Tornare bimbi
I film d'animazione e quelli per i più piccoli, spensierati e divertenti, per tornare bimbi.
-
Space Jam: New Legends
Aspettare 25 anni per poi sperare di non averlo mai visto. La nostra delusa recensione di Space Jam: New Legends.
-
Il ritorno di Mary Poppins
Il ritorno di Mary Poppins è un'indigestione di caramelle, zuccherini, frasi dolci e belle faccine, condite da colori sgargianti.
-
Dolittle
Il dottor Dolittle è tornato, ma non ne sentivamo la mancanza e, forse, dopo la visione del film non la sentiremo mai più.
-
Aladdin
All'interno di un'operazione commerciale, l'Aladdin del 2019 di Guy Ritchie è davvero un bel film, senz'altro sopra le aspettative. Ecco perché!
-
Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta
"Storie di paperi, ma che bei paperi, DuckTales, uh uh!". Se l'hai cantata leggi la recensione. Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta è ancora...
-
Trolls
Troll chi legge! Scherziamo, dai. L’euforia dei trolls ci ha pervasi. Il nuovo lavoro Dreamworks riprende le bamboline giocattolo e sforna un film d’animazione che non è solo una buona operazione di marketing. Ciò che balza all’occhio e all’orecchio di primo acchito sono senza dubbio i colori sgargianti e la presenza capillare di canzoni cantate dai personaggi stessi. La storia si ispira ai Puffi e punzecchia Cenerentola, portando con sé un messaggio semplice ed efficace: la felicità è dentro di noi e a noi sta trovarla. Una morale che si riflette in una sceneggiatura che non rischia, chiaramente rivolta ai più piccoli, i quali possono essere lasciati davanti allo schermo…
-
Angry Birds
Visto il grande successo del giochino per smartphone, il film Angry Birds vuole portare i tanti giocatori al cinema, creando una storia che si leghi all’app, ricordandola nelle dinamiche, nella grafica e in più di qualche situazione, come l’attacco alla città dei maiali, che forse forza un po’ troppo la trama. Quale protagonista migliore, allora, se non un uccellino rosso perennemente incazzato? È proprio lui, insieme ad altri due casi umani uccelli, ad essere l’eroe-antieroe di un film che vola leggero come gli uccelllini, simpatico e innocuo. Al termine della visione, l’impressione è di aver visto un film bidimensionale, piatto, non certo in termini di grafica, che senza dubbio non…
-
La nuova macchina di Mike
La nuova macchina di Mike è un cortometraggio Pixar tratto dal film d’animazione Monster’s & Co. di cui diviene dunque una sorta di spin-off. Pete Docter, regista di entrambi, in questo caso unitamente a Roger L. Gould, mette al centro della sua storia la nuova macchina di Mike Wazowski, che se ne vanta con fare da smargiasso. Lui e Sully tuttavia verranno messi alla prova dalla loro imbranataggine e dai numerosi gadget dell’auto, facendo così progredire la narrazione lungo un climax di sventurati casualità. A mio avviso è un passo indietro dal punto di vista dell’originalità, nonché della stratificazione semantica e interpretativa, rispetto ai precedenti corti, slegati da una precedente storia.
-
Jack-Jack attack
Dopo La nuova macchina di Mike, la Pixar torna con uno spin-off di un suo lungometraggio, che nel caso di Jack-Jack attack è Gli Incredibili. In questo caso il corto è proprio un ritaglio incastrabile nella trama del film, trattandosi di una scena tagliata e poi ampliata. Ciò che vediamo è dunque nel mood e nello stile del film, e ci fa seguire le spassose disavventure domestiche dell’isterica babysitter di Jack-Jack. 5 minuti di divertimento che ci riportano indietro di un anno nel mondo di una normale famiglia di supereroi.
-
L’agnello rimbalzello
L’agnello rimbalzello è il corto Pixar che precede Gli Incredibili, oltre che primo dialogato e cantato, e prosegue l’idea di trasmettere una morale, vista anche in Pennuti spennati. “Cosa importa di che colore sei fatto tu, se giallo, scarlatto o anche blu…” Un invito a non scoraggiarsi, a credere in sé stessi, a non discriminare chi è diverso e un monito che rammenta la vita, fatta di alti e bassi, momenti che sembrano buttarti giù e non farti rialzare più. E invece bisogna farlo, facendosi forza con ciò che di bello e buono si ha, le nostre qualità, le cose che possediamo e le persone che ci amano e amiamo,…
-
Pennuti spennati
Pennuti spennati è il corto Pixar che precede Monsters & Co. e arriva 3 anni dopo Il gioco di Geri, spostando il focus dall’uomo a degli uccellini posati su un filo, ma solo visivamente, mentre a uno strato più profondo lascia un monito, una piccola morale, proprio sugli uomini. Si parla in particolare di discriminazione, del rifiuto di chi è diverso, della sua difficile accettazione, che può anche sfociare nell’ostilità, fino al finale, ovvero la punizione, l’evento che va a costituire l’insegnamento. I pennuti perdono le piume e dunque smettono di essere pennuti. Allo stesso modo certi comportamenti dell’uomo, fanno sì che esso non sia più tale.
-
Knick Knack
Nel giro di tre anni, dal 1987 al 1989, John Lasseter e la Pixar vivono un momento di straordinaria ispirazione, che li porta a creare dopo il suggestivo Il sogno di Red e il meraviglioso Tin toy, Knick Knack. Da un’idea tanto semplice quanto geniale, ovvero un pupazzo di neve che vorrebbe uscire da una di quelle odiose palle di vetro souvenir in cui è imprigionato, ne nasce una spassosissima storia, ricca di gag slapstick, che sa giocare con lo spettatore, coinvolgendolo nella vicenda dello sfortunato pupazzo e sorprendendolo con le sue svolte inaspettate, che sembrano sempre essere l’ultima ma non lo sono.