the truman show significato del film
Controindicazioni

The Truman show – Significato del film

The Truman show è uno di quei film che restano impressi nella mente, ma non solo. Scatenano in noi anche una serie di domande e ci spingono a parlarne al termine della visione. Questo perché il film di Peter Weir, sceneggiato da Andrew Niccol, è un film stratificato, dalle molteplici letture. È naturale chiedersi quindi quale sia il significato di The Truman show. Cosa hanno voluto dirci gli autori?

The Truman show – Trama

Truman è il protagonista di uno spettacolo televisivo in onda 24 ore su 24, ma lui non lo sa. Crede che il suo mondo sia reale e da trent’anni vive come facciamo anche noi: mangia, beve, lavora, ha una moglie, un migliore amico. Tutto però è progettato in sua funzione e anche i suoi legami più stretti sono nientemeno che attori.

The Truman show – Significato e spiegazione

The Truman show non ha in realtà un solo significato, ma è un film che può essere interpretato e spiegato da svariati punti di vista.

Un film profetico

The Truman show mette in scena con grandissima intelligenza e ironia alcuni aspetti che riguardano oramai la nostra quotidianità, addirittura anticipandoli, prevedendone l’impatto. Innanzitutto la spettacolarizzazione del quotidiano, una tendenza nel campo dei media e poi dei social media, sempre più comune e oggi quasi naturale, tanto da non rendercene conto. La quotidianità dell’uomo comune diviene spettacolo e il mezzo televisivo se ne appropria, rendendolo un proprio contenuto. Pensate che il film è uscito nel 1998, agli albori dei reality show, e solo l’anno successivo andò in onda per la prima volta il programma televisivo The big brother, Il grande fratello che esordirà in Italia nel 2000. L’ispirazione, in entrambi i casi, è naturalmente il personaggio immaginario creato da George Orwell, presente nel romanzo 1984, che teneva tutti sotto costante controllo, come un grande occhio.

Il mondo reale e quello della finzione televisiva si sovrappongono e il confine diviene più labile. A maggior ragione pensiamo all’utilizzo che oggi facciamo dei social network. Mettiamo online la nostra vita perché venga guardata e noi a nostra volta guardiamo quella degli altri, secondo un meccanismo che negli anni si è evoluto e ha incrementato la sua forza.

Il potere dei media

Lo spettacolo televisivo ipnotizza gli spettatori, addirittura modifica la loro quotidianità in funzione del programma. C’è chi lo guarda al bar, chi in vasca da bagno. Non è la televisione che adegua i propri tempi a quelli dell’uomo, ma viceversa. Inoltre, gli spettatori sono una sorta di zombie, apatici, passivi. Seguono le vicende di Truman ma non si interessano mai sinceramente a lui. Non riflettono mai sull’uomo dietro allo schermo, costretto a sua insaputa a vivere una vita finta. Solo quando Truman inizia a ribellarsi, allora gli spettatori aumentano il proprio coinvolgimento, spasimando per lui fino a che… È emblematico un dettaglio del finale. Appena Truman è fuggito, gli spettatori cambiano canale, alla ricerca di un altro programma che possa egualmente intrattenerli. Come se si fossero appassionati al personaggio di un film, non a una vera persona.

Inoltre a Seahaven, la cittadina in cui Truman vive, tutto è in vendita. È pieno zeppo di quelli che oggi chiamiamo product placement e di spot pubblicitari molto espliciti, che spingono gli spettatori ad acquistare. Anche questo è un aspetto di cui il film è stato anticipatore.

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Vivere la vita

Un significato di The Truman show è anche l’invito a vivere la nostra vita, a non fossilizzarci nella rassicurante routine, a non farci bloccare dalle nostre paure. Bisogna correre dei rischi e affrontare i propri timori per inseguire i nostri desideri ed evitare così di vivere nei rimpianti.

