Il caricatore

I film in cui si spara.

  • wild card
    2015,  Cinematerapia: una pillola per,  Il caricatore

    Joker – Wild card

    Jason Statham, uno dei duri della Hollywood di oggi, è il protagonista di Joker – Wild card, remake del film del 1986 Black Jack, tratto da un romanzo di William Goldman, che come allora, anche qui, si è occupato della sceneggiatura e la cui mano si nota soprattutto nei dialoghi della prima parte del film. La storia non è fluida, ma quasi a scaglioni, disorientando la bussola dello spettatore. Action? Azzardi al casino? Redenzione? Amore? Pentimento? Il film sembra essere indeciso di cosa parlare e decidere infine di buttarla in rissa. Con stile però. È la musica soprattutto a darglielo, ad esempio accompagnando una serie di pugni con un dolce White…

  • butch cassidy
    1969,  Avventurarsi,  Cinematerapia: una pillola per,  Il caricatore

    Butch Cassidy

    Butch Cassidy è il fuorilegge buono, il rapinatore di treni che non uccide, ma chiede per favore, protagonista di una storia d’amicizia con Sundance Kid, eccezionale pistolero. A interpretarli sono due icone, Paul Newman e Robert Redford, che danno volto e carisma a questi due “solitari in coppia” antieroi. George Roy Hill disegna un film etereo e avventuroso, tra la frustrazione della fuga e l’insensata esistenza da banditi dei suoi cowboy, tra momenti di spensieratezza e altri comici, soprattutto nel rapporto “sospeso” con la donna, interpretata da Katharine Ross. Le eccezionali musiche ci trascinano dal West alla Bolivia, fino a un finale che non vi lascerà indifferenti.

  • il grinta
    2010,  Il caricatore

    Il Grinta

    Il Grinta è lei, la ragazzina che passeggia nell’arco della storia, riunendo personaggi e intenti con la sua forza d’animo e una precoce maturità. Al suo fianco c’è un eroe spezzato, un drugo in speroni che proprio dopo la manifestazione più alta del classico ed eroico sceriffo western, tramonta malinconicamente in fenomeno da baraccone. I fratelli Coen realizzano un remake western crepuscolare e amaro, dove la condizione dell’uomo è fragile, seppure appena toccata e non drammaticamente e drammaturgicamente potente come ad esempio in Gli spietati. Di classe la pittura in celluloide dell’epilogo, immediatamente successiva al finale. Resta invece la sensazione che la figura dell’antagonista potesse essere più grande e incisiva, seppure…

  • Aliens
    1986,  Alienarsi,  Il caricatore

    Aliens – Scontro finale

    Come fare il seguito di un film cult come Alien, senza scadere nel ripetitivo o agiarsi nella popolarità? Beh, basta aggiungerci una “s” e affidarlo a James Cameron! Aliens – Scontro finale, pur restando nella fantascienza, scivola via dal genere horror e si identifica come film di guerra. La regia è favolosa, gli effetti speciali brillanti, o forse sarebbe meglio dire oscuri, realizzando uno spettacolo visivo con soli 6 costumi di alieni. I tagli della versione commerciale, assottigliano Ripley, che invece nella versione integrale acquisisce più femminilità, con un lato materno che dà spessore alla sua caratterizzazione. Un super finale chiude il tutto, con una straordinaria regina aliena. Una chicca per alcuni, da…

  • Terminator Genisys
    2015,  Il caricatore

    Terminator Genisys

    Terminator Genisys è il quinto film della saga, sequel di… no aspettate, è un remake del primo. O no? Aspetta questo non succedeva. Allora è un Ritorno al futuro del dramma epistemologico post funzionale alla non caduta di Skynet. Capito? No, nemmeno io. È un po’ come cercare di rimettere in sesto un’ottima automobile del secolo scorso con pezzi di scarto e dopo averne tirato fuori una scassata carriola, lanciarsi all’inseguimento della pietra verde. Se siete fan della saga fatevi un favore e risparmiatevelo. Se non lo siete, risparmiatevelo comunque. Le uniche eccezioni a questo sono un vostro insano desiderio di vedere uno sbadabeng bam bum fine a sé stesso o…

