Ridere
I film che fanno ridere (o che almeno ci provano).
-
La festa prima delle feste
Un’azienda il cui futuro dipende da un solo affare, il cui buon esito dipende a sua volta da… una festa prima delle feste di Natale. Diamine, cos’ha fatto Una notte da leoni alla commedia americana! Tutta la trama del film è in fin dei conti un pretesto finalizzato alla messa in scena di una fastosa, esagerata, psicotica e orgiastica festa. I protagonisti sono gli strampalati dipendenti che, ognuno con le sue manie e i suoi fini, degenerano nel corso della vicenda. La contestualizzazione, assolutamente accessoria, è quella natalizia, come era già accaduto l’anno precedente per Sballati per le feste. In questo caso c’è qualche risata in più, perché legata ai…
-
Justin e i cavalieri valorosi
Il padre di Justin è un tutore della legge e desidera lo stesso futuro per suo figlio. Justin però vorrebbe diventare un cavaliere, nonostante questi protettori della città siano stati ormai sostituiti da normative, regole e scartoffie. Justin e i cavalieri valorosi è un film d’animazione che parla del credere nei propri sogni e soprattutto nelle proprie capacità, coltivando determinazione e passione. Ideale per i bambini ma coinvolgente anche per un pubblico adulto, la storia di Justin cresce narrativamente e di ritmo nel suo svolgersi e ci fa ridere grazie a spassosi comprimari: dallo sciamano al giullare effeminato, fino alla megalomane parodia di Gaston de La bella e la bestia,…
-
Fuga da Reuma Park
L’ultimo film di Aldo Giovanni e Giacomo, Fuga da Reuma Park è probabilmente il peggiore di tutta la filmografia del trio comico. Come già accaduto in passato, la storyline principale viene interrotta più volte, pretesto per inserire sketch comici, in questo caso alcuni nuovi e altri riproposti tra i vecchi classici. È proprio questa seconda scelta a a rappresentare un vero e proprio suicidio cinematografico. Innanzitutto perché emerge il contrasto con i nuovi, rimarcando la loro mancanza di brio e spontaneità, oltre a evidenziare una evidente crisi creativa. La scelta, in secondo luogo, spinge a pensare a motivi di riempimento del minutaggio. È come se non si avesse davvero nulla…
-
Terapia d’urto
A causa di un malinteso, un uomo finisce in un gruppo di riabilitazione per persone che devono imparare a gestire la rabbia. Uno psicoterapeuta piuttosto sopra le righe, interpretato da Jack Nicholson, renderà il processo di guarigione una vera e propria terapia d’urto. Adam Sandler interpreta la figura dell’inetto, un uomo subissato da chiunque che accetta silenziosamente di farsi mettere i piedi in testa da ogni persona con cui ha a che fare. La sua cura diviene il pretesto per situazioni imbarazzanti e stravaganti, che alternativamente trovano la risata o portano lo spettatore al nervosismo dovuto all’incapacità di reagire del protagonista. Un meccanismo senza dubbio riuscito per un film simpatico…
-
Vittoria e Abdul
Vittoria e Abdul racconta una storia vera e particolare, venuta a galla solo nel 2010: l’amicizia tra la Regina Vittoria e l’indiano Abdul Karim, che da umile scrivano nella prigione di Agra si ritaglia un ruolo di spicco alla corte inglese. Conquistato dalla sceneggiatura di Lee Hall, Stephen Frears porta sul grande schermo una storia raccontata con delicatezza, che vive di uno sgargiante humour legato alle abitudini della nobiltà, le malelingue e le invidie. Amabili risate che sfiorano una storia decisamente attuale non solo nell’età vittoriana, ma anche oggi e probabilmente per sempre, ovvero la differenza razziale e di ceto, ciò che ne consegue e la velata denuncia. Nella storia e nell’interpretazione di…
-
Snatch – Lo strappo
Snatch – Lo strappo di una zoommata improvvisa, uno split screen, un’inquadratura insolita, una regia tra il videoclip e la firma d’autore, a stilizzare una storia di boxe clandestina, ma anche il furto di un diamante. Ma la sceneggiatura è entropica, un caos intelligente che va apprezzato nel suo insieme: crime e noir si fondono a una comedy che più che black è pulp, pop, come ci ricordano i dialoghi Tarantiniani. Pulp Fiction non è lontano e il suo eco si ode fottutamente bene. Montaggio, suoni e strumenti a fiato ritmano un film che fa a gara di velocità con la nostra capacità di seguirlo, come cani a braccare una…
