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I peggio vestiti degli Oscar 2016
La cerimonia degli Oscar si è conclusa e come al solito, prima di essa, abbiamo avuto modo di sorbirci n ore di red carpet, spettegolando fino allo stremo riguardo abiti, capelli e altre baggianate. Ecco allora la lista con i peggio vestiti degli Oscar 2016. Per lo stilista: un abito dalla doppia anima, che riunisce classicità e innovazione, rappresentando alla perfezione l’estro di Lady Gaga e la necessità di distinguersi con classe. Per l’uomo comune: nell’indecisione tra i due, veste dei pantaloni con una gonna sopra, in un vestito che sembra uscito da Frozen e che le si stia sciogliendo addosso. Per lo stilista: Jaqueline West veste un abito semplice ed elegante,…
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Maze Runner – La fuga
Se in Maze Runner – Il labirinto si era riusciti a costruire un’aurea di mistero, un’interesse verso la scoperta, abbinato efficacemente ad una narrazione veloce e dinamica, in Maze Runner – La fuga si avverte la mancanza di questi dati, della prova e del fascino che suscitava il labirinto, mentre la corsa del film e dei personaggi, una vera e propria fuga da tutto e tutti, manca di un obiettivo finale forte, definito. Seguiamo Thomas e compagni per inerzia, in quanto non v’è empatia con i fuggitivi, manca un coinvolgimento forte, probabilmente derivante da una caratterizzazione debole e rimandata al precedente film e da dialoghi fiacchi e riempitivi, impedendo dunque, anche ai…
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Le avventure di Mickey Matson – Il codice dei pirati
Ci sediamo sul divano per seguire le avventure di Mickey Matson, ma… tutti già si conoscono, si salutano come amici di vecchia data e si abbracciano. E allora mi rendo conto che si tratta di un sequel, il cui primo film però non è mai uscito in Italia. Sorvolando su 20 minuti di film in cui non si capisce una ceppa per questo motivo, passiamo al cattivo cattivissimo di turno, che però fa meno paura del cane del mio vicino. Il problema più grosso è che ha un piano terribile, sabotare tutti i dispositivi elettronici, ma non si capisce perché. Almeno fino al finale quando spiega a tutti (grazie) che…
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Ti sposo ma non troppo
Cioè lei crede che lui sia un altro e l’altro finge di essere chi non è! …allora ti sposo ma non troppo! Il film si accoccola pacioso nel solito trito e ritrito paté di equivoci e situazioni da “glielo dovrei dire ma non lo faccio”. Di derivazione teatrale, forse sul palco potrebbe giovare di una forma e un ritmo differente, che qui subisce anche dei dialoghi poco accattivanti e divertenti. La scena migliore è l’unica di un certo spessore, quando si allude e si vela riguardo l’handicap del personaggio di Francesco Foti. Però c’è un bacio sotto la pioggia e alla fine chissene… ci sono i titoli di coda, allora tutti giù a…
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Zootropolis
Sfolgorante e irresistibile, con Zootropolis i Walt Disney Animation Studios riescono superarsi e a far ancora meglio di Frozen e Big Hero 6. Zootropolis è un film pieno. Pieno di dettagli, di movimenti, di animali. Proprio qui sta una delle sue più grandi qualità, ovvero la capacità di creare un vero e proprio mondo, in cui immergersi, muoversi, da cui potrebbero generarsi altre mille e una storie. Una di queste, quella che seguiamo, è un vero e proprio poliziesco, che riesce a creare un genuino interesse e mistero, non certo comune ai film d’animazione, ma trovando spesso il tempismo per la battuta e la risata, aspetto affidato soprattutto allo scoppiettante duo Judy-Nick, senza dimenticare il…
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Se ceno con fegato di bisonte avrò un Oscar?
