I 10 film mai realizzati più famosi
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I 10 film mai realizzati più famosi

Incompiuti, falliti, mai prodotti o solo immaginati. Ecco i 10 film mai realizzati più famosi della storia del cinema, che ci sarebbe davvero piaciuto vedere.

Napoleon – Stanley Kubrick

È senz’altro il più grande film mai realizzato e lo è per lo sforzo profuso, per l’imponenza del progetto e, non da ultimo, per la caratura del regista. Stanley Kubrick lavorò allo sviluppo di questo film per oltre trent’anni, a partire dai tempi di 2001: Odissea nello spazio. La troupe del regista visitò le location, scattando oltre 7.000 fotografie, mentre lui nell’arco della sua vita lesse circa 500 biografie su Napoleone e raccolse 1.800 opere sull’era napoleonica. Furono fatti i disegni, studi dettagliatissimi dei costumi e messe in atto trattative con i governi per girare scene di battaglia con 60.000 comparse.

Kubrick scrisse anche la sceneggiatura del film in circa due anni e la propose alla MGM, che seguì la lavorazione del film. La casa di produzione sì tirò però indietro a causa del costo elevatissimo (40 milioni di dollari nel 1969) e del fallimento degli altri film su Napoleone (in particolare il contemporaneo Waterloo di Bondarčuk, uscito nel 1970), motivo per cui anche la Universal uscì dall’affare. Negli anni successivi Kubrick non abbandonò mail l’idea di sviluppare una film su questa figura storica, che trovava estremamente interessante e forse a lui affine, declinando alcuni spunti in Barry Lyndon, ma continuando a leggere e a documentarsi per il suo Napoleon. Nel 2009 è uscito un tomo di oltre 800 pagine che raccoglie tutto quanto pianificato per la realizzazione di questo imponente film.

napoleon stanley kubrick
Due facciate del libro Stanley Kubrick’s Napoleon. The greatest movie never made che raccoglie tutto il materiale preparato da Kubrick per la realizzazione di questo film. A cura di Alison Castle per TASCHEN.

L’assedio di Leningrado – Sergio Leone

Correva l’anno 1989 e Sergio Leone lavorava al progetto di un film ambientato durante l’Assedio di Leningrado. L’URSS di Gorbačëv aveva concesso il permesso al regista di effettuare le riprese del film sul territorio, film che avrebbe dovuto aprirsi con un piano sequenza sull’assalto dei tedeschi alla città.

La storia avrebbe dovuto parlare di un giornalista statunitense innamorato di una ragazza russa, ma un infarto stroncò Sergio Leone all’età di 60 anni e uccise anche il suo progetto cinematografico.

 

Kaleidoscope – Alfred Hitchcock

Oramai regista più che affermato, tra il 1964 e il 1967 Hitchcock lavorò a un soggetto decisamente forte, che dimostra ancora una volta come il maestro del brivido fosse anni luce avanti rispetto ai suoi contemporanei. Ispirato a reali fatti di cronaca, Kaleidoscope avrebbe dovuto parlare di un serial killer che seduceva, stuprava e poi uccideva alcune donne. La camera a mano e le sole luci naturali avrebbero dovuto dare al film una parvenza di realismo e sensazioni ancora più ansiogene. Alcuni poster di body builder nella camera dell’omicida avrebbero dovuto (forse) suggerire un’omosessualità repressa, che dunque lo spingeva a commettere gli efferati delitti, i quali si sarebbero sempre svolti in presenza dell’acqua.

Hitchcock era deciso a scioccare il suo pubblico e aveva ipotizzato anche una scena in cui la madre avrebbe scoperto il protagonista mentre si masturbava. Aggiungeteci un bel po’ di sangue e l’esito è terrificante solo a immaginarlo.

Nonostante l’esiguo budget richiesto (1 milione), il progetto fu rifiutato dai produttori e accantonato dal regista. Oggi ci resta solo un footage del materiale preparato e girato da Hitchcock.

 

The day the clown cried – Jerry Lewis

Uno dei casi più famigerati di film perduto fu The day the clown cried, voluto, diretto e interpretato da Jerry Lewis nel 1972. La storia racconta le vicende di un clown imprigionato in un campo di concentramento nazista e ricorda per certi versi il successivo La vita è bella di Benigni.

Cosa successe? Dopo numerosi problemi produttivi si arrivò a una versione definitiva, ma non rifinita, che non rese soddisfatto Lewis. Anzi, lo fece vergognare a tal punto che del film rimase una sola copia in cassetta, a lungo conservata da lui stesso nella cassaforte del suo ufficio. Il film fu visto solo da una ristretta cerchia di persone durante delle proiezioni private e solo nel 2015 fu donata una copia alla Biblioteca del Congresso, con precise indicazioni di non mostrarla al pubblico per altri 10 anni.

