Cinematerapia: una pillola per

  • Duplex
    2003,  Ridere

    Duplex – Un appartamento per tre

    Danny De Vito dirige Duplex, d’impronta analoga a Getta la mamma dal treno, black comedy che in realtà al nero poco si avvicina e resta molto più comedy, senza che ci dispiaccia. Una giovane coppia trova la casa ideale. L’unico piccolo trascurabile difetto è che devono condividerla con una vecchietta, alloggiata al piano di sopra. Ma che disturbo potrà mai dare? Fastidiosamente divertente, tanto quanto la signora Connelly, la fantastica Eileen Essell, Duplex si dota anche di un buon finale, differente da tanti epiloghi fatti con lo stampino delle commedie americane e non solo. Avete dei cattivi vicini? Guardatelo e non ve ne lamenterete più! Sperando che non vi vengano strane idee…

  • zoolander
    2001,  Ridere

    Zoolander

    Almeno Scemo & più scemo, a differenza di Zoolander, hanno avuto l’onestà intellettuale di ammetterlo a priori. Il film ha un buon inizio e ha nella sfilata-duello tra Ben Stiller e Owen Wilson la sua scena migliore, spassosissima. Zoolander fa bene quando è parodia, sia del mondo della moda, ma anche, sotto il trucco, dei film di spionaggio, di cui ribalta ogni logica. Derek infatti deve fermare sé stesso dal commettere l’omicidio. Meno bene invece quando la battuta o scena è stupidità fine a sé stessa e non parodiante. Ora scusate devo andare a provare la mia nuova espressione bella bella allo specchio.

  • jackie brown
    1997,  Il caricatore

    Jackie Brown

    Se esordisci con Le iene e poi realizzi Pulp Fiction, è quasi naturale che muti la percezione della terza pellicola: Jackie Brown. Un buonissimo film per l’inciso, che però, proprio alla luce (ombra) dei due precedenti, non ha goduto di commisurate lodi. Tarantino non specula sul suo successo precedente, emulandosi, ma gira un film diverso, più sobrio dall’estro creativo e vicino al noir. Quentin ritrae per noi una serie di personaggi, le cui azioni e psicologie, vanno a riunirsi nel mosaico finale, incollato dalla musica, che ci viene mostrato dal punto di vista di tutti i pezzi. Quest’ultima parte, al supermarket, è decisamente la parte più attiva e la migliore del film.

  • Home
    2015,  Tornare bimbi

    Home – A casa

    “Perché un uomo che sta troppo poco con la famiglia non sarà mai un vero uomo” – Don Vito Corleone in un film dal tema simile a Home. Oh, unico essere nella galassia a non offendersi se lo chiami oh!, perché è proprio il suo nome, vuole invitare tutti alla sua festa, ma il suo sms per sbaglio arriva alla terribile razza dei Gorg! Così, tra una canzone di Rihanna e un’altra di Rihanna, inizia l’avventura e l’amicizia tra l’alieno Oh e la ragazzina Tip, doppiata da Rihanna. Soprassedendo sull’irritante italiano storpiato degli alieni e la stessa battuta sulla mamma ripetuta n volte, Home non è un brutto film, il suo…

  • Predestination
    2014,  Sorprendersi

    Predestination

    Predestination è l’estrapolazione filmica del quesito “è nato prima l’uovo o la gallina?” o della metafora del serpente che si mangia la coda. Tratto da un racconto breve di Robert A. Heinlein, che segue fedelmente, anche nei dialoghi, naturalmente ampliandolo, Predestination è un paradosso filosofico, un rompicapo filmico. In questo sta il suo pregio e il suo difetto. La stranezza della vicenda può affascinare e intrigare chi ama scervellarsi con film di questo genere, ma il suo problema è proprio la sua ragion di vita in quanto film. Può apparire un gioco fine a sé stesso, che in quanto costruzione mostra/nascondi si priva di avventura e di un obiettivo forte del protagonista…

  • La rosa purpurea del Cairo
    1985,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Innamorarsi

