Cinematerapia: una pillola per
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Il migliore
Il talento non basta per essere il migliore. Il grande Robert Redford è un promettente giocatore di baseball di cui seguiamo le vicende, non solo sportive, ma assistendo alle inquietudini e il fuoco sacro di un atleta al cospetto dell’imprevedibilità dei piani della vita. La forza della storia sta nella sua straordinarietà. Impossibile non legarsi al destino di Roy Hobbs, affrontare con lui gli ostacoli e le avversità, tanto che Barry Levinson, regista del film, può permettersi toni epici, mitici. Se poi vi piacciono le storie di sport, Il migliore sarà nella vostra top 10 e la vostra ragazza non cinefila starà buona grazie al bel Robert Redford.
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Good morning Vietnam
Good morning Vietnam! Si può ridere in guerra? Un grandissimo Robin Williams è un deejay che intrattiene le truppe in Vietnam alla radio, con la sregolata energia della musica rock e di monologhi ironici e irriverenti. Il film è uno sguardo cinefilo differente su questo conflitto, ma ancor prima sulle persone che l’hanno vissuto, costruito su dialoghi brillanti, improvvisazioni, con una storia potente, lucida e profonda, per riflettere con molti tipi di sorriso. La costruzione dei personaggi è perfetta, il protagonista travolgente. Difetti? Non tutti i monologhi rapidissimi di Cronauer riescono purtroppo a far sbellicare dal ridere anche noi, come chi li ascolta nel film.
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Il padre della sposa
Cosa prova un padre quando la figlia, la sua bambina, decide di sposarsi? L’irritante e divertente gelosia esagerata di Steve Martin, il padre della sposa, ci conduce in questo film da una risata all’altra con una comicità di incomprensioni, espressioni buffe e pasticci. I complicatissimi e assurdi preparativi del matrimonio sono gli ostacoli del protagonista e fonte del suo dibattito interno, fino a un quasi ovvio e gigione epilogo. Obiettivo: far ridere con leggerezza e spensieratezza, senza grandi ambizioni. Un esame passato. Il film è comunque un remake in moderno abito nuziale dell’omonimo film del 1950 con Spencer Tracy ed Elizabeth Taylor.
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Daddy’s home
Daddy’s home vive dei suoi due protagonisti, un padre e un patrigno che si danno battaglia per i figli, la cui caratterizzazione è invece pressoché nulla, così come quella di una impalpabile madre. La sfida tra opposti, l’ingenuo e buono Will Ferrell e l’insopportabilmente perfetto Mark Wahlberg, talvolta diverte, altre no, altre ancora esagera, finendo nel troppo improbabile anche solo per far ridere. La parte migliore (discutendo di risate) è probabilmente il finale, che sfocia nella parodia dei film di ballo e infine regala un simpatico cameo. Per il resto, detta tra noi, il film è onestamente una gran cazzata che presto finirà nel dimenticatoio delle innumerevoli commedie esistenti.
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Un’occasione da Dio
Come sovente, noi furboni italiani, per strappare qualche biglietto in più, amiamo tradurre i titoli ricordando qualche successo del passato, in questo caso Una settimana da Dio. In Un’occasione da Dio invece, Dio non c’entra proprio nulla e a donare dei poteri allo sfigato di turno sono gli alieni. Sempre di poteri illimitati si tratta tuttavia, eppure, con tutto quello che si potrebbe fare (e inventare) con essi si esauriscono le idee (poche, pochissime) in neanche 80 minuti di film. Il protagonista li usa per gioco, in maniera confusionaria e ciò che accade non ha praticamente nessuna incidenza sulla storia o sull’evoluzione del personaggio. Esaudisco questo desiderio qui, ora lo…
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Il club delle prime mogli
Bette Midler, Goldie Hawn e Diane Keaton sono le tre travolgenti e spumeggianti protagoniste de Il club delle prime mogli, bravissime interpreti di una commedia fresca e frizzante. Mogli e donne lasciate, questo è il vostro film, per una vendetta in celluloide rosa e per riderci sopra, per ironizzare con garbo (e un po’ di isterismo) sul divorzio. Le caratterizzazioni sono brillanti e i dialoghi ben congegnati, ai quali fa sfondo una bella scenografia e la costruzione di alcune scene furbe e divertenti. Attenzione ragazzi, qui le donne non chiedono la parità dei sessi, ma adoperano il loro machiavellico cervello per dimostrare la loro superiorità.
