L'uomo senza sonno recensione film christian bale
2004,  Alienarsi,  Sorprendersi

L’uomo senza sonno

Se fosse un po’ più magro non esisterebbe. Lo sguardo è vacuo, il suo lavoro è meccanico e non riesce a dormire. L’uomo senza sonno si riscuote dal suo torpore solo quando conosce Ivan, un individuo di cui tutti negano l’esistenza.

Passato alla ribalta per l’impressionante trasformazione fisica di Christian Bale, L’uomo senza sonno non è solo una sua magistrale interpretazione, ma è anche un film stratificato, inquietante e sorprendente.

I colori tenui della fotografia e le musiche stranianti ci calano nella psiche di Trevor Reznik, tra squallida tenerezza e lucida follia. Per 100 minuti siamo Trevor e con lui viviamo le stesse azioni ossessive, gli inspiegabili eventi e la crescente paranoia.

Ma sul finale, il film si riallaccia a sé stesso e alle scene di apertura, esaurendosi in una pura epifania.

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