Cinematerapia: una pillola per
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The artist
Uno dei più celebri attori del cinema muto si ritrova emarginato dall’avvento del sonoro, che orgogliosamente si ostina a ripudiare. Parallelamente una giovane donna, che aveva aiutato, scala le gerarchie dello star system. The artist, amici miei, è una perla, una meraviglia purissima del cinema. Innanzitutto è stupendamente paradossale. Originalissimo, nonostante citi il cinema del finire degli anni 20, ispirandosi a esso nell’ambientazione, nello stile, ma anche nel formato. Come? Nonostante sia il 2011, Michel Hazanavicius e i produttori realizzano un film muto, come quelli dell’epoca raccontata, e per di più in bianco e nero. Un coraggioso rischio (rarissimo di questi tempi) che ha fruttato premi, consenso del pubblico e risultati…
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I delitti del BarLume – La battaglia navale
I delitti del BarLume – La battaglia navale è il decimo film della serie tratta dai romanzi di Marco Malvaldi. A differenza del precedente Un due tre stella!, uscito sempre nel 2018, alla base di questa vicenda c’è proprio un libro omonimo dell’autore. Il Viviani, Filippo Timi, non è a Pineta, ma a sostituirlo ci pensa il fratello, che riesce con ingenuità a infilarsi in tutti i pasticci possibili. L’umorismo e la gag sono ancora la parte più preponderante del film, riuscita soprattutto negli episodi legati proprio al nuovo sfaccendato barista. Il giallo che lega la vicenda è il ritrovo in mare di un corpo di donna sfigurato. Parallelamente, i vecchietti…
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Lawrence d’Arabia
Un tenente inglese viene spedito nel deserto, tra la sabbia e le faide di turchi e arabi: diventerà Lawrence d’Arabia. Quello di David Lean è un kolossal, un film epico che nel 1962 fece incetta di premi, affermandosi nella cinematografia mondiale. Per quali motivi? Lawrence è un eroe tragico, mitologico, utopista nel pensiero, convinto di poter cambiare il mondo da sé, considerandosi speciale e in seguito convincendosi di esserlo. Affronterà però il peso delle scelte, della politica, della violenza e della guerra. Quello di Omar Sharif è probabilmente il personaggio più interessante, mentre il protagonista gioca e si sposta tra la simpatia e la repulsione, in uno sfasamento d’identità e…
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Rock dog
Una radio precipita da un aereo e finisce in mezzo alle montagne. Un giovane mastino tibetano la trova e resta folgorato dalla musica rock. Tratto da una graphic novel cinese, Rock Dog è un film d’animazione che miscela diversi generi, adatto a tutta la famiglia, ma soprattutto ai più giovani. C’è il rock, innanzitutto, e il sogno di fare la rockstar, ma anche il tema delle aspirazioni personali e lo scontro con le aspettative del genitore. Narrativamente il tutto viene unito a un’accennata componente fantasy, legata ai mastini guardiani del villaggio, e dal sentore di gangster movie, considerati i nemici di turno, lupi tratteggiati e vestiti come veri e propri…
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Ghost in the shell
Sezione di sicurezza pubblica numero 9. Il Maggiore (questo l’unico appellativo nel film), è quanto più si avvicina all’essere perfetto: cervello umano e corpo robotico. Ghost in the shell è l’adattamento cinematografico dell’omonimo manga del 1989, con protagonista Scarlett Johansson. Ciò che funziona è “la shell“, la conchiglia. Scenografia e fotografia debitrici (come tutti) di Blade Runner, e nel complesso un comparto tecnico efficace, funzionale e immersivo. Ciò che non funziona è “il ghost“, lo spirito del film. I temi, non nuovi, sono quelli dell’identità, dello sviluppo tecnologico-robotico, della perfezione tecnica e l’imperfezione dei sentimenti. Il tutto però resta un tema, mai un’emozione o un’empatia. A contribuire a questo è…
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Florence
Una storia vera. Quella di Florence Foster Jenkins, ereditiera newyorkese con la passione per la musica e il denaro per diventare cantante lirica, nonostante l’incapacità canora e la definizione di peggiore cantante del mondo. Stephen Frears porta la sua storia sul grande schermo, chiede a Meryl Streep di stonare, sbagliare, essere imperfetta, e la accompagna allo scapolo d’oro di Hollywood, un ottimo Hugh Grant. Senz’altro una commedia piacevole, dallo humour particolare, che può essere differentemente interpretata. Il valore delle proprie passioni, come quella per la musica, sopra a ogni cosa, ogni ostacolo e limite, perché ciò che abbiamo da esprimere è più importante della tecnica. Ma allo stesso tempo un…
