Cinematerapia: una pillola per

  • piccoli brividi
    2015,  Avventurarsi,  Ridere

    Piccoli brividi

    Guardatevi le spalle, perché mostri che popolavano le pagine verdastre dei romanzetti che alcuni di noi leggevano da ragazzi, sono tornati tutti insieme, in una storia nuova, trascinata dal mitico Jack Black. Non ci sono piccoli brividi, almeno per il pubblico adulto (se non qualche tentativo tramite l’accoppiata assodata: comparsa a sorpresa + musica alta), ma una vera e propria avventura. È un film per ragazzi, che intrattiene con leggerezza e in modo coinvolgente, ben costruito nella sua semplicità, finale compreso. A ciò viene aggiunto sicuramente un buon ritmo, momenti comici riusciti e un po’ di salsa romance. Ogni tanto ci vogliono anche film così.

  • tre uomini e una gamba
    1997,  Ridere

    Tre uomini e una gamba

    Tre uomini e una gamba riesce a riunire tutta la comicità e la simpatia di Aldo, Giovanni e Giacomo in un film, costruendo una serie di spassose gag sopra la linearità e semplicità della trama. Il trio comico sfrutta gli sketch che li hanno contraddistinti negli spettacoli teatrali, uscendo anche dalla narrazione lineare più volte, con dei pretesti, ma mai in maniera forzata. È il loro primo film e anche uno dei migliori.

  • Don Jon
    2013,  Scaldarsi

    Don Jon

    Meglio andare a letto con una ragazza vera o guardarsi un bel film porno? È questo che si chiede Don Jon, non esitando un attimo nel rispondersi: meglio il porno! Non c’è gara. È con questo tema che Joseph Gordon-Levitt esordisce alla regia del suo film, da lui stesso interpretato, che potrebbe anche spiegarsi nel semplice: volevo farmi Scarlett Johansson e Julianne Moore e così ho fatto un film. Sì, ci sono pure loro. Che il risultato non sia un granché l’avete capito, ma di sicuro originale lo è. Sì, fino all’epilogo però, quando Joseph Gordon-Levitt conclude con lo scontato happy ending dalla morale già vista. Di buono c’è però la caratterizzazione di Barbara Sugarman…

  • Svalvolati on the road
    2007,  Ridere

    Svalvolati on the road

    Svalvolati on the road prende l’incontentezza routinaria di quattro uomini di mezza età e la mette sulla strada nella chiave della disavventura, tra parodia e comicità. Il risultato funziona e ha funzionato anche al botteghino. Seppure i Wild Hogs seguano strade narrative già tracciate, John Travolta, Tim Allen, Martin Lawrence e William Macy divertono con leggerezza, senza alte pretese.

  • stone film
    2010,  Tendere i nervi

    Stone

    In Stone i personaggi giocano tra loro di psicologia e di rimando il film lo fa con lo spettatore, volendo far credere, far sospettare. Il tutto inoltre è pervaso, avvolto, dai precetti che la religione dà al protagonista, De Niro, facendolo riflettere e invitandoci a riflettere. Le sequenze sono spesso un campo e controcampo, soprattutto tra De Niro e Edward Norton, talvolta in maniera molto classica, senza utilizzare una ripresa di quinta. Bravissima Milla Jovovich, così come anche Norton, nei panni di una epicurea femme fatale. La scrittura filmica tuttavia non è particolarmente incisiva, ma priva di colpi di scena e pure il finale, che è buono, poteva essere sfruttato meglio.…

  • la grande scommessa
    2015,  Riflettere

    La grande scommessa

    Non c’è un lupo a Wall Street, con i suoi eccessi, le donne e le droghe, ma solo la crisi, uomini che ci sguazzano, uomini che affogano. La grande scommessa del film è riuscire a parlare di questo argomento, condensare il tutto in un tempo filmico accettabile, ma farlo con qualità e rendere i contenuti comprensibili a tutti. Per quest’ultimo punto, la scelta è la rottura ripetuta della quarta parete e l’inserimento di intermezzi spiccatamente ironici, che sembrano però essere il modus operandi migliore, più originale e leggero. Il montaggio è anarchico e incisivo, strasbattendosene di formalismi e convenzioni e risultando così, particolare e pregiato. La regia invece ha movimenti di macchina…