Se ceno con fegato di bisonte avrò un Oscar? è un titolo provocatorio, che va a rappresentare un articolo che vuole esaminare e riflettere sulle recenti spinte, veicolate soprattutto dai canali social, che vogliono Leonardo DiCaprio vincitore della statuetta. Innanzitutto è necessario chiarire come gli Oscar siano un giudizio arbitrario, opera di un gruppo di critici cinematografici, l’Academy, che non è per forza di cose discriminante nel giudicare il successo o l’insuccesso di un attore o artista, o la sua qualità. DiCaprio non può certo soffrire di solitudine, pensando che la statuetta non l’hanno stretta nel palmo nemmeno Peter O’Toole, nonostante 8 nomination, Richard Burton che ne ha avute 7, Cary…
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Fermo posta Tinto Brass
Ora finalmente capisco, guardando Fermo posta Tinto Brass e il pene proboscide che il regista fa saltare fuori dai calzoni nel finale, cosa intendeva la mia professoressa dicendo che il fallo è un pene investito di valore culturale e sociale. Tinto Brass realizza un film autoreferenziale, sfruttando la sua fama, fingendo che delle fan gli inviino del materiale erotico da visionare (gli piacerebbe). Ne risulta che il film sia un agglomerato di episodi di sembianza amatoriale, parecchi dei quali sono più comici che erotici. Rappresentano tutti delle perversioni particolari, che Tinto valuta con occhi da esperto e critico, come a contemplare un affresco michelangiolesco, distraendosi solo per mangiarsi con gli…
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The hateful eight
Con The hateful eight Tarantino tenta il colpo grosso, sfida sé stesso, realizzando un film sui generis, una sorta di western da camera, un'opera teatrale.
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Estremamente Pippo
Estremamente Pippo, estremamente pasticcione ed estremamente simpatico, perde il lavoro e si iscrive al college per prendere la laurea.
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Duplex – Un appartamento per tre
Danny De Vito dirige Duplex, d’impronta analoga a Getta la mamma dal treno, black comedy che in realtà al nero poco si avvicina e resta molto più comedy, senza che ci dispiaccia. Una giovane coppia trova la casa ideale. L’unico piccolo trascurabile difetto è che devono condividerla con una vecchietta, alloggiata al piano di sopra. Ma che disturbo potrà mai dare? Fastidiosamente divertente, tanto quanto la signora Connelly, la fantastica Eileen Essell, Duplex si dota anche di un buon finale, differente da tanti epiloghi fatti con lo stampino delle commedie americane e non solo. Avete dei cattivi vicini? Guardatelo e non ve ne lamenterete più! Sperando che non vi vengano strane idee…
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Zoolander
Almeno Scemo & più scemo, a differenza di Zoolander, hanno avuto l’onestà intellettuale di ammetterlo a priori. Il film ha un buon inizio e ha nella sfilata-duello tra Ben Stiller e Owen Wilson la sua scena migliore, spassosissima. Zoolander fa bene quando è parodia, sia del mondo della moda, ma anche, sotto il trucco, dei film di spionaggio, di cui ribalta ogni logica. Derek infatti deve fermare sé stesso dal commettere l’omicidio. Meno bene invece quando la battuta o scena è stupidità fine a sé stessa e non parodiante. Ora scusate devo andare a provare la mia nuova espressione bella bella allo specchio.
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Jackie Brown
Se esordisci con Le iene e poi realizzi Pulp Fiction, è quasi naturale che muti la percezione della terza pellicola: Jackie Brown. Un buonissimo film per l’inciso, che però, proprio alla luce (ombra) dei due precedenti, non ha goduto di commisurate lodi. Tarantino non specula sul suo successo precedente, emulandosi, ma gira un film diverso, più sobrio dall’estro creativo e vicino al noir. Quentin ritrae per noi una serie di personaggi, le cui azioni e psicologie, vanno a riunirsi nel mosaico finale, incollato dalla musica, che ci viene mostrato dal punto di vista di tutti i pezzi. Quest’ultima parte, al supermarket, è decisamente la parte più attiva e la migliore del film.