• 2013,  Cinematerapia: una pillola per,  Meglio mai che tardi,  Scaldarsi

    The Canyons

    Un pornoattore, quintali di materia sulla facciotta inespressiva di Lindsay Lohan, un paio di peni al vento, eterosessuali incalliti che saltano senza remore da un lato all’altro della sponda e l’etichetta di thriller giustificata all’ultimo momento. Senza cambi di tono e di ritmo, scorrendo gli occhi su qualche personaggio inutile e altri problematici, fiacchi e mal interpretati, tramite una regia e una fotografia piuttosto scarse, qualunque fosse l’intento di questo film, è fallito. C’è il tentativo maldestro di attribuirgli un paio di significati metaforici e forse l’idea di assomigliare alla serie di film Sex Crimes. Finanziato tramite crowdfunding su Kickstarter, forse era meglio se restava online. E cosa pensare di Paul Schrader, un regista che…

  • tutte contro lui
    2014,  Meglio mai che tardi

    Tutte Contro Lui

    È come partecipare a un pigiama party tra donne isteriche, in cui si parla sempre dello stesso uomo. Tutte contro lui, il donnaiolo che unisce tre donne intenzionate a punirlo. Nulla di nuovo, né nel soggetto né nel suo sviluppo. Non c’è da stupirsi se le major di Hollywood giustificano il 50% del volume degli affari con il 10% dei film, mentre 8-9 su 10 sono un flop. Ah e non fa ridere. Però c’è Kate Upton, così, pourparler.

  • 2012,  Meglio mai che tardi,  Spaventarsi

    Piranha 3DD

    Inspiegabile. Inspiegabile come possa essere stato finanziato, trasmesso, guardato. Per la cronaca, l’hanno fatto gli americani e il 95% di chi l’ha visto vive fuori dagli USA. Ah e c’è pure Mitch di Baywatch, che si è beccato una nomination come peggior attore non protagonista ai Razzie Awards.

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