Cinematerapia: una pillola per
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La rosa purpurea del Cairo
La rosa purpurea del Cairo: un film, un film nel film, un atto d’amore per i film, per il cinema. Così come Cecilia evade dai turbamenti personali e della grande depressione, noi oggi ci immedesimiamo nei protagonisti dei film, ci innamoriamo di loro, entriamo nei film. Da qui scaturisce una riflessione sul cinema stesso, che è però una riflessione sull’uomo e sul suo bisogno d’illusioni, di fantasticherie. Il cinema è migliore di una realtà alla quale non si può sfuggire, ma al contempo è esso stesso una realtà. Da qui scaturisce uno dei migliori film di Woody Allen, tanto intelligente quanto originale, senza mai smarrire i connotati della commedia. Per un…
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La rivolta delle ex
La rivolta delle ex, che in inglese ha come titolo The Ghosts of Girlfriends Past, riprende in maniera simpatica Canto di Natale del buon Dickens e mette i suoi fantasmi al servizio di un cinico donnaiolo. La scelta è tanto elementare, garantendo una struttura preimpostata, quanto divertente. La commedia è piacevole, supportata da buoni interpreti, su tutti naturalmente Matthew McConaughey, in grado di recitare veramente in qualsiasi ruolo con credibilità, e dotata di buoni dialoghi, riuscendo così ad essere anche pruriginosa agli occhi in alcune scene, soprattutto per chi è sensibile alle materie d’amore.
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Sei mai stata sulla luna?
Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese è una favola d’amore. Due mondi incompatibili che si uniscono nel più classico dei soggetti, rientrando così in scelte consuete e snodi narrativi improbabili che giustificano la favola d’amore, dando al pubblico ciò che si aspetta scegliendo questo film. Ma guardando all’interno di questa struttura, ci sono anche diversi fattori positivi. Soprattutto i “comprimari”, le cui caratterizzazioni sono più incisive e umane di quelle dei due protagonisti, oltre che rinvigorite da buone performance. Su tutte Mara, interpretata da Sabrina Impacciatore e il Pino di Neri Marcorè, oltre all’esagerato tanto da essere quasi cartoonesco Marco di Pietro Sermonti. Da segnalare infine una chiara cura…
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Finn – Musica per un sogno
Finn – Musica per un sogno è un film che guarda alla musica con una nota di magia, com’è giusto che che venga considerata per gli artisti. Quest’ultima è causa ed effetto, amore e controversia, di un rapporto padre e figlio. Il film tuttavia non stupisce, non ha guizzi. Nemmeno le emozioni e la commozione, che dovrebbe e vuole suscitare, riescono a travolgerci con la potenza del suono, bensì ci sfiorano appena nel finale.
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Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri
I tre moschettieri di Dumas prendono goffe e divertentissime sembianze cartoonesche in questa storia Disney. La vicenda non ha nulla a che che vedere con quella del romanzo, ma è un pretesto per parlare di amicizia e far sorridere i più piccoli, anche se, a dire il vero, mi sono divertito pure io che ormai (purtroppo) così piccolo non sono. Il cartone animato è inoltre supportato, anzi trascinato, da grandi pezzi di musica classica, adattati alla storia e ai suoi personaggi in maniera brillante e coinvolgente. I tre moschettieri ha seguito un processo simile a Il principe e il povero, tratto dal romanzo di Mark Twain, e mi ha riportato alla mente…
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Sotto una buona stella
Con Sotto una buona stella Carlo Verdone cerca di parlare di un malessere contemporaneo con il suo personale stile comico. Il film funziona bene nei siparietti comici, in particolare tra Verdone stesso e la brava Paola Cortellesi, come nella scena in auto o quella sul finale, in cui si provocano attraverso la parete. Meno bene invece nelle parti serie, dove il film fatica a essere incisivo, ma anzi risulta un poco noioso, di poco spessore, forse per una scelta di non osare troppo, quando invece si poteva essere più irriverenti. Questa seconda facciata del film sembra dunque essere più un corredo della comicità e non il suo fuoco da cui…
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Hope springs
Hope springs ricalca le caratteristiche più classiche dei film d’amore: lui la trova, loro bisticciano, lui la riprende. C’è Colin Firth, che gioca sul ruolo dell’ingenuo corteggiato, dibattuto tra due donne, e Heather Graham il cui personaggio è invece un miscuglio di troppe personalità per essere coerente. Nel complesso è comunque una commedia romantica divertente e piacevole.
