High Crimes - Crimini di stato film recensione
2002,  Legge,  Tendere i nervi

High Crimes – Crimini di stato

High Crimes – Crimini di stato è un legal thriller di Carl Franklin con Ashley Judd e Morgan Freeman.

Un ex militare viene catturato dall’FBI durante una passeggiata con la moglie e viene accusato dell’omicidio di nove civili a El Salvador. La donna, che è un avvocato, decide di difenderlo personalmente in tribunale, avvalendosi dell’aiuto di un ex procuratore con problemi di alcolismo.

Si tratta di un film che riprende alcuni temi ricorrenti nel genere. Il tribunale militare (Codice d’onore), il partner alcolizzato ma brillante, l’uomo sotto processo e l’avvocato in una corsa contro il tempo per poterlo scagionare (e qui c’è una sfilza di esempi, tra i quali citiamo il quasi contemporaneo The life of David Gale).

Forse per questo motivo High Crimes non ha ottenuto pareri molto positivi dalla critica. Tuttavia si tratta di un buon film, che fa il suo dovere e intrattiene lo spettatore coinvolgendolo nella vicenda, sostanzialmente per due motivi. L’interrogativo “come farà a cavarsela?” è sempre un forte traino per la storia, tanto più quando la situazione sembra decisamente irrimediabile. Inoltre i protagonisti devono superare una serie di ostacoli sempre più provanti (insabbiamenti, minacce, corruzione, aggressioni e addirittura tentativi d’omicidio) e questo rende la storia sempre più coinvolgente.

Non si tratta quindi di un film da inserire tra i migliori legal movie della storia o tra i must watch del genere thriller giudiziario, ma ciò non toglie che sia un film godibilissimo per gli appassionati del genere che magari, potrà anche riservarvi un bel colpo di scena.

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