Cinematerapia: una pillola per
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Assassinio sull’Orient Express
Sono ormai sempre più rare le storie originali al cinema e capita molto più frequentemente di pescare nel passato e nella sicurezza di una storia di successo. È così anche per Assassinio sull’Orient Express, romanzo di Agatha Christie del 1934, già trasposto al cinema, in particolare nel film di Sidney Lumet del 1974. Questo è il suo unico vero difetto: la storia è già nota e conosciuta. Il pregio è invece di rispolverare questo classico soprattutto per le nuove generazioni e di farlo con indubbia qualità. Per una storia molto teatrale come questa è stato scelto un uomo di teatro, Kenneth Branagh, che inoltre interpreta e re-interpreta un Poirot esteticamente…
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La festa prima delle feste
Un’azienda il cui futuro dipende da un solo affare, il cui buon esito dipende a sua volta da… una festa prima delle feste di Natale. Diamine, cos’ha fatto Una notte da leoni alla commedia americana! Tutta la trama del film è in fin dei conti un pretesto finalizzato alla messa in scena di una fastosa, esagerata, psicotica e orgiastica festa. I protagonisti sono gli strampalati dipendenti che, ognuno con le sue manie e i suoi fini, degenerano nel corso della vicenda. La contestualizzazione, assolutamente accessoria, è quella natalizia, come era già accaduto l’anno precedente per Sballati per le feste. In questo caso c’è qualche risata in più, perché legata ai…
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Monolith
È un soggetto forse poco intrigante, tendenzialmente fastidioso, quello di Monolith, tratto da un fumetto italiano e prodotto da Sky. Un donna dispone di un auto super tecnologica, ma resta chiusa fuori da essa con il bambino all’interno, bloccata in mezzo a una strada deserta. Al di là dell’opinione in apertura, sono le premesse del film innanzitutto ad essere deboli: l’incidente scatenante che dà il via alla vicenda. Lo smartphone al bambino e la scelta di percorrere una strada verso Los Angeles sterrata, per di più di notte. Il resto sembra avere poco da raccontare, scarsa inventiva. Non si genera l’effetto ansiogeno, la tecnologia non si ribella all’uomo come spesso…
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The departed – Il bene e il male
Male contro bene, polizia contro criminalità, prospettive che si ribaltano e confini labili tra un polo e l’altro, in una storia di doppiogiochisti orchestrata magistralmente da Martin Scorsese. Suspense, azione e violenza si mischiano con sapienza in quello che è un must degli anni duemila: The departed. Boston è popolata da pesci piccoli e pesci grandi, ma anche da pesci ancora più grandi. Una scatola cinese di uomini temuti, uomini disperati e uomini corrotti. Scorsese ci introduce nel suo ritaglio di metropoli mafiosa con un ritmo alto, le parole dell’assunzione di Leonardo DiCaprio nella polizia tagliate da frequenti stacchi di montaggio. Dopo di che ci lascia sprofondare nella lentezza delle…
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Justin e i cavalieri valorosi
Il padre di Justin è un tutore della legge e desidera lo stesso futuro per suo figlio. Justin però vorrebbe diventare un cavaliere, nonostante questi protettori della città siano stati ormai sostituiti da normative, regole e scartoffie. Justin e i cavalieri valorosi è un film d’animazione che parla del credere nei propri sogni e soprattutto nelle proprie capacità, coltivando determinazione e passione. Ideale per i bambini ma coinvolgente anche per un pubblico adulto, la storia di Justin cresce narrativamente e di ritmo nel suo svolgersi e ci fa ridere grazie a spassosi comprimari: dallo sciamano al giullare effeminato, fino alla megalomane parodia di Gaston de La bella e la bestia,…
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Fuga da Reuma Park
L’ultimo film di Aldo Giovanni e Giacomo, Fuga da Reuma Park è probabilmente il peggiore di tutta la filmografia del trio comico. Come già accaduto in passato, la storyline principale viene interrotta più volte, pretesto per inserire sketch comici, in questo caso alcuni nuovi e altri riproposti tra i vecchi classici. È proprio questa seconda scelta a a rappresentare un vero e proprio suicidio cinematografico. Innanzitutto perché emerge il contrasto con i nuovi, rimarcando la loro mancanza di brio e spontaneità, oltre a evidenziare una evidente crisi creativa. La scelta, in secondo luogo, spinge a pensare a motivi di riempimento del minutaggio. È come se non si avesse davvero nulla…
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Quiz show
