Cinematerapia: una pillola per
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Overdrive
Un paio di bellocci (Scott Eastwood e Freddie Thorp), una gran bella figliuola (Ana De Armas), auto da corsa di lusso e il piano di un furto impossibile. Ecco gli ingranaggi di Overdrive, che sembra unire Ocean’s eleven al meglio dei film di auto e corse sregolate. Sembra? Sì, hai proprio letto sembra. Perché il risultato non è quello atteso, quello gasante e adrenalinico del trailer. Antonio Negret, alla regia, sembra compiacersi quanto i suoi protagonisti delle belle auto, senza dare a entrambi fascino, potenza, espressività. Il difetto è nella sceneggiatura, che procede per “cose che succedono” per gran parte del film, vanificando poi un finale che sotto la carrozzeria è…
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L’uomo che guarda – Voyeur
Qualcuno sente il bisogno di una recensione di L’uomo che guarda – Voyeur di Tinto Brass? Assolutamente no. Ma noi la faremo lo stesso. Il film parte subito con alcune perle poetiche. Lui le osserva la vulva pelosa e lei lo incita a eccitarla con le parole. Detto fatto. Partono le metafore: “sembra il dorso di un gatto infuriato, la cresta di un gallo, il cimiero di un elmo”. Wow, il desiderio è all’apice. La storia prosegue e il protagonista vive nell’ossessione del perché la moglie l’abbia lasciato, cullando il sospetto del tradimento. Questo pensiero si trasforma in eccitazione, immaginandola lussuriosa con altri uomini. A completare la pantomima c’è un padre…
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Carnage
Due ragazzini litigano al parco e uno dei due colpisce l’altro in volto con un bastone. I genitori si incontrano per discutere dell’accaduto e prendere provvedimenti. Carnage di Roman Polanski, tratto da un’opera teatrale, è un film spietato e lucido. Come anticipa il titolo stesso, la storia è una carneficina. Non fisica, ma morale, intellettuale, ideologica. Il comportamento delle due coppie ci spalanca gli occhi sulla società attuale, criticata ferocemente. Di genitori che difendono e giustificano i figli a ogni costo, sottraendosi all’educazione, se ne vedono quotidianamente. Ma lo sviluppo dei personaggi nell’arco di una semplice discussione ci trasmette questo e molto altro. Spogliati delle apparenze, delle chiacchiere di circostanza,…
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Animali notturni
Una gallerista d’arte riceve un manoscritto dall’ex marito, intitolato Animali notturni. La lettura la sconvolge e si mischia all’insoddisfazione per la sua vita e i ricordi della vecchia relazione. Tom Ford realizza un thriller stratificato di cui si attende un colpo di scena, ma che è invece brutalmente realistico, colpendoci in faccia come un cazzotto. In una fotografia che alterna buio e ombre alla luce intensa degli esterni, emerge poco per volta una critica alla borghesia moderna, alla perdita dei valori, dei sogni, delle passioni. Lei gli dice più volte che lui è dolce, romantico, ma… Proprio in quel ma, sta la forza del film, che racconta di una sottile…
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The Lincoln Lawyer
L’avvocato Micky Haller deve difendere in tribunale un ricco ragazzo, accusato di violenza su una escort. The Lincoln Lawyer è un film intrigante e coinvolgente, merito della trama, del suo protagonista e dell’ottima interpretazione di Matthew McConaughey. Nonostante si sappia ben presto chi è il colpevole, la tensione viene mantenuta alta dall’obiettivo dell’avvocato, nel tentativo di cavarsela, dibattuto tra il compito di difendere un colpevole da cui viene ricattato e la volontà, al tempo stesso, di incastrarlo. Parte del fascino del film è dovuto proprio al suo protagonista, un avvocato non certo integerrimo, che non esita a sporcarsi le mani e utilizzare metodi poco leciti. A difettare in piccola parte, purtroppo,…
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La legge della notte
Il figlio di un capitano di polizia si innamora della donna sbagliata e da lì in poi la sua vita diviene una spirale di crimine e violenza, tra gangster e traffico di rum. La legge della notte è il quarto film di Ben Affleck, tratto dal romanzo di Dennis Lehane. Affleck preferisce raccontare che approfondire psicologicamente o indagare la portata delle azioni, e c’è molto da raccontare, perché succedono davvero molte cose in questo film. Tuttavia, non c’è mai forza drammatica. Caughlin è un gangster che non ama esserlo, ma questo ci viene solo detto e non lo viviamo con lui. Coralmente l’intreccio è gestito bene, anche se si ingarbuglia in…