Truman lascia Seahaven (che in inglese significa “porto sicuro”) affrontando la paura del mare, salendo a bordo di una barca chiamata Santa Maria (come una delle navi con cui Cristoforo Colombo scoprì un nuovo mondo). Truman è l’unico uomo vero (il nome deriva dal gioco di parole TrueMan), mentre intorno a lui ci sono solo attori. Gli altri personaggi hanno infatti proprio dei nomi di attori (la moglie è Maryl, come la Streep, il migliore amico Marlon, come Brando), così come le vie e le piazze del paese.

Christof, creatore del reality, è infine una chiara allusione a Cristo. Come un Dio ha infatti creato il mondo di Truman. E qui potrebbe aprirsi un’ulteriore interpretazione, religiosa e filosofica.

Religione e filosofia

Cristof non è un uomo cattivo e nel finale si capisce che è affezionato a Truman, nonostante abbia cercato di punirlo per essersi ribellato a lui (come in effetti fa Dio nella Bibbia).

Christof: Tu eri vero! Per questo era cosi bello guardarti. Ascoltami Truman, là fuori non troverai più verità di quanta non ne esista nel mondo che ho creato per te… le stesse ipocrisie, gli stessi inganni; ma nel mio mondo tu non hai niente da temere… Io ti conosco meglio di te stesso!
Truman: Non ho una telecamera nella testa!

Ecco che allora un ulteriore significato di The Truman show potrebbe essere di non accettare quello che è stato predisposto per noi, il luogo dove siamo cresciuti, le idee che ci hanno imposto, i vincoli che ci hanno messo, ma di perseguire la propria individualità, di fare come Truman, che smette di farsi muovere come un burattino, ma inizia ad agire con la propria testa.

Adamo dopo aver mangiato dall’albero della conoscenza, se ne vuole andare dal Giardino dell’Eden. Truman lo fa per sua propria volontà, diventando l’artefice del proprio destino.

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L’adolescenza

In un trattato l’International Journal of Psychoanalysis ha identificato in Truman il tipico adolescente, che si sente intrappolato in un mondo familiare e sociale al quale cerca di conformarsi senza riuscire a identificarsi. Alla fine, Truman diviene più maturo e se ne va di casa, diventando un vero uomo, come dice il suo nome.

Altre interpretazioni

Ricorderete forse dai vostri anni scolastici alcune nozioni filosofiche, che possono essere rilette in questo film. Il mito della caverna di Platone, l’Utopia di Thomas More o quegli studiosi che ritenevano che il nostro mondo fosse sostanzialmente falso, una sorta di illusione dei nostri sensi. Lo gnosticismo predicava la fuga dal mondo materiale, creato dal Demiurgo, per abbracciare quello spirituale.

Le interpretazioni e i riferimenti sono davvero tanti e il bello sta proprio in questo. Voi cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti sotto.

The Truman show – Frasi

Riportiamo anche alcune citazioni di The Truman show, che alla luce di quanto appena detto, posso apparire ancora più chiare.

  • Christof: Noi accettiamo la realtà del mondo così come si presenta, è molto semplice.
  • Christof: Siamo veramente stanchi di vedere attori che ci danno false emozioni, esauriti da spettacoli pirotecnici o effetti speciali. Anche se il mondo in cui si muove è in effetti per certi versi falso, simulato, non troverete nulla in Truman che non sia veritiero. Non c’è copione, non esistono gobbi. Non sarà sempre Shakespeare, ma è autentico. È la sua vita.
  • Guardia A: Vuoi un’altra fetta?
    Guardia B: No, basta cosi.
    Guardia A: Che danno adesso?
    Guardia B: Sì, vediamo che danno adesso…
    Guardia A: Dov’è la guida TV?

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Altri riferimenti

Tra i vari, i critici hanno riscontrato come ispirazioni l’episodio Special Service di Ai confini della realtà, il romanzo Tempo fuor di sesto di Philip K. Dick, il racconto di Frederik Pohl Il tunnel sotto il mondo e ovviamente il già citato 1984.

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