  • ortone e il mondo dei chi
    2008,  Fantasticare,  Ridere

    Ortone e il mondo dei Chi

    Due mondi paralleli e contingenti, solo grazie all’intelligente fantasia del Dr. Seuss, danno vita a un’avventura animata travolgente, ricca di trovate divertenti, sia nel dialogare che visivamente, con gag cartoonesche e su tutte una geniale sequenza in 2D, stile anime, sul soliloquiare distratto di Ortone. In Ortone e il mondo dei Chi, i più attenti osserveranno senza dubbio una giocosità e spensieratezza diretta al cuore dei bimbi, unita tuttavia a delle oculate punzecchiature a comuni comportamenti dell’uomo (degli adulti?), che spesso vanno a coincidere con gli ostacoli ai protagonisti dei due mondi. Una piccola pecca, forse l’unica, è il doppiaggio di Ortone affidato a Christian De Sica, non perché non…

  • l'uomo dei sogni
    1989,  Commuoversi

    L’uomo dei sogni

    Là, nel campo dei sogni, dove questi ultimi vengono coltivati, c’è un uomo dal volto avvenente e pulito a custodirli. Kevin Costner è Ray Kinsella, l’uomo dei sogni, che con la sua storia ci insegna a credere nei nostri, a provarci fino all’ultimo e correre i rischi inevitabili per raggiungerli. Ma non solo: anche l’importanza di avere una persona al nostro fianco, magari una donna, che ci crede insieme a noi e ci supporta e sospinge verso di essi. L’uomo dei sogni si serve di una buona sceneggiatura e un’incantevole idea, culminando in un finale toccante e proponendosi come film da tenere bene a mente e vicino al cuore.

  • Sogni e delitti
    2007,  Tendere i nervi

    Sogni e delitti

    Sogni e delitti è il titolo italiano di Cassandra’s dream, che vuole riprendere l’ispirazione dostoevskijana della storia scritta da Woody Allen. Allen qui è secco, sobrio, esistenzialista. Si parla si progetti, di ciò che si è disposti a fare per realizzarli, di scelte. Scelte da cui non si può più tornare indietro, come in un sogno, quasi “come vedersi dal di fuori”. Colin Farrell ed Ewan McGregor vengono osservati talvolta con distacco, da grandangoli che li mostrano come piccole figure in un mondo, così come nel contro zoom finale. Sogni e delitti non ha i vezzi e le punte istrioniche e ironiche di altri film del regista e per questo può sembrare…

  • Gli spietati
    1992,  Il caricatore

    Gli spietati

    Non è Joe, nè il Monco, tantomeno il biondo, seppure potrebbero, ma semplicemente Clint Eastwood in un suo film, dove interpreta un bounty killer ormai in pensione. Dedicato a Sergio Leone e Don Siegel, Gli spietati è un western atipico, dove più che rappresentare il tramonto dei celebri buonty killer, si espletano i suoi sensi di colpa. Si parla di violenza. È un dramma umano. Nessuno è buono, simpatico o totalmente cattivo, ci dispiace quasi per tutti, mentre sono soprattutto emozioni a sibilare come ferro rovente anziché le pallottole. Eccezion fatta per il finale. Gli spietati scardina la mitologia western. Ognuno dice la sua sul vecchio West e lo fa in maniera…

  • St. Vincent
    2014,  Ridere

    St. Vincent

    St. Vincent, ovvero il burbero e il bimbo. Un invito a guardare dietro le apparenze, che ci viene sporto con simpatia, con il lato buffo che si mostra davanti alla figura dello scorbutico e l’umanità che si cela dietro di essa, provando anche a commuovere un pizzico. Convincente e divertente Bill Murray, nel ruolo del burbero, un ruolo forse già visto, ma che qui, grazie alla scrittura del film e al suo interprete, funziona bene.