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Jerry Maguire
Attenzione a Jerry Maguire e alla sua storia, a non giudicarlo frettolosamente. Seppure a sfondo sportivo, il film non parla di sport, ma è una storia d’amore, il più classico dei film di buoni sentimenti. A fare presa e tenerci vicini e stretti alla sorte di Jerry è la volontà di un uomo di rimettersi in piedi e rimettere in piedi la propria vita, iniziando la battaglia innanzitutto con sé stesso. Con buoni dialoghi e attingendo a canovacci di sicura presa popolare, Jerry Maguire trova in Tom Cruise la faccia e la giusta interpretazione del suo protagonista, affiancato da uno scatenato e irresistibile Cuba Gooding Jr., raggiungendo un successo e dei…
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L’abbiamo fatta grossa
Wow che coppia! Verdone e Albanese insieme nello stesso film! Si presente così L’abbiamo fatta grossa, sia nella sua idea di realizzazione che nelle aspettative di noi spettatori. Peccato invece che nessuno abbia mai interpretato il vero senso del titolo di questo film. Eh sì, perché quando il duo comico in locandina ci dice con aria spaventata d’averla fatta grossa, non possono che riferirsi al loro film e al fatto d’avercelo proposto. Perché? I due attingono dai film spionistici appoggiandosi a una storia decisamente troppo debole, tanto da dare a tratti addirittura la sensazione d’approssimazione, come se la coppia bastasse a fare il film. Ma la coppia non funziona e le gag non sono purtroppo…
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Groupie – Sesso a domicilio
Hippie, sesso, droghe e progressive rock è lo scenario della vicenda che coinvolge una giovane groupie. Vicky si innamora del membro di una band, che però la seduce e abbandona. Lei allora si fa un membro dopo l’altro nel viaggio alla ricerca del suo amore, che però, per l’appunto, non le impedisce di fare la donna di facili costumi con chiunque. È il classico film senza trama, senza scrittura e senza senso, dove ogni cosa diviene pretesto per una scena erotica (o presunta tale). Questo aspetto grava tutto sul culo e sulle tette di Inga Steeger, che in effetti si lascia guardare piuttosto volentieri. Per il resto, non sapendo come…
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9 (cortometraggio)
9 è la tesi di laurea alla UCLA di Shane Acker, che in 4 anni realizza questo cortometraggio, riuscendo a coronare il suo lavoro non solo con la laurea, ma addirittura con una candidatura agli Oscar. Senza ricorrere alle parole, questo corto crea una mitologia, uno scenario fascinosamente inspiegabile, che vi farà rabbrividire. Di grande impatto emotivo, è efficacie e intrigante nella sua sapiente scrittura, oltre a colpire per il suo essere insolito e originale. A restarne colpiti sono in parecchi, oltre a quelli dell’Academy, tra i quali Tim Burton. È così che Shane decide di dare uno sviluppo al suo concept, riuscendo a realizzare l’omonimo lungometraggio, uscito nel 2009. Per la precisione il nove nove duemilanove.
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Joker – Wild card
Jason Statham, uno dei duri della Hollywood di oggi, è il protagonista di Joker – Wild card, remake del film del 1986 Black Jack, tratto da un romanzo di William Goldman, che come allora, anche qui, si è occupato della sceneggiatura e la cui mano si nota soprattutto nei dialoghi della prima parte del film. La storia non è fluida, ma quasi a scaglioni, disorientando la bussola dello spettatore. Action? Azzardi al casino? Redenzione? Amore? Pentimento? Il film sembra essere indeciso di cosa parlare e decidere infine di buttarla in rissa. Con stile però. È la musica soprattutto a darglielo, ad esempio accompagnando una serie di pugni con un dolce White…
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Professore per amore
Professore per amore, nonostante il pessimo titolo, è un piacevole e spiritoso film che ha come protagonista uno sceneggiatore in difficoltà (Hugh Grant) che, dopo un grande successo ottenuto in passato, non riesce a riconfermarsi e finisce con l’insegnare scrittura per film all’università. Tra le parole, oculate e incisive, plasmate in un ironico dialogo o in qualche riferimento al mestiere dello sceneggiatore (ma anche dello scrittore), questo film tocca e sfiora i temi della crisi creativa, del successo, delle ragioni alla base dello scrivere, senza mai immergersi completamente, ma mantenendo i toni della commedia. Parlando e riparlando di sceneggiatura, ne dimentica però una fondamentale componente: il colpo di scena. Nonostante ciò, il film resta…