Cinematerapia: una pillola per

  • 40 carati
    2012,  Sorprendersi,  Tendere i nervi

    40 carati

    Il protagonista di 40 carati si trova in bilico su un cornicione di un palazzo di New York e minaccia di buttarsi, ma prima di compiere l’estremo gesto, si professa innocente in merito al crimine che l’aveva condannato alla prigione. Seppure bloccati in altezza, la narrazione del film non soffre di staticità. Merito di una buona sceneggiatura che gioca su un misterioso e premeditato piano del nostro protagonista aspirante suicida, che via via si svela, e un montaggio che alterna in parallelo la frenesia e concitazione di una rapina. È proprio l’intreccio costruito la parte più interessante, che coinvolge e gioca con il tempo, arrivando fino a un finale di…

  • ronin
    1998,  Il caricatore

    Ronin

    Vengono definiti Ronin i samurai senza padrone, a causa della sua morte o, ancora peggio, per la perdita di fiducia nei loro confronti. Ronin, il film, è la storia proprio di un gruppo di spie senza lavoro, degli outsider assoldati per una missione, che danno vita a un intrigo di giochi e doppi-giochi, per un noir di spie contro spie. Senza l’utilizzo del pc, John Frankenheimer realizza un film secco e realista, ricco di inseguimenti e macchine ribaltate (forse anche troppo). Piace per l’accoppiata Robert De Niro – Jean Reno e per qualche colpo di scena ben orchestrato, non piace, soprattutto a chi non ama il genere, per la mancanza…

  • Rapunzel - l'intreccio della torre
    2010,  Avventurarsi,  Fantasticare,  Innamorarsi

    Rapunzel – L’intreccio della torre

    Un film da femmine? Un film per bambine? No! Rapunzel riprende la fiaba dei fratelli Grimm e racconta una storia intrigante e ritmata, un’avventura coinvolgente per tutti. Tutto questo avviene conservando la magia e la favola, abbracciando a ogni modo l’immaginario della principessa inconsapevole, accontentando chi di questo è alla ricerca, ma senza eccedere in leziosità di glassa, para-romanticismo e stereotipi. Si corre e salta, si scappa da delinquenti, si canta e balla con dei buzzurri ubriaconi che cattivi in realtà non sono, ci si innamora e si resta in apprensione. Tradimenti, incomprensioni, qualche momento evocativo ad alternare il tutto e soprattutto personaggi espressivi e spassosi, che fanno ridere di…

  • Mad Max fury road
    2015,  Cinematerapia: una pillola per,  Il caricatore

    Mad Max fury road

    Motori roboanti, pallottole sfrigolanti, candide veneri nel deserto rosso e un manipolo di ribelli dagli sguardi tormentati e determinati. Al Mad Max di Miller sembra non interessare troppo la sceneggiatura o il tema della redenzione citata, ma solo il suo inseguimento: uno spettacolare, scenico, rockeggiante inseguimento. Ed è proprio questo che fa al meglio: azione pura e ritmata, con pochissime soste e dialoghi, duelli in corsa sul filo del rasoio all’insegna dell’estetica e della grandiosità. A permettere ciò è anche, e soprattutto, un montaggio superbo, unito a costumi e scenografie d’impatto, dando vita e storia a un futuro post apocalittico, distonico e originale. Mad Max Fury Road si ritaglia un…

  • Kong: Skull Island
    2017,  Avventurarsi

    Kong: Skull Island

    Al termine della guerra del Vietnam, un gruppo di uomini viaggia fino a un’isola ancora sconosciuta, dove scoprono essere re della natura selvaggia, il magnifico Kong… che tuttavia non è l’unico abitante dell’isola. Kong: Skull Island sceglie la spettacolarità sopra ogni cosa, costruendo scene visivamente d’impatto, anche grazie a una regia che gioca efficacemente nel mostrare e svelare Kong e le altre creature, ritraendone la magnificenza dal terreo punto di vista dell’uomo. Puro intrattenimento che cita Apocalypse Now e ci trascina nella foresta a suon di rock, facendoci partecipare a una spedizione che ricorda Jurassic Park, con la violenza del Predator di McTiernan. Gli aspetti in cui il film invece difetta maggiormente…

  • I soliti sospetti
    1995,  Il caricatore,  Sorprendersi

    I soliti sospetti

    Un grande colpo, un misterioso mandante… i soliti sospetti. Un film che è rimasto nell’immaginario collettivo, forse per l’intricata vicenda tessuta da un’ottima sceneggiatura, forse per la forza e il fascino misterioso di un personaggio come Kaiser Soze. Crediamo a ciò che vediamo, inconsciamente, senza controllo, è questo il potere insito dei film e questo film gioca proprio su questo aspetto, a nostro scapito. La matassa di pallottole, fili e sangue si sbriglia solo nel finale, una palpitante e trascinante scena in crescendo, un climax epifanico di inquadrature, suoni e deduzioni. Regia di Bryan Singer, sceneggiatura di Christopher McQuarrie, entrambi solo al secondo film. Splendida performance di Kevin Spacey.

