Cinematerapia: una pillola per
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Sfida senza regole
In controtendenza alla critica, ritengo Sfida senza regole un film discreto, che ho saputo apprezzare, nonostante i difetti. C’è del buono ed è soprattutto l’idea principale, la costruzione d’inganno allo spettatore che nel mio caso è riuscita. Alcuni si avvicineranno a questo film soprattutto per via della coppia De Niro – Al Pacino, che tuttavia mantengono per tutto il film le loro maschere, non dandoci mai la possibilità dell’introspezione, negata completamente a Carla Gugino, dovuta a una scrittura che purtroppo, rovinando quanto di buono pensato, scade soprattutto nel finale, dove lo spettatore a difficoltà accetterà qualche chiara incongruenza.
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G. I. Joe – La nascita dei Cobra
Sicuramente prima di mettersi seduti a guardare G. I. Joe bisogna chiedersi cosa si ha voglia di vedere. Nato probabilmente, soprattutto, come operazione di marketing della Hasbro, che dopo aver portato con successo i propri Transformers al cinema, mira a riqualificare e rilanciare anche i suoi agenti giocattolo G. I. Joe, per un ritorno alla plastica tramite la celluloide. Lo script del film non brilla particolarmente, la sceneggiatura è soprattutto un accumulo di esperienze passate dei protagonisti, nel tentativo di dare un vissuto e un’identità tonda a questi giocattoli, ma resta comunque fedele al suo intento principale: intrattenere. E lo fa. Lo stile è quello di un fumetto, spettacolare e impossibile,…
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Charlie’s angels
Charlie’s angels, lungometraggio tratto dalla serie tv degli anni 70, è un film pop, feticista, esagerato, sopra le righe, comico. È un film che usa lo slow motion per i capelli al vento. Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu sono sexy e scanzonate, con una telecamera birichina che indugia su di loro e sulle loro mosse da kung fu. Tutto questo è poggiato su una trama semplice e disimpegnata, che prova anche un piccolo colpo di scena e va a strutturare nel complesso un film d’intrattenimento leggero, comunque piacevole, che potrebbe essere un lungo episodio di una nuova e moderna versione delle Charlie’s angels, tra azione e umorismo.
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Miss Marple al Bertram Hotel
Miss Marple al Bertram Hotel in un soggiorno che, ovviamente, non sarà una vacanza per la sua materia grigia. Tra le lussuosa mura dell’hotel e tra i suoi ospiti si nascondono mille intrighi e false apparenze, dove proprio tutti nascondono un segreto. Nella trama del film è inserito anche un enigma della camera chiusa, per un giallo ricco che però non stroppia mai e dà ai fan di Miss Marple e della Christie ciò che cercano. Ad avvalorare il film v’è anche una delle migliori regie di questa serie di gialli. Simpatici anche i momenti ironici e buffi affidati all’ispettore e una inserviente dell’hotel.
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Insurgent
Insurgent è l’ennesimo capitolo cinematografico di una moda che piace, ma intorpidisce le papille gustative allo spettatore medio. Un’accozzaglia di situazioni poco credibili, messe insieme da una scrittura filmica disarmante, disorientante e inconcepibile per chi prova a seguirne le dinamiche e le azioni dei personaggi. Non c’è nulla di plausibile, né nelle azioni dei protagonisti, né nelle loro caratterizzazioni, altalenanti, contraddittorie. Fanno a botte per due ore e poi uno rivela che in realtà sono amici. Tris viene torturata e quando viene liberata decide però di ri-sottoporsi alla tortura. C’è un buono che fa il cattivo, ma poi cambia idea e torna buono, un fratello buono che decide di fare il…
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La figlia di Lady Chatterley
Quella birbantella de la figlia di Lady Chatterley finalmente esce dal collegio e lo fa decisamente infoiata, per ovvi motivi. la zia vorrebbe che si sposasse un damerino, ma lei vuole un uomo vero virile e villoso ed è decisa a farsi il guardiacaccia, che anni prima fornicò con la madre. Come notate la trama è avvincente e ricca di accadimenti… tanto che c’è il tempo per inquadrature silenziose di gente che cammina e gente che fa cose. Ma ci sono anche scene straordinarie, come una scena di sesso con lei arrampicata ad un albero e un’altra in cui si eccitano con una mela. La vera chicca è però la…
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Spectre
Diciamolo, al di là dei discorsi sull’interprete di Bond, i film della serie avente come protagonista Daniel Craig, ad eccezione di Casino Royale, non sono delle gemme. E questo Spectre non fa eccezione. Il film ha un buon inizio, con una scena avvincente e delle riprese interessanti, ma si perde poi nel suo corso in una sceneggiatura debole. È interessante l’idea e il tentativo di dare un fil rouge agli ultimi film, riunendo personaggi, relazioni e citazioni, ma viene fatto in maniera un po’ troppo confusa, fino a un doppio finale che lascia un poco delusi. Manca uno stile, una iconicità. Anche le scene d’azione non stupiscono particolarmente. Si cerca il…
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Ave, Cesare!
