Cinematerapia: una pillola per
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Django Unchained
Fantastico. Arte che intrattiene, intrattenimento artistico. Se siete innamorati del cinema, guardare Django Unchained di Quentin Tarantino è come far l’amore con una delle sue più belle figlie. Dialoghi epifanici, gustosi dettagli anacronistici, musica incisiva, sceneggiatura magistrale, interpretazioni alte, citazioni colte. Regia, narrazione, fotografia. Un film di godibile perfezione, come se ne vedono troppo pochi in troppo tempo. L’unico, super-virgolettato difetto, drammaturgicamente parlando, è un doppio finale, che però diventa solo una scusa in più per godersi ancora un po’ di Django.
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L’amore bugiardo – Gone girl
Probabilmente dopo aver visto L’amore bugiardo non vorrete più sposarvi. Nick (Ben Affleck) rincasa il giorno del suo quinto anniversario, ma la moglie è sparita. Rapita? Assassinata? Chi può essere l’artefice della scomparsa? L’evento suscita molto clamore mediatico e i riflettori sono tutti puntati su Nick. Psicologico, a tratti inquietante, stende un’ombra sui tuoi pensieri e ti invita a partecipare al mistero, a provare a prevedere il finale. La rappresentazione di un mondo dove apparire vuol dire tutto. Rosamund Pike ne è l’interprete perfetta: sottile, glaciale, sorridente, perfetta. David Fincher disegna un thriller da antologia, ambiguo e imprevedibile. Da non perdere.
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La teoria del tutto
La teoria del tutto è piaciuto anche a Stephen Hawking. E se non ci credete date un occhio alla sua pagina Facebook. Che dire allora? Incredibile e ossimorico come, per interpretare un uomo senza capacità muscolari, ci voglia un tale controllo espressivo e fisico. Eddie Redmayne, nei panni del famoso fisico e cosmologo, è bravissimo. Il film segue soprattutto il lato sentimentale, anziché intellettuale o accademico, del protagonista, ma la storia è vera, genuina, e quindi non può che essere toccante. Senz’altro tra i migliori film del 2014.
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Il caso Thomas Crawford
Per gli amanti dei legal movie, Il caso Thomas Crawford si inserirà senza dubbio tra i preferiti. L’autore di un omicidio ci sembra evidente e quest’ultimo, inoltre, confessa la sua colpevolezza. Apparentemente il film potrebbe quindi finire dopo soli 15 minuti, invece, scivola via verso la fine in un susseguirsi di pezzi che si incastrano uno sull’altro, tra sorpresa, tensione e intrattenimento. Il film corre nelle scene con Anthony Hopkins e cammina con Ryan Gosling, il cui personaggio fatica a districarsi dal machiavellico marchingegno costruito dal suo avversario. “Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno”.
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Quello che so sull’amore
Quello che so sull'amore: cioè niente. Forse Muccino ne sa qualcosa in più (o forse no). Però io questo film non ve lo consiglierei. Poi fate voi.
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La famiglia Bélier
Una famiglia di normali e divertenti sordomuti. A essere normali lo dicono loro e infatti così viene rappresentata la famiglia Bélier: niente drammoni, niente compassione. Anzi, i genitori di Paula si disperano, perché lei ci sente come tutti gli altri e soprattutto perché sente le baggianate che dicono tutti gli altri. Al regista bastano pochi epifanici secondi, verso la fine del film, mentre Paula finalmente esegue il suo atteso duetto, per calarci direttamente nella loro situazione: spegne il volume. Gli attori, fantastici, senza parlare riempiono la cinepresa esprimendosi con la fisicità, diventando quasi logorroici. Godibilissima la colonna sonora. Bello il film.
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Non buttiamoci giù
Dal romanzo di Nick Hornby, quattro persone si ritrovano sulla cima di un grattacielo per suicidarsi e finiscono con il fare amicizia.
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Snowpiercer
Bong Joon-ho dirige un film distopico, cupo e pessimista, dove un treno diviene il mondo intero, involucro dell'esistenza umana.
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Butter
Una bambina adottata entra in competizione con una donna molto ambiziosa in una gara di sculture di burro… Attorno a questo concorso viene creata una enorme manifestazione e si fa di tutto per vincerla, ostacolando illecitamente la bimba, facendo propaganda, discorsi elettorali, boicottando, imbrogliando. In Butter il riferimento sembra proprio essere quello delle elezioni presidenziali, ridimensionandole goliardicamente. Il problema di Butter (se tale può essere considerato) è forse il suo essere atipico, oltre che mancante d’azione o di grandi colpi di scena. Tuttavia si tratta di un film intelligente, satirico, critico al moralismo e all’ipocrisia, diretto al cuore della società statunitense.
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Grand Budapest Hotel
C’è molto di bello: dalla sceneggiatura al montaggio, dai costumi di Milena Canonero ai dialoghi. Tanto che bisognerebbe chiedersi cosa, in questo film, non lo è. L’abilità nel narrare, unita al surreale umorismo di Wes Anderson, creano un mondo fantasioso, che risponde a un requisito da ammirare spassionatamente: originalità. Lo stile del regista è inconfondibile: i colori, le inquadrature, le simmetrie, i movimenti di macchina. Il fantastico è improbabile, ma verosimile, e si vela di malinconia come ciò che appartiene al reale. Estetico, scenografico, preciso, logorroico, ironico, sarcastico, grottesco. Benvenuti al Grand Budapest Hotel.
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Piranha 3DD
Inspiegabile. Inspiegabile come possa essere stato finanziato, trasmesso, guardato. Per la cronaca, l’hanno fatto gli americani e il 95% di chi l’ha visto vive fuori dagli USA. Ah e c’è pure Mitch di Baywatch, che si è beccato una nomination come peggior attore non protagonista ai Razzie Awards.
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Pirati! Briganti da strapazzo
Pirati, scienziati, animali estinti e personaggi storici. Sapevate che esiste il premio per il pirata dell’anno? E che Charles Darwin è innamorato della regina Vittoria? L’umorismo, davvero sottile e intelligente, si abbina all’avventura, intrapresa da personaggi ben caratterizzati e spassosi. Citazioni e stereotipi, ma anche tecnologia e artigianato. Stop motion, CGI e pupazzi, per i quali ad esempio sono state create ben 6818 bocche. Riconoscerete subito, visivamente, che si tratta dei creatori di Galline in Fuga, Wallace & Gromit e Giù per il Tubo. Beh, se vi erano piaciuti questi film, guardatevi questo, perché è ancora meglio. E poi ci sono i pirati. Numero 2, Capitan Pirata, Re pirata, Pirata…