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Io faccio il morto
Un attore francese è caduto in disgrazia e non riesce a ottenere nuovi ruoli a causa del suo caratteraccio. Pur di racimolare qualcosa è dunque disposto ad accettare qualsiasi incarico, anche fare il morto nella ricostruzione di un omicidio. L’idea di Io faccio il morto è originale e strampalata, ma purtroppo si esaurisce in se stessa, senza trovare uno sviluppo accattivante o divertente. Il tema dell’artista talentuoso e capriccioso viene ben presto abbandonato e il giallo che costituisce la storyline principale è ben peggio della gran parte dei telefilm o serie tv che ci vengono proposti quotidianamente. François Damiens, protagonista del film, saprà però rifarsi presto con l’ottimo La famiglia…
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Molly’s game
Aaron Sorkin, sceneggiatore di successo fin da Codice d’onore, realizza il primo film da regista, adattando per il cinema la storia vera di Molly Bloom, la principessa del poker. Molly’s game è una storia vera, di quelle parecchio oltre l’ordinario, ed è un buon film, molto buono, ma che lascia l’amaro in bocca di chi aveva le carte in mano vincenti ma si è tirato fuori dalla partita. Diviso in tre archi temporali differenti, Molly’s game parte con il botto, spumeggiante e ritmato, tanto nelle sequenze quanto nella calzante voice over. È la parte centrale del film a subire un rallentamento, più che di ritmo, il che non è di…
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Power Rangers
Una vera e propria operazione nostalgia quella che ha riportato i Power Rangers al cinema, per accattivare e conquistare i ragazzi di oggi, così come quelli di ieri (tra cui il sottoscritto) lo erano stati negli anni 90 da bambini. Ma questo non è un film sui Power Rangers! È un film sulle loro origini. I difensori del bene entrano in azione, infatti, solo nel finale, circa nell’ultima mezz’ora. Finale peraltro deludente, per la mancanza di un’azione davvero spettacolare, una regia e una fotografia in grado di non farli sembrare solo dei robottoni giganti. Il pubblico di oggi è abituato visivamente a ben oltre, mentre narrativamente, in aggiunta alla mancanza…
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Baby driver – Il genio della fuga
La musica scorre costantemente nelle sue orecchie e gli occhiali da sole sono sempre a portata di mano. Baby è silenzioso, imperscrutabile e giovanissimo. Ma dopo una rapina è lui l’asso del volante, l’assolo di chitarra vibrante, virtuoso, veloce. Baby driver di Edgar Wright è una delle sorprese tra i film del 2017, consueto nel soggetto ma originale nel modo di svilupparlo. Il sonoro è orchestrato a orologeria e la musica ricopre letteralmente tutto il film, da una canzona all’altra, in una playlist che non si adegua alla regia, ma che la influenza e determina addirittura le scelte dei personaggi. Baby non può sgommare senza la canzone giusta. La scena d’inseguimento iniziale…
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Synapse – Pericolo in rete
Synapse è un eccezionale strumento in grado di trasmettere istantaneamente messaggi di testo, video e foto ovunque nel mondo. Visto 20 anni dopo, Synapse – Pericolo in rete è in poche parole Whatsapp. Inevitabile fare di tutto per portare a termine un progetto del genere. Una serie di codici scorrono sullo schermo, “wow ma chi ti ha dato questa sequenza?”, le dita battono sulla tastiera, “show hidden files”, pum!, compaiono documenti super segreti. Bisogna fare qualcosaaaa! Scusate, ma il film è questo, perché questo è il suo più grande difetto: la sceneggiatura. Nulla viene spiegato, poco è comprensibile, ma sempre troppo facile. A volte anche i cambi di sequenza disorientano più…
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Viaggio nell’isola misteriosa
Per instaurare un rapporto con il figlio, un padre adottivo (The Rock) decide di assecondare il suo desiderio di partire alla ricerca dell’isola misteriosa descritta dai romanzi di Jules Verne. Il film unisce agli spunti dell’omonimo romanzo dei dettagli di Ventimila leghe sotto i mari e I viaggi di Gulliver, realizzando un’avventura spensierata, piaciona e leggera, dove anche il più grande pericolo non suscita mai eccessive preoccupazioni. La trama, le deduzioni e le scoperte che la compongo, sono tuttavia eccessivamente semplificate, calando un livello di coinvolgimento, che al di là di un lucertolone gigante, non viene acchiappato nemmeno dalle creature dell’isola (poche e poco wow). Ci sono poi inquadrature e…