Intervistato più volte in proposito, Jerry Lewis fu molto schietto su The day the clown cried. Nel 2013 disse: “Sono imbarazzato da quel film. Mi vergogno di quel lavoro. Fui grato all’epoca di avere avuto il potere di non farlo uscire e non lascerò mai che nessuno lo veda. Era tremendo, tremendo, tremendo” e ancora “Era un brutto film. Non lo vedrete oggi e non lo vedrà mai nessun altro”.¹

Il signore degli anelli – The Beatles / Stanley Kubrick

George Harrison nei panni di Gandalf, Paul McCartney e Ringo Starr nei ruoli di Frodo e Sam e, per concludere in bellezza, John Lennon nelle veci del personaggio più memorabile della saga… Gollum! Tutti diretti magistralmente dal maestro Stanley Kubrick.

No non siamo impazziti. Possiamo capire che quanto letto sembri quasi fanta-film o puro vaneggiamento, ma così non è.

Nel 1967 la Apple Records e la United Artists, gasate dal successo dei film A Hard Day’s NightHelp!, pensarono in grande e pensarono di far proseguire la carriera cinematografica dei Beatles con un film tratto dal romanzo di Tolkien. Pare che i fab four stessi fossero convinti del progetto e che Lennon in particolare volesse Kubrick alla regia.

Ma cosa andò storto?

Stanley si tirò indietro, considerando il libro inadatto a una trasposizione, vuoi per la lunghezza vuoi per le tecnologie dell’epoca, e fece come quando si chiedono volontari e si scarica il barile a qualcun altro. Suggerì infatti di proporre il progetto a Michelangelo Antonioni. Fu però J. R. R. Tolkien stesso a non voler cedere i diritti del suo capolavoro, anche perché non apprezzava particolarmente i celebri musicisti.

E così oggi non abbiamo il piacere di vedere Paul McCartney che canta mentre passeggia nella Terra di Mezzo, un George Harrison che si esibisce in un assolo sulla fortezza di Minas Tirith, ma soprattutto un John Lennon che canta Imagine con l’anello tra le dita.

PS: un altro progetto deragliato dei Beatles fu quello che doveva vederli interpretare i Tre Moschettieri di Dumas.

Atuk – Senza regista

È il film maledetto per eccellenza. Tratto dal romanzo L’incomparabile Atuk, la storia parla di un inuit che, trasferitosi a Toronto, si ritrova coinvolto in alcune situazioni comiche dovute alle differenze tra la sua comunità e il mondo moderno. Il soggetto suscitò interesse negli anni 80 e in molti si avvicinarono al progetto, tuttavia…

  1. John Belushi morì nel 1982 per overdose non molto tempo dopo aver letto il copione.
  2. Sam Kinison, che fu scritturato come attore protagonista, riuscì a girare una scena ma il set fu abbandonato dalla produzione e nel 1992 l’attore morì in un incidente d’auto.
  3. John Candy nel 1994 ottenne la parte, ma prima delle riprese morì per un attacco di cuore.
  4. Michael O’Donoghue, che lavorò alla sceneggiatura e coinvolse Belushi e Candy nel progetto, morì sempre nel 1994 per una emorragia cerebrale.
  5. Chris Farley, incurante delle dicerie che il film fosse maledetto, nel 1997 entrò in trattative per il ruolo principale, ma morì prima di finalizzare l’accordo.
  6. Phil Hartman, valutando la sceneggiatura nel 1998, pensò a un suo coinvolgimento in un ruolo marginale (giusto per non rischiare troppo), ma fu assassinato dalla moglie.

Nel 2000 la sceneggiatura è stata messa all’asta su eBay e dubitiamo che qualcuno l’abbia comprata.

atuk film maledetto
Il romanzo scritto dal canadese Mordecai Richler.

Heart of Darkness – Orson Welles

Dopo aver adattato il romanzo Cuore di tenebra per un programma radio in onda sulla CBS, Orson Welles nel 1939 (a 24 anni!) firmò un contratto con la RKO e si mise al lavoro sul suo primo film, proprio un adattamento del romanzo di Joseph Conrad. Il film avrebbe dovuto essere tutto in soggettiva, quella di Marlow, e quindi lo spettatore avrebbe avuto il suo punto di vista per tutta la storia. “Avrebbe” perché scoppiò la Seconda Guerra Mondiale, Dita Parlo che doveva recitare nel film fu arrestata come collaborazionista, il budget fu ritenuto troppo alto e le idee innovative di Welles spinsero la produzione a rinunciare. 40 anni dopo sarà Francis Ford Coppola a girare un adattamento del libro, Apocalypse Now, mentre il primo film di Welles fu Quarto potere, da molti critici considerato il miglior film di sempre.

Dune – Alejandro Jodorowsky

È da tempo (anno corrente 2020) che si discute di Dune di Denis Villeneuve, remake del famoso fiasco diretto da David Lynch nel 1984. Prima ancora, tuttavia, a lavorare a un adattamento del romanzo di Frank Herbert fu Alejandro Jodorowsky.