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Zelig
Psicanalisi, satira, sociologia e un purissimo concentrato di geniale grigia materia di 79 minuti, sotto le mentite spoglie di un mockumentary. Di Zelig, di Woody Allen, ne potremmo parlare per ore. Per piacere ed essere accettati bisogna essere uguali o simili agli altri? Sì. E così, sulle corde di questo interrogativo, Leonard Zelig diventa una sorta di supereroe, l’uomo camaleonte, maschera e impersonificazione di un eccessivo conformismo. L’uno, nessuno, centomila di Allen, diviene strumento per riflettere, provocare e prendere per il culo, ma facendolo così: afferrando con mano l’altrui natiche. Il tutto è supportato dalla musica, eccezionale la Chameleon song, dalla tecnica, che riesce a rendere il film un vecchio documento, con…
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Amici di letti
No, in Amici di letti non si parla di sesso senza impegno e di quella che i giovini dagli ormoni subbuglianti chiamano scopamicizia. Due coppie iniziano un viaggio insieme e uno dei due mariti si rende particolarmente insopportabile, finché un disdicevole evento scatena un putiferio di pianti, isterismi, bisticci e strillate sincerità. Poi si scopre che si tratta di un equivoco e allora tutto è a posto. Gli attori sono bravi e la commedia può anche risultare piacevole (di compagnia), non certo piccante come dichiarato, ma sembra un aggrovigliarsi di nodi narrativi alla rinfusa, senza capo né coda, che termina in uno sbuffo.
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Delitto per delitto – L’altro uomo
L’altro uomo, ri-editato successivamente con l’aggiunta della dicitura Delitto per delitto, per i più non susciterà forse il riverbero dei titoli più blasonati di Alfred Hitchcock, ma è comunque un avvincente opera noir/thriller del regista, ricca dei suoi tratti distintivi. È il caso, perverso e implacabile, contrassegnato dalla metafora del treno, luogo di incontri fugaci, e dei binari, a dare il via ad una storia dove, come già è accaduto, è il doppio e la doppiezza a permeare il film. Due vite che smettono di correre parallele e si incrociano, un uomo innocente e uno instabile, di cui seguiamo le tensioni. Memorabile la sequenza che conduce all’epilogo, dove il tempo…
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La donna che visse due volte
La donna che visse due volte è un film dalle due vite, tanto da sembrare due film, dove il tema del doppio e della maschera ricorrono soventemente e intrinsecamente. Ma per Hitckcock è Vertigo, la vertigine, quella caratteristica del suo protagonista, così fortemente radicata nello sviluppo drammaturgico del film e i capogiri narrativi che trascinano anche lo spettatore nella spirale della storia. Una straordinaria storia. Una regia virtuosa, sperimentale nei capogiri di James Stewart e potente visivamente in altre scene, quale quella ai piedi del Golden Gate Bridge. Ma anche una costruzione oculata. Hitchcock infatti contravviene palesemente alle regole classiche della scrittura audiovisiva, situando il suo colpo di scena a metà film, che, come detto,…
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Palle al balzo – Dodgeball
Prendi uno sport semi-sconosciuto, pur ammesso che si tratti di sport, e fanne una parodia delle pellicole sportive americane. Ecco il modus operandi per Palle al balzo – Dodgeball che, a prima occhiata, nei primi minuti, può sembrare un film stupido, ma poi… continua ad esserlo, però diventa anche molto divertente. Palle al balzo – Dodgeball ha avuto il merito non solo del successo al botteghino, ma anche di sopraelevarsi dalla massa informe delle commedie, grazie a delle simpatiche trovate e delle scene che sono diventate cult, proprio grazie all’apprezzamento del pubblico. Questo è tutto. C’è una banda di impiastri sfigati alla ricerca di un’improbabile rivincita, i soliti Ben Stiller e Vince Vaughn,…