Cinematerapia: una pillola per

  • Planet Terror
    2007,  Spaventarsi

    Planet Terror

    Planet Terror è un trasognante incubo, putrefatto e vago, oniricamente e sgargiatamente insensato. Parte del dittico Grindhouse, completato da A prova di morte dell’amico Tarantino, Robert Rodriguez esplicita la sua passione per i film d’exploitation e i B-movie tramite una massa di zombie cannibali e una sfacciata esibizione del brutto, della violenza e del sesso. Il progetto congiunto prevedeva inoltre dei falsi trailer, dei quali, nella versione italiana di Planet Terror, viene mostrato solo Machete, che in futuro diverrà veramente un film. Nel narrato viene anche simulato un pezzo di pellicola mancante, che impedisce così la visione.

  • The terminal
    2004,  Innamorarsi,  Ridere,  Riflettere

    The terminal

    La ripetizione, l’attesa, l’amore, la non velata critica alle contraddizioni dell’America. Steven Spielberg estrapola da un curioso fatto di cronaca una storia intrigante e originale, che riesce con stile a commisurare l’elemento umoristico a quello riflessivo, finendo con il parlare d’amore, di diversa fattura, forse bizzarro ma non scontato (né nel modo di parlarne, né negli sviluppi narrativi). The terminal non soffre la claustrofobia del suo soggetto, anzi la reclusione all’interno dell’aeroporto, ove è girato tutto il film, non appesantisce lo stesso, aiutato da un’ottima scenografia e dai suoi attori: il grande Tom Hanks, la deliziosa Catherine Zeta-Jones e l’insopportabilmente bravo Stanley Tucci, supportati da personaggi di contorno efficacemente caratterizzati.…

  • Hotel Transylvania 2
    2015,  Fantasticare,  Ridere

    Hotel Transylvania 2

    Di cos’hanno paura i bimbi di oggi? Non certo di mummie, vampiri e lupi mannari. E Hotel Transylvania 2 lo sa bene. Il regista Genndy Tartakovsky allestisce ogni inquadratura come il set di una possibile risata, luogo da riempire in ogni pixel con furbizia e umorismo, concedendosi il permesso di spostarsi dalla narrazione principale e dai suoi protagonisti, per sfruttare l’occasione di mettere in scena una gag. Tartakovsky e team riescono ancora, dopo il magnifico Hotel Transylvania, a centrare il bersaglio, ripetendosi in freschezza e risate, dando alla pellicola un alto ritmo, fondato sul movimento continuo e cartoonesco dei suoi personaggi, comprese le new entry, la cui caratterizzazione è ancora il punto di forza, tra…

  • Lava
    2015,  Tornare bimbi

    Lava

    Come da consuetudine, la Pixar fa precedere ai suoi film d'animazione un corto. Solitamente un breve e intenso momento di gioia e divertimento...

  • Amici miei - Atto II
    1982,  Ridere

    Amici miei – Atto II

    7 anni dopo, i cinque amici fiorentini sono ancora a piede libero, più in forma che mai tra zingarate, burle e sempre più supercazzole. Mario Monicelli firma un secondo film che riprende gli stilemi del primo, la sua verve e la struttura. Con l’espediente del racconto diegetico, il regista riesuma anche il Perozzi, affinché i cinque siano nuovamente riuniti e al massimo della loro capacità scherzosa. Proprio riguardo agli scherzi, si nota una maggiore cattiveria, una presa in giro che non risparmia niente e nessuno, né la religione né la morte, riuscendo comunque a restare travolgente e divertente. Ad assottigliarsi è invece quella malinconia sottesa, sempre percepibile nel primo film, che qui sfocia…

  • Inside out
    2015,  Fantasticare,  Tornare bimbi

    Inside out

    Cosa succede nel cervello di una bambina di 11 anni in pieno processo di crescita? Dopo averci portato a chiacchierare con i giocattoli e a sbirciare gli incubi dei bambini, con Inside out la Pixar ci porta direttamente dentro la loro testa, per l’inciso in quella della bimba Riley. Pete Docter e i suoi collaboratori sono abilissimi nell’operare una semplificazione visiva e di tratti, abbinata a una grande complessità di contenuti, qui in simbiosi inoltre con una oculata ricerca e credibilità scientifica nei collegamenti che il film ci propone. Il cervello diviene dunque un meraviglioso e onirico marchingegno, tra fantasia e biologia, mentre il film un’opera di originalità, sempre più…

  • The martian
    2015,  Avventurarsi

    Sopravvissuto – The martian

    Un documento. È come fare un balzo nel futuro e assistere ad una vicenda realmente accaduta. Ridley Scott rinuncia a insegnamenti o riflessioni esistenziali e prova a raccontarci con realismo una storia possibile. The martian non commuove, almeno per la mia sensibilità, ma riesce a trovare dei momenti di buon umorismo, che alleggeriscono il film, e una colonna sonora che mischia le composizioni originali di Harry Gregson-Williams a successi della disco music di origine diegetica, come I will survive, Hot stuff, Waterloo degli Abba e il classico Starman di David Bowie, che si alternano a qualche momento di silenzio spaziale. The martian si appoggia spesso alle spalle di Matt Damon, possenti abbastanza da…

  • San Babila ore 20: un delitto inutile
    1976,  Riflettere

    San Babila ore 20: un delitto inutile

    Dibattuto e criticato per le tendenze politiche del regista, Carlo Lizzani, e per la presentazione di personaggi forti e schematizzati, carenti di una introspezione psicologica. San Babila ore 20: un delitto inutile andrebbe guardato come a un reportage neorealista, un documento di una situazione poco rappresentata al cinema e magari poco conosciuta oggi. Nella Milano degli anni 70 una banda di neofascisti si diletta in atti di violenza e solo la testimonianza di una vittima può essere in grado di porvi fine. Buona la regia. Musiche di Ennio Morricone.

  • Quel momento imbarazzante
    2014,  Ridere

    Quel momento imbarazzante

    Quel momento imbarazzante. No, non quando ti scappa una puzzetta in pubblico. Qui si parla di film. In particolare un film che potrebbe apprezzare il sesso forte, ovvero le donne naturalmente, vista la presenza di Zac Efron, che cerca di scrollarsi di dosso la patina di teenager e si mostra volentieri nudo e in scene di sesso, forse, e dico forse, beandosi troppo del suo corpo e dell’estetica, tralasciando le qualità recitative. Quel momento imbarazzante tratta di alcuni giovani uomini che non vogliono crescere e lo fa inizialmente in maniera spigliata, con qualche dialogo pungente e delle battute divertenti tra i tre amici, agevolate da un buon affiatamento. Salvo poi intraprendere…

  • voglia di vincere
    1985,  Ridere

    Voglia di vincere

    Voglia di vincere, ovvero la traduzione insulsa del titolo americano Teen Wolf. Che come potete notare non c’entra una cicca. Nonostante ciò, il film è una commedia piacevole ma edulcorata in tutto e per tutto, finale compreso, andando a situarsi in un target giovane, di teenager, proponendone le tipiche problematiche e una morale. Anche se forse, i giovani a cui si rivolge non sono più quelli di oggi, abituati ad alieni, sparatorie, botte da orbi e ben altri licantropi. Sono poche le gag davvero divertenti, probabilmente solo quella in cui il padre del protagonista insiste nel chiarire al figlio che può parlargli davvero di tutto. Non ve la rovino. Per il resto,…