• Gemma Bovery
    2014,  Innamorarsi

    Gemma Bovery

    Il film vorrebbe essere come Gemma Bovery definisce Madame Bovary: “non succede niente, ma è interessante”. L’interesse tuttavia colma gli occhi del protagonista, ma molto meno quelli dello spettatore, offuscati invece dalla noia. L’idea di fondo è intrigante, ma si fatica a seguire i riferimenti letterari all’opera di Flaubert e il film non semina svolte narrative particolarmente inaspettate o emozionanti. Non v’è nulla di contestabile o di eccessivamente criticabile, tuttavia Gemma Bovery non regala nemmeno guizzi, non osa. Particolare invece il finale, intrigante anche nel montaggio e l’alternarsi delle prospettive. Tra i punti di forza anche il capezzolo di Gemma Arterton a metà film.

  • il libro della vita
    2014,  Fantasticare,  Innamorarsi

    Il libro della vita

    Prima de Il libro della vita, non s’è mai visto un film d’animazione parlare della morte con tale leggiadria (ma non leggerezza), sfiorando solo per pochi attimi la malinconia, distraendo subito con una risata. Dall’incontro tra la cultura messicana e l’epica classica, con una scommessa tra Dei, scaturisce una storia d’amore e d’avventura. Seppure intagliati nel legno, come marionette in mani altrui, i protagonisti hanno una morbidezza espressiva verso la quale è impossibile non simpatizzare e si muovono nella ben architettata storia come gli arzigogoli disegnati sul loro volto e sui loro vestiti. Dalla rappresentazione all’intreccio, bene, benissimo, signor Jorge Gutierrez.

  • the interview
    2014,  Ridere

    The interview

    Hacker, CIA, censure e minacce. E questo non è il film, bensì la realtà, almeno da quanto ci hanno detto su The interview. Nel film invece ci sono culi, dita mozzate, personaggi sopra le righe, omosessualità… una spinta verso l’eccesso che coinvolge anche temi piuttosto delicati, andando a colpire non solo la Corea del Nord, ma anche la società americana. Tutto sommato, considerato il vero e proprio casino generatosi e l’esito del film, che onestamente non è un granché dal punto di vista del divertimento/intrattenimento e manca completamente nella satira, risparmiarselo non sarebbe stato una grave perdita, né per l’umanità né per il cinema.

  • step up all in
    2014,  Ballare,  Uncategorized

    Step up all in

    Step up all in, quinto capitolo della saga, non delude le aspettative: è infatti un pretesto per mostrare qualche coreografia, sostenuta da una trama quasi inesistente e una recitazione non pervenuta. Non cerchiamo una perla del cinema, ma per lo meno un briciolo di credibilità, senza rasentare la stupidità. Manca anche quel briciolo di opposizione tra danza accademica e da strada e il vissuto che quest’ultima si porta dietro, inoltre, non sono un esperto di danza, ma, scena finale a parte, unica godibile, per la maggior parte del film l’impressione è quella di un gruppo di persone che scimmiottano su una musica martella timpani. Per il resto, “yo bello, come ti permetti?…

  • automata
    2014,  Avventurarsi

    Automata

    Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.

  • Lizzie Borden
    2014,  Spaventarsi

    Il caso di Lizzie Borden

    Tratto da una storia vera, piuttosto conosciuta negli Stati Uniti e con parecchi lati controversi, il caso di Lizzie Borden cinematografico non riesce a rappresentarli con efficacia. È un film dall’identità dubbia, dove una colpevolezza viene già data per certa fin dall’inizio e va a mancare il mistero e l’inquietudine, a tratti suscitata solo dal volto di Christina Ricci. Il caso di Lizzie Borden si perde per molto tempo tra le mura di un tribunale e non nelle pareti della psiche dei personaggi o comunque nelle relazioni tra essi. Ho apprezzato invece particolarmente, per gusto personale, la musica, completamente asincrona, ma travolgente ed evocatrice, con la scelta di pezzi progressive rock,…

