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La famiglia omicidi
La famiglia omicidi è capitanata dal Reverendo Goodfellow, un Rowan Atkinson giusto nel ruolo dell’impacciato e insicuro prete, in una delle sue poche interpretazioni lontane dalla figura di Mr. Bean, seppure sia trascinata da Maggie Smith e il suo personaggio. Il film è una black comedy che riesce a restare in bilico su quel delicato filo, sospeso sul rischio della caduta nella sgradevolezza o insulsaggine, che si incorre con questo genere, senza spingersi mai troppo in là, ma mantenendo i toni della commedia predominanti su quelli black. Dal punto di non ritorno, la scoperta dell’identità di Grazia, il film anziché perderci in interesse, ne giova e cambia ritmo, fino a un finale più…
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Sesso e fuga con l’ostaggio
Sesso e fuga con l’ostaggio, per tutta la durata del film. Così è questa commedia, assolutamente atipica, che ci mostra un inseguimento in auto per tutti i suoi minuti. Non c’è una trama articolata, tantomeno personaggi con uno spessore psicologico, ma importa poco, perché, e qui sta la sua salvezza, il film non si prende troppo sul serio, anzi resta palesemente improbabile e sopra le righe, e per questo diverte. Di contorno invece c’è una forte e palese presa in giro dei media e della spettacolarizzazione del dramma, fino a un finale simpatico e ben congegnato.
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Vacanze romane
Le vacanze romane della principessa Audrey Hepburn, in compagnia del fotografo Gregory Peck, emozionano e commuovono le signore, ma non lasciano indifferenti neppure gli uomini. Dal soggetto semplice ma d’impatto di Dalton Trumbo e dall’alchimia dei due protagonisti, William Wyler riesce a creare cinema. Elegante, raffinato e spiritoso, Vacanze romane è un film che mantiene intatta la sua bellezza nel tempo, più e più volte emulato, ma mai eguagliato. Roma e le sue bellissime riprese, sono una cornice senza tempo, idilliaca. Le cose dette e non dette, le fini caratterizzazioni, il garbo nel modo di raccontare, la capacità di creare momenti di pura spensieratezza, dal romanticismo all’umorismo, fino al finale distinto e per nulla scontato.…
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Sfida senza regole
In controtendenza alla critica, ritengo Sfida senza regole un film discreto, che ho saputo apprezzare, nonostante i difetti. C’è del buono ed è soprattutto l’idea principale, la costruzione d’inganno allo spettatore che nel mio caso è riuscita. Alcuni si avvicineranno a questo film soprattutto per via della coppia De Niro – Al Pacino, che tuttavia mantengono per tutto il film le loro maschere, non dandoci mai la possibilità dell’introspezione, negata completamente a Carla Gugino, dovuta a una scrittura che purtroppo, rovinando quanto di buono pensato, scade soprattutto nel finale, dove lo spettatore a difficoltà accetterà qualche chiara incongruenza.
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G. I. Joe – La nascita dei Cobra
Sicuramente prima di mettersi seduti a guardare G. I. Joe bisogna chiedersi cosa si ha voglia di vedere. Nato probabilmente, soprattutto, come operazione di marketing della Hasbro, che dopo aver portato con successo i propri Transformers al cinema, mira a riqualificare e rilanciare anche i suoi agenti giocattolo G. I. Joe, per un ritorno alla plastica tramite la celluloide. Lo script del film non brilla particolarmente, la sceneggiatura è soprattutto un accumulo di esperienze passate dei protagonisti, nel tentativo di dare un vissuto e un’identità tonda a questi giocattoli, ma resta comunque fedele al suo intento principale: intrattenere. E lo fa. Lo stile è quello di un fumetto, spettacolare e impossibile,…
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I 10 sorrisi più belli del cinema
Fanno innamorare, seducono, commuovono, ammaliano e inteneriscono... ecco la classifica de i 10 sorrisi più belli del cinema!
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Charlie’s angels
Charlie’s angels, lungometraggio tratto dalla serie tv degli anni 70, è un film pop, feticista, esagerato, sopra le righe, comico. È un film che usa lo slow motion per i capelli al vento. Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu sono sexy e scanzonate, con una telecamera birichina che indugia su di loro e sulle loro mosse da kung fu. Tutto questo è poggiato su una trama semplice e disimpegnata, che prova anche un piccolo colpo di scena e va a strutturare nel complesso un film d’intrattenimento leggero, comunque piacevole, che potrebbe essere un lungo episodio di una nuova e moderna versione delle Charlie’s angels, tra azione e umorismo.
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Miss Marple al Bertram Hotel
Miss Marple al Bertram Hotel in un soggiorno che, ovviamente, non sarà una vacanza per la sua materia grigia. Tra le lussuosa mura dell’hotel e tra i suoi ospiti si nascondono mille intrighi e false apparenze, dove proprio tutti nascondono un segreto. Nella trama del film è inserito anche un enigma della camera chiusa, per un giallo ricco che però non stroppia mai e dà ai fan di Miss Marple e della Christie ciò che cercano. Ad avvalorare il film v’è anche una delle migliori regie di questa serie di gialli. Simpatici anche i momenti ironici e buffi affidati all’ispettore e una inserviente dell’hotel.
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Insurgent
Insurgent è l’ennesimo capitolo cinematografico di una moda che piace, ma intorpidisce le papille gustative allo spettatore medio. Un’accozzaglia di situazioni poco credibili, messe insieme da una scrittura filmica disarmante, disorientante e inconcepibile per chi prova a seguirne le dinamiche e le azioni dei personaggi. Non c’è nulla di plausibile, né nelle azioni dei protagonisti, né nelle loro caratterizzazioni, altalenanti, contraddittorie. Fanno a botte per due ore e poi uno rivela che in realtà sono amici. Tris viene torturata e quando viene liberata decide però di ri-sottoporsi alla tortura. C’è un buono che fa il cattivo, ma poi cambia idea e torna buono, un fratello buono che decide di fare il…
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La figlia di Lady Chatterley
Quella birbantella de la figlia di Lady Chatterley finalmente esce dal collegio e lo fa decisamente infoiata, per ovvi motivi. la zia vorrebbe che si sposasse un damerino, ma lei vuole un uomo vero virile e villoso ed è decisa a farsi il guardiacaccia, che anni prima fornicò con la madre. Come notate la trama è avvincente e ricca di accadimenti… tanto che c’è il tempo per inquadrature silenziose di gente che cammina e gente che fa cose. Ma ci sono anche scene straordinarie, come una scena di sesso con lei arrampicata ad un albero e un’altra in cui si eccitano con una mela. La vera chicca è però la…
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Spectre
Diciamolo, al di là dei discorsi sull’interprete di Bond, i film della serie avente come protagonista Daniel Craig, ad eccezione di Casino Royale, non sono delle gemme. E questo Spectre non fa eccezione. Il film ha un buon inizio, con una scena avvincente e delle riprese interessanti, ma si perde poi nel suo corso in una sceneggiatura debole. È interessante l’idea e il tentativo di dare un fil rouge agli ultimi film, riunendo personaggi, relazioni e citazioni, ma viene fatto in maniera un po’ troppo confusa, fino a un doppio finale che lascia un poco delusi. Manca uno stile, una iconicità. Anche le scene d’azione non stupiscono particolarmente. Si cerca il…
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Ave, Cesare!
Perché Ave, Cesare! dei Coen ha diviso? Sui set della Hollywood anni 50 c'è chi si è annoiato, chi ha amato la cinefilia.