    La rosa purpurea del Cairo

    La rosa purpurea del Cairo: un film, un film nel film, un atto d’amore per i film, per il cinema. Così come Cecilia evade dai turbamenti personali e della grande depressione, noi oggi ci immedesimiamo nei protagonisti dei film, ci innamoriamo di loro, entriamo nei film. Da qui scaturisce una riflessione sul cinema stesso, che è però una riflessione sull’uomo e sul suo bisogno d’illusioni, di fantasticherie. Il cinema è migliore di una realtà alla quale non si può sfuggire, ma al contempo è esso stesso una realtà. Da qui scaturisce uno dei migliori film di Woody Allen, tanto intelligente quanto originale, senza mai smarrire i connotati della commedia. Per un…

  • la rivolta delle ex
    2009,  Innamorarsi

    La rivolta delle ex

    La rivolta delle ex, che in inglese ha come titolo The Ghosts of Girlfriends Past, riprende in maniera simpatica Canto di Natale del buon Dickens e mette i suoi fantasmi al servizio di un cinico donnaiolo. La scelta è tanto elementare, garantendo una struttura preimpostata, quanto divertente. La commedia è piacevole, supportata da buoni interpreti, su tutti naturalmente Matthew McConaughey, in grado di recitare veramente in qualsiasi ruolo con credibilità, e dotata di buoni dialoghi, riuscendo così ad essere anche pruriginosa agli occhi in alcune scene, soprattutto per chi è sensibile alle materie d’amore.

  • Sei mai stata sulla luna
    2015,  Innamorarsi

    Sei mai stata sulla luna?

    Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese è una favola d’amore. Due mondi incompatibili che si uniscono nel più classico dei soggetti, rientrando così in scelte consuete e snodi narrativi improbabili che giustificano la favola d’amore, dando al pubblico ciò che si aspetta scegliendo questo film. Ma guardando all’interno di questa struttura, ci sono anche diversi fattori positivi. Soprattutto i “comprimari”, le cui caratterizzazioni sono più incisive e umane di quelle dei due protagonisti, oltre che rinvigorite da buone performance. Su tutte Mara, interpretata da Sabrina Impacciatore e il Pino di Neri Marcorè, oltre all’esagerato tanto da essere quasi cartoonesco Marco di Pietro Sermonti. Da segnalare infine una chiara cura…

  • Finn - Musica per un sogno
    2013,  Commuoversi

    Finn – Musica per un sogno

    Finn – Musica per un sogno è un film che guarda alla musica con una nota di magia, com’è giusto che che venga considerata per gli artisti. Quest’ultima è causa ed effetto, amore e controversia, di un rapporto padre e figlio. Il film tuttavia non stupisce, non ha guizzi. Nemmeno le emozioni e la commozione, che dovrebbe e vuole suscitare, riescono a travolgerci con la potenza del suono, bensì ci sfiorano appena nel finale.

  • Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri
    2004,  Fantasticare,  Ridere

    Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri

    I tre moschettieri di Dumas prendono goffe e divertentissime sembianze cartoonesche in questa storia Disney. La vicenda non ha nulla a che che vedere con quella del romanzo, ma è un pretesto per parlare di amicizia e far sorridere i più piccoli, anche se, a dire il vero, mi sono divertito pure io che ormai (purtroppo) così piccolo non sono. Il cartone animato è inoltre supportato, anzi trascinato, da grandi pezzi di musica classica, adattati alla storia e ai suoi personaggi in maniera brillante e coinvolgente. I tre moschettieri ha seguito un processo simile a Il principe e il povero, tratto dal romanzo di Mark Twain, e mi ha riportato alla mente…

  • Sotto una buona stella
    2014,  Ridere

    Sotto una buona stella

    Con Sotto una buona stella Carlo Verdone cerca di parlare di un malessere contemporaneo con il suo personale stile comico. Il film funziona bene nei siparietti comici, in particolare tra Verdone stesso e la brava Paola Cortellesi, come nella scena in auto o quella sul finale, in cui si provocano attraverso la parete. Meno bene invece nelle parti serie, dove il film fatica a essere incisivo, ma anzi risulta un poco noioso, di poco spessore, forse per una scelta di non osare troppo, quando invece si poteva essere più irriverenti. Questa seconda facciata del film sembra dunque essere più un corredo della comicità e non il suo fuoco da cui…