  • Mickey Matson
    2014,  Avventurarsi

    Le avventure di Mickey Matson – Il codice dei pirati

    Ci sediamo sul divano per seguire le avventure di Mickey Matson, ma… tutti già si conoscono, si salutano come amici di vecchia data e si abbracciano. E allora mi rendo conto che si tratta di un sequel, il cui primo film però non è mai uscito in Italia. Sorvolando su 20 minuti di film in cui non si capisce una ceppa per questo motivo, passiamo al cattivo cattivissimo di turno, che però fa meno paura del cane del mio vicino. Il problema più grosso è che ha un piano terribile, sabotare tutti i dispositivi elettronici, ma non si capisce perché. Almeno fino al finale quando spiega a tutti (grazie) che…

  • Ti sposo ma non troppo
    2014,  Innamorarsi

    Ti sposo ma non troppo

    Cioè lei crede che lui sia un altro e l’altro finge di essere chi non è! …allora ti sposo ma non troppo! Il film si accoccola pacioso nel solito trito e ritrito paté di equivoci e situazioni da “glielo dovrei dire ma non lo faccio”. Di derivazione teatrale, forse sul palco potrebbe giovare di una forma e un ritmo differente, che qui subisce anche dei dialoghi poco accattivanti e divertenti. La scena migliore è l’unica di un certo spessore, quando si allude e si vela riguardo l’handicap del personaggio di Francesco Foti. Però c’è un bacio sotto la pioggia e alla fine chissene… ci sono i titoli di coda, allora tutti giù a…

  • Predestination
    2014,  Sorprendersi

    Predestination

    Predestination è l’estrapolazione filmica del quesito “è nato prima l’uovo o la gallina?” o della metafora del serpente che si mangia la coda. Tratto da un racconto breve di Robert A. Heinlein, che segue fedelmente, anche nei dialoghi, naturalmente ampliandolo, Predestination è un paradosso filosofico, un rompicapo filmico. In questo sta il suo pregio e il suo difetto. La stranezza della vicenda può affascinare e intrigare chi ama scervellarsi con film di questo genere, ma il suo problema è proprio la sua ragion di vita in quanto film. Può apparire un gioco fine a sé stesso, che in quanto costruzione mostra/nascondi si priva di avventura e di un obiettivo forte del protagonista…

  • Sotto una buona stella
    2014,  Ridere

    Sotto una buona stella

    Con Sotto una buona stella Carlo Verdone cerca di parlare di un malessere contemporaneo con il suo personale stile comico. Il film funziona bene nei siparietti comici, in particolare tra Verdone stesso e la brava Paola Cortellesi, come nella scena in auto o quella sul finale, in cui si provocano attraverso la parete. Meno bene invece nelle parti serie, dove il film fatica a essere incisivo, ma anzi risulta un poco noioso, di poco spessore, forse per una scelta di non osare troppo, quando invece si poteva essere più irriverenti. Questa seconda facciata del film sembra dunque essere più un corredo della comicità e non il suo fuoco da cui…

  • St. Vincent
    2014,  Ridere

    St. Vincent

    St. Vincent, ovvero il burbero e il bimbo. Un invito a guardare dietro le apparenze, che ci viene sporto con simpatia, con il lato buffo che si mostra davanti alla figura dello scorbutico e l’umanità che si cela dietro di essa, provando anche a commuovere un pizzico. Convincente e divertente Bill Murray, nel ruolo del burbero, un ruolo forse già visto, ma che qui, grazie alla scrittura del film e al suo interprete, funziona bene.

  • Big game - Caccia al presidente
    2014,  Avventurarsi,  Il caricatore

    Big game – Caccia al presidente

    Big game – Caccia al presidente prende spunto dal terrorismo, come molti, moltissimi, film contemporanei, ma da lì prende un sentiero non ancora battuto. Tra i motivi c’è probabilmente la commistione Usa-Finlandia, che non si riflette solo nei luoghi dove sono state effettuate le riprese. Sono due mondi completamente opposti quelli che si incontrano in questo film, che riesce a creare una storia che non è spionaggio o azione, ma avventura. Un’avventura che ha in sé l’improbabilità della commedia e il suo successo nel riuscire a non essere mai stupido, regalando anche sequenze rocambolesche e spettacolari. È un grande gioco: leggero, godibile.

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