• Spivet
    2013,  Avventurarsi

    Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

    Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet. Lo sgargiante e disilluso, malinconico e rassicurante viaggio del grande genio, ma ancora bambino, T.S. Spivet. Il film di Jean-Pierre Jeunet conserva la sua grafia, uno stile unico e originale, che possiamo ricordare e ricondurre solo alla sua opera più famosa: Il favoloso mondo di Amélie. I dialoghi sono coinvolgenti, spiazzanti e furbi, a tratti estremamente incisivi, con alcune frasi da annotare subito sul taccuino. Il film è singolare grazie al modo di raccontare, al punto di vista con cui lo fa, con alla base un’ottima scrittura, presa per mano dalla musica lungo tutto il minutaggio.

  • Il grande Gatsby
    2013,  Riflettere

    Il grande Gatsby

    Il grande Gatsby di Baz Luhrmann è vista e visione, uno sfoggio di costumi e di scenografia, aspetto in cui il regista è estremamente bravo, un film che esprime vuotezza e prova a riprendere così i temi di Francis Scott Fitzgerald, ma che invece si traduce in un film talmente vestito da essere ossimoricamente spoglio, senz’anima. Luhrmann sa organizzare delle belle feste, ma il party è frivolo, estremamente noioso. Due ore e venti minuti che mettono alla prova. Una sbronza che il giorno dopo fatichi a ricordare. Simile in alcuni aspetti e scelte a Moulin Rouge!, che fa da traccia, un po’ come stampo della poetica del suo autore, ma non…

  • Finn - Musica per un sogno
    2013,  Commuoversi

    Finn – Musica per un sogno

    Finn – Musica per un sogno è un film che guarda alla musica con una nota di magia, com’è giusto che che venga considerata per gli artisti. Quest’ultima è causa ed effetto, amore e controversia, di un rapporto padre e figlio. Il film tuttavia non stupisce, non ha guizzi. Nemmeno le emozioni e la commozione, che dovrebbe e vuole suscitare, riescono a travolgerci con la potenza del suono, bensì ci sfiorano appena nel finale.

  • Don Jon
    2013,  Scaldarsi

    Don Jon

    Meglio andare a letto con una ragazza vera o guardarsi un bel film porno? È questo che si chiede Don Jon, non esitando un attimo nel rispondersi: meglio il porno! Non c’è gara. È con questo tema che Joseph Gordon-Levitt esordisce alla regia del suo film, da lui stesso interpretato, che potrebbe anche spiegarsi nel semplice: volevo farmi Scarlett Johansson e Julianne Moore e così ho fatto un film. Sì, ci sono pure loro. Che il risultato non sia un granché l’avete capito, ma di sicuro originale lo è. Sì, fino all’epilogo però, quando Joseph Gordon-Levitt conclude con lo scontato happy ending dalla morale già vista. Di buono c’è però la caratterizzazione di Barbara Sugarman…

  • Machete kills
    2013,  Il caricatore

    Machete kills

    Travestimenti, belle donne, sangue e pazzeschi pazzi criminali, per un gioco cinematografico, una burla che si burla anche di sé stessa. Machete kills. È come un’accozzaglia di idee, dove più inverosimile è, meglio è, legate dal solo Machete, icona. Una marmellata di camei e situazioni fumettistiche, che non si eleva mai, ma diverte. O per lo meno, sicuramente, divide. Non potrei obiettare nulla a chi, piuttosto che vedere Machete uccidere, lo preferirebbe ucciso e sepolto nel cimitero del cinema.

  • 2013,  Ridere

    Delivery man

    Fate fatica a gestire i vostri figli? Scorrazzano per la casa come degli scalmanati e non c’è verso che ascoltino il papi? Guardate questo film e consolatevi, perché c’è chi se la passa peggio. David infatti ha ben 533 figli. Questo d’altronde è quello che succede quando si vuole fare soldi facili alla banca del seme e si è particolarmente portati per i lavori manuali. Vince Vaughn si pone allora l’aureola in testa e diviene improvvisato angelo custode dei suoi figli, in un film che, al di là dell’apparenza, non è commedia stupida, ma affronta in modo semiserio la tematica e ci accumula sopra qualche ulteriore strato di sentimentalismo e umorismo. È…

  • 2013,  Alienarsi,  Cinematerapia: una pillola per,  Sorprendersi

    Ender’s Game

    Passato un po’ in sordina, ingiustamente, Ender’s Game è un prodotto di un genere di moda di questi tempi. Seppure tratto da un romanzo di Orson Scott Card del 1985, vincitore del premio Hugo, ricalca infatti le caratteristiche del filone Young Adult, a cui appartengono i recenti Hunger Games, Maze Runner e Divergent, elevandosi al contempo dal solo piacevole intrattenimento. La fantascienza è infatti sfruttata per mettere in luce alcuni aspetti dell’uomo e restiamo sempre legati alla psicologia del personaggio, sfiorando il tema della violenza del militarismo e lo sfruttamento dei ragazzi con ogni mezzo, per scopi considerati più alti. Interessante, coinvolgente e dal buon finale.

