• il rapporto pelican film recensione
    1993,  Investigare,  Sorprendersi

    Il rapporto Pelican

    Una brillante studentessa di legge redige il rapporto Pelican, documento in cui illustra le sue deduzioni a proposito della morte di due giudici, a cui è correlato addirittura il presidente degli Stati Uniti. Tratto dal romanzo di John Grisham, il film racconta la storia di una donna intrappolata dalla sua intelligenza, che si ritrova invischiata in complotti, giochi di potere e omicidi. Il film posiziona il suo colpo di scena maggiormente d’effetto nella prima parte, per poi concludere la sua rete narrativa con una scena d’azione pura. L’intreccio narrativo è articolato, talvolta arduo da seguire così come l’elencarsi dei numerosi nomi, ma ottiene l’effetto tensivo e intrattiene, complice anche il…

  • abbronzatissimi 2
    1993,  Ridere

    Abbronzatissimi 2

    Dopo il successo di Abbronzatissimi si decide di replicare, con gli stessi attori, seppure in ruoli diversi e un po’ di star e starlette in più gettate nella mischia. Al contrario del prequel, Abbronzatissimi 2 si prende troppo sul serio, inserendo nella “sceneggiatura” due storie d’amore davvero imbarazzanti, francamente improponibili dal lato romance e inesistenti per quanto riguarda la risata. Il risultato è un cine-tramezzino scarsissimo, peggio del primo. Ah, e la spiaggia dov’è?

  • proposta indecente
    1993,  Innamorarsi,  Scaldarsi

    Proposta indecente

    Se un uomo vi offrisse un milione di dollari per andare a letto con vostra moglie (o la vostra ragazza) cosa fareste? E lei? È questa la proposta indecente del film e l’idea originaria, il fuoco ardente da cui si sprigiona il film. E che film! Innanzitutto interpretato da grandi attori. Demi Moore era quasi d’obbligo per bellezza e sensualità, mentre Woody Harrelson è straordinario nella sua interpretazione, così come Robert Redford si fa credere in ogni affascinante minuto. La storia indaga sulle conseguenze, sulle persone. Sembra sempre prendere una piega o esaurirsi (ecco andrà a finire così!), per poi smentire i nostri pensieri e modificare il ritmo delle nostre…

  • mr jones
    1993,  Innamorarsi

    Mr Jones

    Quando si entra in un reparto medico-cinematografico si potrebbe incontrare qualcuno che volò sul nido del cuculo o altri che han preferito la via della commedia. Mr Jones invece ha scelto la storia d’amore complicata, tra dottoressa e paziente. Quest’ultimo è Richard Gere, calato nella parte di un uomo bipolare, travolgentemente spensierato ed euforico fino al momento in cui scivola nel buio della sua stessa mente. Come uscirete da questo centro di cura? Probabilmente rischiate di impazzire di noia. Non che il film sia fatto male, ma deve proprio intrigarvi la tematica per resistere fino al termine dei 114 minuti di prescrizione filmica.

  • 6 gradi di separazione
    1993,  Riflettere

    6 gradi di separazione

    6 gradi di separazione è uno di quei film non difficili da commentare, ma da giudicare sì, che in parte si condannano da soli al limbo filmico. Intellettuale e intellettualoide. Si parla e si parla, mentre si mostra poco. Manca lo sguardo, l’immagine. Ha un testo sottotraccia di valore, che però non riesce a essere tradotto funzionalmente in cinema. Indubbiamente ben recitato, 6 gradi di separazione può esprimersi molto meglio a teatro. In ogni caso il ragazzo interpretato da Will Smith riesce a ottenere un certo alone di dubbio e mistero. Il film tuttavia finisce con l’essere piuttosto impegnativo da seguire e lento, tendenzialmente noioso.

  • la ragazza della porta accanto
    1993,  Innamorarsi,  Tendere i nervi

    La ragazza della porta accanto

    La porta accanto, luogo dove si celano pericoli, mostri e qualche pazzo omicida, questa volta svelano Alicia Silverstone, pazza e machiavellica lolita, che matura un’ossessione verso uno scrittore, ospitato dai genitori. Nonostante un buon esordio della Silverstone, il risultato finale è tuttavia piuttosto piatto, più che altro uno sfruttamento di cliché, a volte poco credibile, dove di thrill ve n’è poco. Allo stesso modo anche i personaggi sono poco tondi e il giornalista, Nick Elliot (Cary Elwes), sembra più che altro tonto.

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