  • G. I. Joe
    2009,  Il caricatore

    G. I. Joe – La nascita dei Cobra

    Sicuramente prima di mettersi seduti a guardare G. I. Joe bisogna chiedersi cosa si ha voglia di vedere. Nato probabilmente, soprattutto, come operazione di marketing della Hasbro, che dopo aver portato con successo i propri Transformers al cinema, mira a riqualificare e rilanciare anche i suoi agenti giocattolo G. I. Joe, per un ritorno alla plastica tramite la celluloide. Lo script del film non brilla particolarmente, la sceneggiatura è soprattutto un accumulo di esperienze passate dei protagonisti, nel tentativo di dare un vissuto e un’identità tonda a questi giocattoli, ma resta comunque fedele al suo intento principale: intrattenere. E lo fa. Lo stile è quello di un fumetto, spettacolare e impossibile,…

  • Charlie's angels
    2000,  Il caricatore,  Ridere

    Charlie’s angels

    Charlie’s angels, lungometraggio tratto dalla serie tv degli anni 70, è un film pop, feticista, esagerato, sopra le righe, comico. È un film che usa lo slow motion per i capelli al vento. Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu sono sexy e scanzonate, con una telecamera birichina che indugia su di loro e sulle loro mosse da kung fu. Tutto questo è poggiato su una trama semplice e disimpegnata, che prova anche un piccolo colpo di scena e va a strutturare nel complesso un film d’intrattenimento leggero, comunque piacevole, che potrebbe essere un lungo episodio di una nuova e moderna versione delle Charlie’s angels, tra azione e umorismo.

  • spectre
    2015,  Il caricatore

    Spectre

    Diciamolo, al di là dei discorsi sull’interprete di Bond, i film della serie avente come protagonista Daniel Craig, ad eccezione di Casino Royale, non sono delle gemme. E questo Spectre non fa eccezione. Il film ha un buon inizio, con una scena avvincente e delle riprese interessanti, ma si perde poi nel suo corso in una sceneggiatura debole. È interessante l’idea e il tentativo di dare un fil rouge agli ultimi film, riunendo personaggi, relazioni e citazioni, ma viene fatto in maniera un po’ troppo confusa, fino a un doppio finale che lascia un poco delusi. Manca uno stile, una iconicità. Anche le scene d’azione non stupiscono particolarmente. Si cerca il…

  • mezzogiorno di fuoco
    1952,  Il caricatore,  Riflettere

    Mezzogiorno di fuoco

    Un film che è tutta un’attesa, una solitaria e sconsolata preparazione al duello, in un mezzogiorno di fuoco che però non è il fuoco e il focus dell’opera, che invece è proprio tutto ciò che lo precede. L’integerrimo sceriffo Gary Cooper, seppure non costretto, se non dal suo senso del dovere, si batte per la sua gente, che invece pensa alla propria pellaccia e lo lascia solo. A essere forti non sono solo le venature politiche, ma più propriamente dell’uomo nella politica, nella polis, in società. Il leitmotiv Do not forsake me, oh my darling di Dimitri Tiomkine e la sua colonna sonora scandiscono la malinconia e i passi spaesati…

  • jackie brown
    1997,  Il caricatore

    Jackie Brown

    Se esordisci con Le iene e poi realizzi Pulp Fiction, è quasi naturale che muti la percezione della terza pellicola: Jackie Brown. Un buonissimo film per l’inciso, che però, proprio alla luce (ombra) dei due precedenti, non ha goduto di commisurate lodi. Tarantino non specula sul suo successo precedente, emulandosi, ma gira un film diverso, più sobrio dall’estro creativo e vicino al noir. Quentin ritrae per noi una serie di personaggi, le cui azioni e psicologie, vanno a riunirsi nel mosaico finale, incollato dalla musica, che ci viene mostrato dal punto di vista di tutti i pezzi. Quest’ultima parte, al supermarket, è decisamente la parte più attiva e la migliore del film.