  • radio days
    1987,  Ridere,  Riflettere

    Radio days

    Ah i giorni della radio… Woody Allen ci racconta un trancio di storia, vissuto attraverso la radio. L’udito è il senso principale di questo film, innanzitutto per la voice over che racconta, lega le scene e ne dà il ritmo, in secondo luogo dalla musica, che pervade completamente tutto il film. È sempre grazie alla radio e ai suoi programmi che vengono descritti anche i personaggi e raccontata la loro vita, quella di una famiglia comune. Radio days mostra infatti i due mondi al di qua e al di là del medium, mostrandoci chi ascolta e dando un corpo e un’anima alle voci che ascoltiamo. Ricordi biografici si mescolano ai fatti…

  • Qualcosa è cambiato
    1997,  Innamorarsi,  Ridere

    Qualcosa è cambiato

    Un vecchio burbero misogino, omofobo e scorbutico, un vicino di casa omosessuale e una cameriera fragile e insicura sono i protagonisti di Qualcosa è cambiato, commedia memorabile negli anni proprio per la caratterizzazione dei suoi personaggi. Su tutti troneggia Jack Nicholson, con una regia che indaga sul suo volto, la cui espressività è in grado rendere la scena ora seria, ora comica e perfino romantica. Proprio in quest’ultima sfaccettatura scivola via via il film, che da commedia briosa, scorretta e molto divertente, si tinge di rosa, raccontandoci una storia d’amore. Premio Oscar a Jack Nicholson e Helen Hunt per le due interpretazioni.

  • hannah e le sue sorelle
    1986,  Cinefili,  Riflettere

    Hannah e le sue sorelle

    Hannah e le sue sorelle è un film tragicomico, come una risata isterica in un momento di crisi, inteso come vuole la sua etimologia greca, ovvero di profonda lucidità. Coraggioso per la scelta di parlare delle più recondite pulsioni dell’animo umano, dei quesiti che ci turbano, e di farlo con umorismo. Una personale riflessione per immagini che non può divertire o intrattenere con un certo ritmo per sua stessa genesi e che, anzi, riporta alla mente quei pensieri che scacciamo in una stanza della mente. La caratterizzazione dei personaggi è magistrale: quello interpretato da Woody Allen stesso, portatore non sano di ciò che ci siamo appena detti, e quello interpretato dal…

  • No escape
    2015,  Tendere i nervi

    No escape

    Il titolo racchiude esaustivamente il film. No escape gioca nel costruire situazioni senza via d’uscita, veri e propri gironi infernali terribilmente attuali, possibili. L’uomo comune, chiunque di noi, un Owen Wilson perfetto e perfettamente scelto, si trova nella bolgia di un colpo di stato. La tensione è alta costantemente, il film è claustrofobico, senza tregua, anche grazie alla regia di John Erick Dowdle. Non servirebbero spiegazioni, ma (purtroppo) in alcuni frame Pierce Brosnan prova confusamente a darcele. Al di là di questo, qual è il difetto di questo film se non che questi temi potremmo non aver voglia di subirli (anche) al cinema?

  • Tiramisù
    2016,  Ridere

    Tiramisù

    Tiramisù è l’esordio alla regia e alla sceneggiatura di Fabio de Luigi, che ci racconta la storia di un rappresentante di prodotti farmaceutici che si fa strada grazie al dolce della moglie. La sensazione è che De Luigi abbia dei pezzi, ma faccia fatica a farli combaciare: il locale, il cognato, la famiglia sono ombre che ci passano davanti agli occhi. Il tiramisù in particolar modo, che dà il titolo al film, dovrebbe essere il vero e proprio protagonista della vicenda, potrebbe essere mitizzato, maggiormente evidenziato, invece è proprio, solo, il dessert del film. Il film lascia qualche risata, ma fatica a farsi ricordare già il giorno seguente.