il verdetto film recensione
1982,  Legge

Il verdetto

Dopo essere stato licenziato alcuni anni prima dal proprio studio per corruzione dei giurati, un avvocato alcolizzato è alla disperata ricerca di clienti. L’occasione per il riscatto sembra arrivare quando gli capita per le mani un caso di negligenza medica. Il verdetto è un legal movie di Sidney Lumet, tratto dall’omonimo romanzo, molto apprezzato dalla critica all’uscita che lo candidò a svariati premi, tra cui 5 nomination all’Oscar.

A differenza di altri drammi giudiziari, Il verdetto mette al centro della scena la figura dell’avvocato, con i suoi problemi personali e l’etica professionale. A oggi, tuttavia, il film appare molto compassato nella prima parte, salvo poi cambiare faccia nella seconda, dove il protagonista (Paul Newman) si ritrova a combattere per la propria causa. Il meccanismo è comune a molti film: un uomo praticamente solo e con difficoltà individuali, contro forze più grandi di lui: un giudice corrotto, un team di avvocati spietati, un rispettabile istituto sanitario e persino la sfiducia della famiglia della sua assistita.

Magnetico il finale, compresi gli ultimissimi fotogrammi, a sentenza già deliberata, che chiudono il film con una nota agrodolce.

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