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per

    Il fuoco della vendetta

    Un film abitato da personaggi disadattati, verso la vita, affrescato da una fotografia che contribuisce a definirne i toni grigi, premeditanti alla tragedia, che però tarda moltissimo ad arrivare. Non bastano però attori eccezionali a garantire un film eccezionale. Non solo Christian Bale e Casey Affleck, ma anche Woody Harrelson, Willem Dafoe, Sam Shepard e Forrest Whitaker, ci dimostrano che questa non è una funzione biunivoca. A punire questo film sono soprattutto la mancanza di un messaggio forte, una sceneggiatura accattivante e un finale di cui avevamo già consapevolezza fin dal primo minuto

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per

    Cose Nostre – Malavita

    C’è Robert De Niro che interpreta un criminale che guarda Robert De Niro che interpreta un altro criminale. C’è Dianna Agron con il suo bel visino angelico, che questa volta non canta Don’t stop believin’, ma prende a racchettate gli spasimanti. C’è Luc Besson alla regia che cita le regie del produttore Martin Scorsese e qualche altra manciata di film, e capita quindi di vedere ad esempio una scena al rallentatore di gangster armati che scendono dal treno sulle note di Clint Eastwood, che è il titolo della canzone dei Gorillaz, ma forse anche il citato, seppure l’arrivo mi rammenti più il leoniano C’era una volta il west. Sembra una gran confusione, ma…

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per,  Meglio mai che tardi,  Scaldarsi

    The Canyons

    Un pornoattore, quintali di materia sulla facciotta inespressiva di Lindsay Lohan, un paio di peni al vento, eterosessuali incalliti che saltano senza remore da un lato all’altro della sponda e l’etichetta di thriller giustificata all’ultimo momento. Senza cambi di tono e di ritmo, scorrendo gli occhi su qualche personaggio inutile e altri problematici, fiacchi e mal interpretati, tramite una regia e una fotografia piuttosto scarse, qualunque fosse l’intento di questo film, è fallito. C’è il tentativo maldestro di attribuirgli un paio di significati metaforici e forse l’idea di assomigliare alla serie di film Sex Crimes. Finanziato tramite crowdfunding su Kickstarter, forse era meglio se restava online. E cosa pensare di Paul Schrader, un regista che…

  • i delitti del barlume - il re dei giochi
    2013,  Investigare,  Ridere

    I Delitti del BarLume – Il Re dei Giochi

    Il re dei giochi è il primo episodio della serie de I delitti del BarLume, prodotta da Sky Cinema. Il film tratta la “componente gialla” in modo leggero e fresco, procedendo tramite intuizioni e tiri a indovinare verso il colpevole con una spiccata vena umoristica. Il tutto si svolge all’interno di uno scacchiere toscano e pittoresco, il paesino immaginario di Pineta, dove ogni personaggio è fortemente caratterizzato. A generare la verve necessaria sono sicuramente i quattro vecchietti del bar, mentre il livello del film forse non viene innalzato dalla recitazione di Enrica Guidi (Tiziana), ma sicuramente viene ingrandito dalle frequenti inquadrature del suo seno.

  • 2013,  Cinematerapia: una pillola per,  Legge

    Closed Circuit

    Costruito sullo spettro del terrosismo e dei controlli di sicurezza post 11 settembre, Closed Circuit getta delle immagini non troppo positive sul sistema americano. A dibattersi tra gli inestricabili intrighi di potere sono due avvocati con alle spalle una relazione, portatori di valori di giustizia senza tempo. Il film non ha un ritmo elevatissimo, ma mantiene un discreto livello di tensione e, situandosi tra il legal movie e il thriller, ottiene un dignitoso risultato, che può interessare agli appassionati del genere.

Customized Social Media Icons from Acurax Digital Marketing Agency