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La bella e la bestia (2016)
Una delle favole più famose di sempre, riproposta in ennesime varianti nel corso della cinematografia. La Bella e la Bestia del 2016 prosegue l’operazione di trasposizione in live action dei classici Disney, ricalcando fedelmente, a eccezione di due canzoni in più, il cartone animato del 1991. Per questo motivo voglio parlare di buona, forse ottima, replica, riproduzione o restauro. Perché bene si può parlare di design, scenografie e costumi. Il resto nulla aggiunge e nulla toglie, rendendo arduo commentare il film quale opera cinematografica. Centrata invece l’operazione commerciale, che ha portato il film ad essere il maggiore incasso e successo dell’anno. Un piccolo piacere per chi vuole rivivere e ripercorrere…
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La versione di Barney
La storia della vita di un uomo. Ecco che cos’è La versione di Barney, trasposizione cinematografica del romanzo di Mordecai Richler. Il fulcro del film è quindi proprio lui, Barney, con la sua sregolatezza e l’insofferenza, con il suo istrionismo, le debolezze, i difetti e i pregi che tenta di tenere accuratamente nascosti. Giamatti con una grande prova interpretativa gli dà volto, fisicità, vita. Narrativamente il film è divisibile, anche troppo marcatamente, in tre parti. La prima, che corrisponde agli anni di gioventù e i primi due matrimoni, spiccatamente umoristica e divertente, senz’altro la più godibile e frizzante del film. La seconda, invece, rallenta il ritmo e in coincidenza con…
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The LEGO Movie
Dopo il favoloso Piovono Polpette e il demenziale 21 Jump Street, Phil Lord e Chris Miller tornano nelle sale cinematografiche con il roboante e scapestrato Lego Movie. I registi ricordano probabilmente le fantasiose avventure che quasi tutti i bambini hanno inventato e vissuto con i celebri mattoncini e realizzano una storia di avventura dalla sceneggiatura un po’… cazzona, che sembra procedere soprattutto per accumulo di idee, di personaggi, di scontri e di fughe. In questa eterogenea e disordinata costruzione, eccezionale a livello di computer grafica, emerge però con forza l’idea di cui il film è portatore. Non solo l’importanza di ogni persona, anche quella apparentemente più comune e ordinaria, ma,…
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Le spie della porta accanto
Nuovi vicini! Chissà chi sono, che lavoro fanno, quante zollette di zucchero mettono nel caffè… binocolo alla mano e quelle che sembrano gentili persone si rivelano le spie della porta accanto! Tranquilli niente spoiler, è proprio questo l’incipit di una storia che mischia azione e umorismo, agenti super speciali e persone super comuni (e anche un po’ ingenue). Il film si inserisce insomma in una nicchia cinematografica della commedia ben definita e di recente successo. Lo sviluppo può non brillare per originalità, ma le gag sono riuscite e i due imbranati protagonisti ci trascinano tra inciampi e malintesi fino alla fine della visione, con leggerezza e spensieratezza.
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Dickens – L’uomo che inventò il Natale
Dopo Oliver Twist tre insuccessi di fila e le condizioni economiche di Charles Dickens sono disastrate, basate pressoché sulla sola apparenza. Il rapporto con il padre e i tormenti di un’infanzia difficile lambiscono una crisi creativa con scadenza a Natale. Dickens – L’uomo che inventò il Natale racconta l’ispirazione dello scrittore in una fase travagliata della sua vita e di come l’arte della scrittura si mischi all’osservazione attenta e alla propria biografia. Una bella fotografia e un filo d’umorismo costante, incorniciano e merlettano una storia che parla della realizzazione di Canto di Natale, ma che al tempo stesso non rinuncia a inserire gli insegnamenti di questa avola e i suoi…
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Leon
Un romanzo di formazione brutale. Ecco che cos’è Leon, di Luc Besson. Maestria registica e una sceneggiatura dalle molteplici sfaccettature. Come un videogame all’inizio, poi primi piani e pezzi di volti ci presentano Mathilda, Leon e un villain superbo, interpretato da Gary Oldman. Mathilda è la perdita dell’innocenza. Allo stesso tempo è bimba, per l’orso, i giochi, l’emulazione dell’adulto e l’amore freudiano, ma con la sigaretta tra le labbra desidera anche l’età adulta, che ottiene in maniera efferata e violenta. Leon è invece l’acquisizione dell’innocenza, una umanizzazione in cui traspare l’importanza delle persone, di prendersi cura di qualcuno… e non di una pianta. Il tutto assume rilievo in una società…