-
Red 2
Dopo la bella sorpresa di Red, Red 2 riabbraccia la vecchia strampalata e scalmanata banda di Reduci Altamente Distruttivi, nuovamente braccati da un gruppo di persone che li vuole far fuori. Ancora una volta lo stile è fumettoso, dai raccordi di montaggio fumettistici, all’umorismo, fino agli incroci narrativi, dove i vari personaggi si beccano qua e là nel mondo non si sa bene come e perché. Ma poco importa. La sceneggiatura pecca soprattutto a livello macro, nella struttura generale della storia che procede senza uno sviluppo narrativo ordinato o particolarmente sorprendente. Bene invece, nuovamente, sul lato della risata, dove quest’ultima si concentra soprattutto sul rapporto amoroso, paragonato a spionaggio e…
-
Il quinto elemento
Un orgasmo che si tramuta in esplosione e un canto lirico che si mischia al ritmo di un duello, dandone il ritmo. Il quinto elemento di Luc Besson riunisce misticismo, magia e fantascienza, legandoli da un costante filo di ironia. C’è il bene contro il male, ma anche un Bruce Willis in stile Die Hard e tre diverse fazioni che si fronteggiano al contempo con armonia narrativa. Il tutto viene messo in scena con eccentrica originalità. L’arancione a imperare su tutto, ma anche l’azzurro, un grande montaggio sonoro, i costumi sfarzosi e iconici. Questi ultimi sono vestiti addosso a caratterizzazioni volutamente flebili, come un cattivo che è un vero e…
-
Trolls
Troll chi legge! Scherziamo, dai. L’euforia dei trolls ci ha pervasi. Il nuovo lavoro Dreamworks riprende le bamboline giocattolo e sforna un film d’animazione che non è solo una buona operazione di marketing. Ciò che balza all’occhio e all’orecchio di primo acchito sono senza dubbio i colori sgargianti e la presenza capillare di canzoni cantate dai personaggi stessi. La storia si ispira ai Puffi e punzecchia Cenerentola, portando con sé un messaggio semplice ed efficace: la felicità è dentro di noi e a noi sta trovarla. Una morale che si riflette in una sceneggiatura che non rischia, chiaramente rivolta ai più piccoli, i quali possono essere lasciati davanti allo schermo…
-
Mezzogiorno e mezzo di fuoco
Mezzogiorno e mezzo di fuoco è il terzo film di Mel Brooks, di poco precedente al suo gioiellino: Frankenstein junior. Si tratta di un film western comico, che racconta le vicende di un paesino che sorge proprio dove dovrebbe passare la ferrovia. Vi sembra nulla di nuovo? Brooks infatti riprende il mito del west, così come molti film di successo, per parodiarli, sia nei personaggi che nelle situazioni: dallo sceriffo di colore che deve prima piacere ai compaesani e poi sconfiggere i cattivi, fino ai duelli a colpi di pistola, talmente rapidi che le pistole neanche si vedono. L’ umorismo becero, talvolta volgare, sessuale e spesso sfociante nel non sense…
-
Cattivissimo me 3
Dopo Cattivissimo me, Cattivissimo me 2 e Minions, Cattivissimo me 3 odorava già di ripetitivo e di già visto ancor prima della visione. Pierre Coffin e Kyle Balda invece sono riusciti a mantenersi sul livello del secondo film, intrattenendo e divertendo con scioltezza, con un buon ritmo fino alla fine. Chiaro che il film non può avere dalla sua l’originalità, infatti l’espediente è lo stesso del suo precedente, un nuovo personaggio. La freschezza portata da Lucy nel numero due, qui è affidata al fratello di Gru, Dru, il cui contributo al film è fondamentale. Per il resto c’è il solito super cattivo con le sue super armi, ancora più musica e…
-
The mexican – Amore senza la sicura
Una pistola maledetta da recuperare, due storie parallele tra Las Vegas e il Messico e un turbinio di personaggi scapestrati. The Mexican – Amore senza la sicura di Gore Verbinski, coniuga l’avventura a un’umorismo fine, ironico, che ha il suo maggior pregio nella costruzione di personaggi istrionici e divertenti, protagonisti di vicissitudini che rivisitano in maniera goliardica il mito del West, le tradizionali storie d’amore, ma anche i rapimenti nei film d’azione. Al tempo stesso l’avventura non ne risente, così come l’appeal e la credibilità del mondo in cui veniamo trascinati. Uno stile che non ha coinvolto il pubblico all’uscita del film, decretandolo (purtroppo) un flop, ma che ha posto…