particolarmente, per gusto personale, la musica, completamente asincrona, ma travolgente ed evocatrice, con la scelta di pezzi progressive rock,…
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Shaun, vita da pecora – Il film
Dopo aver visto Shaun, vita da pecora, viene da pensare (ci fanno pensare) che tutto sommato una vita da pecora non è poi così male, scardinando il detto che è meglio un giorno da leoni che cento da pecora. La giornata della pecore della Aardman è infatti densa di humour e fortemente ritmata, grazie al montaggio e alla musica, che sopperisce alle parole, completamente assenti, senza farle rimpiangere, ma sostituendosi perfettamente ad esse. Partendo dal comune, attraverso l’improbabilità, la storia riesce a essere semplice, nel senso più positivo che possa esserci, coinvolgendo e divertendo, grazie alla sua innocenza, la vivacità, le situazioni e i suoi personaggi che, nonostante siano di plastilina, riescono…
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Barb Wire
Pamela Anderson è Barb Wire, supereroina solitaria, pettoruta e implacabile. La nostra recensione del film tratto dal fumetto.
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Sballati d’amore
Ashton Kutcher e Amanda Peet sono sballati d'amore, si prendono e si mollano, si provocano a suon di parole e non temono di sentirsi scemi.
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Piovono polpette
Piovono polpette, ma anche hamburger, gelato e piccole grandi trovate originalissime per un film che è prima di tutto questo: originale nella sua idea, nel suo script. Il protagonista è irrestistibile, per il suo essere al tempo stesso goffo e così pieno di sogni e speranze, quanto chiunque di noi, tanto che è impossibile non fare il tifo per lui. Ma Lord e Miller gli hanno affiancato anche dei personaggi minori altrettanto ben congeniati e cartooneschi nei loro tratti. A guardarla in modo riduttivo si può dire che Piovono polpette sia una parodia del filone dei film catastrofici, ma in realtà riesce a essere un film a tutto tondo, aggiungendo…
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Fuga in tacchi a spillo
Viene facile pensare che una fuga in tacchi a spillo risulti alquanto complicata e il rischio che il tacco si rompa sia alto. È questo ciò che infatti accade a questo film, un film tutto al femminile, dalla regista Anne Fletcher alle protagoniste, la poliziotta precisina Reese Witherspoon e la procace Sofia Vergara. Ma qual è l’inciampo del film? I colpi di scena che determinano delle svolte narrative non vengono gestiti con efficacia, dando al film l’impressione d’essere piatto, inoltre manca soprattutto nel divertimento e nelle gag, che dovrebbero inspessire questo genere di commedie, e che, invece, si affida tutto al battibeccare delle due donne, marcando le loro differenze e scadendo talvolta…
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Maze Runner – La fuga
Se in Maze Runner – Il labirinto si era riusciti a costruire un’aurea di mistero, un’interesse verso la scoperta, abbinato efficacemente ad una narrazione veloce e dinamica, in Maze Runner – La fuga si avverte la mancanza di questi dati, della prova e del fascino che suscitava il labirinto, mentre la corsa del film e dei personaggi, una vera e propria fuga da tutto e tutti, manca di un obiettivo finale forte, definito. Seguiamo Thomas e compagni per inerzia, in quanto non v’è empatia con i fuggitivi, manca un coinvolgimento forte, probabilmente derivante da una caratterizzazione debole e rimandata al precedente film e da dialoghi fiacchi e riempitivi, impedendo dunque, anche ai…
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Le avventure di Mickey Matson – Il codice dei pirati
Ci sediamo sul divano per seguire le avventure di Mickey Matson, ma… tutti già si conoscono, si salutano come amici di vecchia data e si abbracciano. E allora mi rendo conto che si tratta di un sequel, il cui primo film però non è mai uscito in Italia. Sorvolando su 20 minuti di film in cui non si capisce una ceppa per questo motivo, passiamo al cattivo cattivissimo di turno, che però fa meno paura del cane del mio vicino. Il problema più grosso è che ha un piano terribile, sabotare tutti i dispositivi elettronici, ma non si capisce perché. Almeno fino al finale quando spiega a tutti (grazie) che…
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Ti sposo ma non troppo
Cioè lei crede che lui sia un altro e l’altro finge di essere chi non è! …allora ti sposo ma non troppo! Il film si accoccola pacioso nel solito trito e ritrito paté di equivoci e situazioni da “glielo dovrei dire ma non lo faccio”. Di derivazione teatrale, forse sul palco potrebbe giovare di una forma e un ritmo differente, che qui subisce anche dei dialoghi poco accattivanti e divertenti. La scena migliore è l’unica di un certo spessore, quando si allude e si vela riguardo l’handicap del personaggio di Francesco Foti. Però c’è un bacio sotto la pioggia e alla fine chissene… ci sono i titoli di coda, allora tutti giù a…