Con Quiz show Robert Redford ci racconta una vera indagine che ha coinvolto il quiz a premi Twenty-One. Il film è fortemente focalizzato sui suoi protagonisti principali e le loro finissime e incisive caratterizzazioni: un John Turturro nevrotico e insicuro e un piacente Ralph Fiennes nei panni di chi ostenta e si bea di virtù che non possiede. Due personaggi stratificati, che nell’evolversi della vicenda rivelano il proprio io. Quiz show è una storia vera, originale, intrigante e ancora oggi estremamente attuale, che non solo racconta una grande truffa ma riesce anche a parlare delle persone e del loro comportamento di fronte alla scorciatoia di un facile successo. Cosa sono…
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The millionaire
The millionaire trae spunto da una semplice e cruciale curiosità: come può sapere la risposta a tutte le domande un vincitore del quiz Chi vuol essere milionario? Ma soprattutto, e se quest’ultimo provenisse addirittura delle baraccopoli indiane? Fondandosi sull’incredibilità dell’evento, ma al tempo stesso la possibilità, come nei film d’avventura, Danny Boyle e Simon Beaufoy, autore della sceneggiatura, giocano sul sospetto dell’imbroglio e ci raccontano la storia dietro ogni domanda della scalata verso il milione. Il tutto viene rappresentato attraverso tre diverse temporalità, facendo sfociare la vicenda fondamentalmente in una storia d’amore, ma che ci narra anche delle ingiustizie, della povertà, delle scelte e della vita. Tutto funziona e l’idea viene…
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La ragazza del treno
Tratto dall’omonimo romanzo di Paula Hawkins, La ragazza del treno racconta la storia di tre donne, emotivamente e psicologicamente instabili. Le loro vite si intrecciano e ci vengono narrate attraverso molteplici salti temporali, che non sempre rendono la narrazione fluida e sono funzionali al creazione di una sorpresa narrativa. La protagonista, interpretata da Emily Blunt è una donna dipendente dall’alcol e costantemente sull’orlo di una crisi di nervi. Questa caratterizzazione, quasi sempre debole e mai reattiva, rende difficile unirsi a lei emotivamente nell’indagine verso ricordi scomparsi, nonché verso la verità celata dalla vicenda presentataci. Funziona invece l’intreccio a livello macro, presentando una serie di personalità tutte parimenti “antipatiche”, che fino…
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Crimini e misfatti
Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, musica classica e jazz, le persone e le loro azioni, omicidio e suicidio, crimini e misfatti. Queste le componenti con cui Woody Allen nel suo film vuole entrare nell’animo dei suoi personaggi, ponendosi e ponendoci dei quesiti etici. La storia indaga il senso di colpa, ma anche e soprattutto la giustizia, anticipando tematicamente Match Point, futuro lavoro del regista, che troverà azioni, reazioni e risposte differenti, oltre che un’incisività maggiore. Anche sul lato amoroso il film è decisamente amaro, mentre il ritmo contemplativo e riflessivo, dovuto a un conflitto puramente interiore, rendono la storia lenta e francamente molto noiosa.
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Terapia d’urto
A causa di un malinteso, un uomo finisce in un gruppo di riabilitazione per persone che devono imparare a gestire la rabbia. Uno psicoterapeuta piuttosto sopra le righe, interpretato da Jack Nicholson, renderà il processo di guarigione una vera e propria terapia d’urto. Adam Sandler interpreta la figura dell’inetto, un uomo subissato da chiunque che accetta silenziosamente di farsi mettere i piedi in testa da ogni persona con cui ha a che fare. La sua cura diviene il pretesto per situazioni imbarazzanti e stravaganti, che alternativamente trovano la risata o portano lo spettatore al nervosismo dovuto all’incapacità di reagire del protagonista. Un meccanismo senza dubbio riuscito per un film simpatico…
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Sotto il cielo delle Hawaii
Inquadratura dello sguardo di lui, stacco, inquadratura dello sguardo di lei, stacco, silenzio, di nuovo lui, di nuovo lei… e l’ineluttabile senso di tediosità che si fa spazio in noi. Sotto il cielo delle Hawaii Cameron Crowe dirige un film senza alcun senso di esistere e senza alcuna idea che emerga dalla visione. Possiamo solo fare supposizioni. C’è una storia d’amore, forse un triangolo… ma poi no, meglio di no. Un rapporto padre e figlia (mai conosciuta) appena abbozzato, che prova miseramente a commuoverci nel finale. Poi addirittura il tema di una missione nello spazio e una sorta di misticismo legato agli abitanti della Hawaii. Solo alla fine del film…