Il progettone prevedeva tra gli attori Salvador Dalì e Orson Welles, con musiche composte dai Pink Floyd, ma il primo script di Jodorowsky fu stimato in 14 ore di film e nessuno studio si accollò l’onere e l’onore di portare a termine l’opera. Esiste anche un documentario che narra le vicende di questo film incompiuto: Jodorowsky’s Dune.

Dopo l’uscita del film di Lynch, il regista disse: “All’inizio ne ho molto sofferto perché pensavo di essere io l’unico in grado di realizzarlo. Sono andato a vedere il film con molta sofferenza, pensavo che sarei morto, ma quando ho visto il film mi è tornata l’allegria, perché il film è una merda“. Speriamo la prenda meglio in vista dell’uscita del remake di Villeneuve.

dune jodorowsky film mai incompiuti
L’immagine di presentazione del documentario dedicato a questo film mai realizzato.

Il Viaggio di G. Mastorna, detto Fernet – Federico Fellini

Fernet è un clown musicista che, a causa di un atterraggio di emergenza dell’aereo, si ritrova in un albergo isolato nei pressi di una foresta. In questo luogo assiste a strani avvenimenti, tra cui la visione di un telegiornale che, in tedesco, a lui sconosciuto, annuncia un incidente aereo di fatale esito. Proprio il suo aereo.

Dal 1965 in poi Fellini provò più volte a mettere in scena questa storia, scritta in collaborazione con Dino Buzzati, ma il film non si fece mai e nel 1992 gli storyboard del film divennero la base per un fumetto di Milo Manara.

Al ruolo principale furono accostati i nomi di Totò, Marcello Mastroianni e infine Paolo Villaggio, ma anche Mina avrebbe dovuto avere un ruolo nella storia.

Superman lives – Tim Burton

L’avrete forse già vista nei social network. L’immagine di Nicolas Cage vestito da Superman ha circolato parecchio negli ultimi anni nel web, con una certa dose di ilarità.
 
Si tratta però della prova costume di un film che avrebbe dovuto girare Tim Burton. Dopo il successo di Batman, il regista era infatti intenzionato a restare in tema supereroi e a girare un film intitolato The Death of Superman, in cui il kryptoniano avrebbe indossato un costume nero (a dispetto della prova sopra citata) e non avrebbe volato.
 
Il film fu però cambiato, la sceneggiatura ebbe più riscritture e il budget dimezzato. E così Tim Burton mollò baracca e burattini.
 

Non è detta l’ultima parola

Ci sono film mai realizzati, attualmente incompiuti, su cui però non è detta l’ultima parola, perché i registi in questione ancora non demordono.

Ci riferiamo in particolare a Megalopolis di Francis Ford Coppola (che ci ricorda il Metropolis di Fritz Lang). La storia è quella di un potente architetto di New York, determinato a creare una città utopistica. Secondo alcuni rumors il regista di Apocalypse now e Il padrino avrebbe ripreso in mano il progetto che naufragò nel 2001 a causa dell’attentato alle Torri Gemelle.

Anche Guillermo del Toro non si arrende e vorrebbe realizzare Le Montagne della Follia, trasposizione del romanzo di H.P. Lovecraft che la Universal bloccò nel 2011, considerandola troppo rischiosa, forse anche perché il regista aveva in mente un film horror vietato ai minori. Dopo il successo de La forma dell’acqua e l’Oscar alla migliore regia, ora il regista messicano potrebbe trovare i fondi per il suo film.

Idee e cambi d’idea

Concludiamo con una delle strampalate e affascinanti idee di David Lynch, che dopo Eraserhead scrisse la sceneggiatura di Ronnie Rocket, detective alla ricerca di una seconda dimensione. La sua storia si sarebbe intersecata con quella di un nano con lo strano potere di controllare l’elettricità, il quale avrebbe dovuto essere interpretato da Michael J. Anderson, che Lynch porterà comunque sullo schermo con Twin Peaks. Il problema furono tanto per cambiare i soldi. Nessuno fu disposto a spendere a sufficienza per un film così strano.

Woody Allen invece realizzò il suo September, ma quando vide il girato decise di rifarlo daccapo, con un nuovo script e nuovi attori. Fu così che nel 1987 uscì la seconda versione del film, con Mia Farrow, che lasciò comunque il regista insoddisfatto, spingendolo a dichiarare che avrebbe voluto ri-girare il film per la terza volta. No Woody, basta così.²

L’artista Fro ha disegnato alcune locandine dei film mai realizzati. nell’immagine ne abbiamo raccolte 4: Le Montagne della Follia, Ronnie Rocket, Heart of Darkness e The Vega brothers in cui Mr. Blonde de Le iene e Vincent Vega di Pulp Fiction avrebbero dovuto incontrarsi.

¹The Day The Clown Cried: Jerry Lewis Anwers THE QuestionChild actor, 87, takes Cannes by storm.

² For Woody Allen, 60 Days Hath ‘September’.

 
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