Perché Ave, Cesare! dei Coen ha diviso? Sui set della Hollywood anni 50 c'è chi si è annoiato, chi ha amato la cinefilia.
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Step up all in
Step up all in, quinto capitolo della saga, non delude le aspettative: è infatti un pretesto per mostrare qualche coreografia, sostenuta da una trama quasi inesistente e una recitazione non pervenuta. Non cerchiamo una perla del cinema, ma per lo meno un briciolo di credibilità, senza rasentare la stupidità. Manca anche quel briciolo di opposizione tra danza accademica e da strada e il vissuto che quest’ultima si porta dietro, inoltre, non sono un esperto di danza, ma, scena finale a parte, unica godibile, per la maggior parte del film l’impressione è quella di un gruppo di persone che scimmiottano su una musica martella timpani. Per il resto, “yo bello, come ti permetti?…
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Automata
Le leggi di Asimov, il solito futuro distopico, robot sul filo tra la coscienza e l’obbedienza all’uomo ed ecco Automata, dove la cosa più sconvolgente è vedere Antonio Banderas pelato. Il giovane regista Gabe Ibáñez crea un film fantascientifico dal contenuto esistenzialista e creazionista, dove questo aspetto, palesemente espresso, è il centro e la periferia di tutto il film. Guardare Automata è come vedere con gli occhi una lezione di religione, assolutamente privo di avventura e mistero, ma tremendamente noioso.
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Mezzogiorno di fuoco
Un film che è tutta un’attesa, una solitaria e sconsolata preparazione al duello, in un mezzogiorno di fuoco che però non è il fuoco e il focus dell’opera, che invece è proprio tutto ciò che lo precede. L’integerrimo sceriffo Gary Cooper, seppure non costretto, se non dal suo senso del dovere, si batte per la sua gente, che invece pensa alla propria pellaccia e lo lascia solo. A essere forti non sono solo le venature politiche, ma più propriamente dell’uomo nella politica, nella polis, in società. Il leitmotiv Do not forsake me, oh my darling di Dimitri Tiomkine e la sua colonna sonora scandiscono la malinconia e i passi spaesati…
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La stangata
Quando vuoi vedere un film ben recitato, dall’intrigo articolato ma preciso nei dettagli, puntuale nel sorprendere e coinvolgere, allora vuoi vedere La stangata. La stangata è una partita a poker con lo spettatore, un inganno così vero che è cinema puro. Scritto da David S. Ward come un incastro perfetto, senza difetti, il film viene affidato alla regia di George Roy Hill che coinvolge nel progetto i favolosi Paul Newman, Robert Redford e Robert Shaw, scrutandoli con maestria nella Chicago degli anni 30, anche grazie a una splendida scenografia, e ascoltandoli muoversi al ritmo del ragtime di Scott Joplin, riarrangiato da Marvin Hamlish. Tutto è possibile, l’imbroglio intrattiene perfettamente con il gusto che solo un trucco può dare, unito alla…