Cinematerapia: una pillola per
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Spectre
Diciamolo, al di là dei discorsi sull’interprete di Bond, i film della serie avente come protagonista Daniel Craig, ad eccezione di Casino Royale, non sono delle gemme. E questo Spectre non fa eccezione. Il film ha un buon inizio, con una scena avvincente e delle riprese interessanti, ma si perde poi nel suo corso in una sceneggiatura debole. È interessante l’idea e il tentativo di dare un fil rouge agli ultimi film, riunendo personaggi, relazioni e citazioni, ma viene fatto in maniera un po’ troppo confusa, fino a un doppio finale che lascia un poco delusi. Manca uno stile, una iconicità. Anche le scene d’azione non stupiscono particolarmente. Si cerca il…
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Ave, Cesare!
Perché Ave, Cesare! dei Coen ha diviso? Sui set della Hollywood anni 50 c'è chi si è annoiato, chi ha amato la cinefilia.
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Step up all in
Step up all in, quinto capitolo della saga, non delude le aspettative: è infatti un pretesto per mostrare qualche coreografia, sostenuta da una trama quasi inesistente e una recitazione non pervenuta. Non cerchiamo una perla del cinema, ma per lo meno un briciolo di credibilità, senza rasentare la stupidità. Manca anche quel briciolo di opposizione tra danza accademica e da strada e il vissuto che quest’ultima si porta dietro, inoltre, non sono un esperto di danza, ma, scena finale a parte, unica godibile, per la maggior parte del film l’impressione è quella di un gruppo di persone che scimmiottano su una musica martella timpani. Per il resto, “yo bello, come ti permetti?…
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Automata
Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.
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Mezzogiorno di fuoco
Un film che è tutta un’attesa, una solitaria e sconsolata preparazione al duello, in un mezzogiorno di fuoco che però non è il fuoco e il focus dell’opera, che invece è proprio tutto ciò che lo precede. L’integerrimo sceriffo Gary Cooper, seppure non costretto, se non dal suo senso del dovere, si batte per la sua gente, che invece pensa alla propria pellaccia e lo lascia solo. A essere forti non sono solo le venature politiche, ma più propriamente dell’uomo nella politica, nella polis, in società. Il leitmotiv Do not forsake me, oh my darling di Dimitri Tiomkine e la sua colonna sonora scandiscono la malinconia e i passi spaesati…
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La stangata
Quando vuoi vedere un film ben recitato, dall’intrigo articolato ma preciso nei dettagli, puntuale nel sorprendere e coinvolgere, allora vuoi vedere La stangata. La stangata è una partita a poker con lo spettatore, un inganno così vero che è cinema puro. Scritto da David S. Ward come un incastro perfetto, senza difetti, il film viene affidato alla regia di George Roy Hill che coinvolge nel progetto i favolosi Paul Newman, Robert Redford e Robert Shaw, scrutandoli con maestria nella Chicago degli anni 30, anche grazie a una splendida scenografia, e ascoltandoli muoversi al ritmo del ragtime di Scott Joplin, riarrangiato da Marvin Hamlish. Tutto è possibile, l’imbroglio intrattiene perfettamente con il gusto che solo un trucco può dare, unito alla…
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Il caso di Lizzie Borden
Tratto da una storia vera, piuttosto conosciuta negli Stati Uniti e con parecchi lati controversi, il caso di Lizzie Borden cinematografico non riesce a rappresentarli con efficacia. È un film dall’identità dubbia, dove una colpevolezza viene già data per certa fin dall’inizio e va a mancare il mistero e l’inquietudine, a tratti suscitata solo dal volto di Christina Ricci. Il caso di Lizzie Borden si perde per molto tempo tra le mura di un tribunale e non nelle pareti della psiche dei personaggi o comunque nelle relazioni tra essi. Ho apprezzato invece particolarmente, per gusto personale, la musica, completamente asincrona, ma travolgente ed evocatrice, con la scelta di pezzi progressive rock,…
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Shaun, vita da pecora – Il film
Dopo aver visto Shaun, vita da pecora, viene da pensare (ci fanno pensare) che tutto sommato una vita da pecora non è poi così male, scardinando il detto che è meglio un giorno da leoni che cento da pecora. La giornata della pecore della Aardman è infatti densa di humour e fortemente ritmata, grazie al montaggio e alla musica, che sopperisce alle parole, completamente assenti, senza farle rimpiangere, ma sostituendosi perfettamente ad esse. Partendo dal comune, attraverso l’improbabilità, la storia riesce a essere semplice, nel senso più positivo che possa esserci, coinvolgendo e divertendo, grazie alla sua innocenza, la vivacità, le situazioni e i suoi personaggi che, nonostante siano di plastilina, riescono…
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Barb Wire
Pamela Anderson è Barb Wire, supereroina solitaria, pettoruta e implacabile. La nostra recensione del film tratto dal fumetto.
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Sballati d’amore
Ashton Kutcher e Amanda Peet sono sballati d'amore, si prendono e si mollano, si provocano a suon di parole e non temono di sentirsi scemi.
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Piovono polpette
Piovono polpette, ma anche hamburger, gelato e piccole grandi trovate originalissime per un film che è prima di tutto questo: originale nella sua idea, nel suo script. Il protagonista è irrestistibile, per il suo essere al tempo stesso goffo e così pieno di sogni e speranze, quanto chiunque di noi, tanto che è impossibile non fare il tifo per lui. Ma Lord e Miller gli hanno affiancato anche dei personaggi minori altrettanto ben congeniati e cartooneschi nei loro tratti. A guardarla in modo riduttivo si può dire che Piovono polpette sia una parodia del filone dei film catastrofici, ma in realtà riesce a essere un film a tutto tondo, aggiungendo…
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Fuga in tacchi a spillo
Viene facile pensare che una fuga in tacchi a spillo risulti alquanto complicata e il rischio che il tacco si rompa sia alto. È questo ciò che infatti accade a questo film, un film tutto al femminile, dalla regista Anne Fletcher alle protagoniste, la poliziotta precisina Reese Witherspoon e la procace Sofia Vergara. Ma qual è l’inciampo del film? I colpi di scena che determinano delle svolte narrative non vengono gestiti con efficacia, dando al film l’impressione d’essere piatto, inoltre manca soprattutto nel divertimento e nelle gag, che dovrebbero inspessire questo genere di commedie, e che, invece, si affida tutto al battibeccare delle due donne, marcando le loro differenze e scadendo talvolta…