• il grande lebowski recensione film drugo
    1998,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi,  Investigare

    Il grande Lebowski

    Il grande Lebowski parte dalle parole. Dalla scrittura. Da lì si visualizza, tramite la regia inusuale, si ascolta. Soprattutto Creedence ed Eagles, le cui canzoni fanno parte della storia. I fratelli Coen riuniscono un cast di bravissimi attori, ai quali mettono in bocca dialoghi superlativi e personaggi da indossare assurdi ma incisivi, figurine così esagerate, ma al contempo radicate nell’essere dell’uomo. Quando Drugo (Dude) sviene, non v’è il buio, ma lo sbizzarrirsi di Joel Coen, che dipinge con la cinepresa una serie di quadri surrealisti. La storia invece, quella su cui si ricama tutto, quella de Il grande Lebowski, tra ammiccamenti, irriverenza e ironia, falsi indizi e piste false, implode su sé stessa.…

  • Pixels
    2015,  Alienarsi,  Avventurarsi,  Ridere

    Pixels

    Traendo spunto da un cortometraggio francese, Chris Columbus confeziona un buon film, pantomima delle invasioni aliene, ma con l’originale e simpatica peculiarità dei videogame anni 80. Pixels ha la struttura del videogame e procede di livello in livello in maniera fluida, con un buon ritmo, mai stanco, e un cast spigliato e a suo agio. Leggero, divertente e riuscito.

  • project almanac
    2015,  Avventurarsi

    Project Almanac – Benvenuti a ieri

    Ovvero, l’amore ai tempi dei viaggi nel tempo. Perché, quando hai una macchina del tempo a disposizione, la cosa più importante da fare è tornare indietro per limonare. Con la tecnica del found footage, guardare Project Almanac è come stare in alto mare, è una visione fisica. Continui sono i pretesti, all’interno della narrazione, per rimarcare che si tratta di ripresa a mano, nonostante la poca credibilità di ciò, viste le inquadrature, e l’incredibilità che qualcuno possa filmare tutto. I viaggi nel tempo invece sono un po’ come la pallina di un flipper, si va di qua, di là, si ritorna lì, a volte cambia qualcosa altre no e non…

  • Predator
    1987,  Alienarsi,  Il caricatore

    Predator

    Una giungla insidiosa e una selva di proiettili, tra muscolarità, azione e un arcano. Perché Predator è un cult? Esordendo come un film di guerra, nell’usuale, procede lentamente verso la svolta, senza schiaffarcela in faccia, ma con un soggiaciuto mistero, perché non è l’uomo il predatore e la creatura non è solo un mostro. Si crea efficacemente fascino e tensione intorno ad essa, anche con ottimi effetti speciali, mai esagerati, ma sempre utili al fine. Infine, eccezionale, il duello finale, epico scontro che tiene inchiodati alla poltrona, con uno straordinario Schwarzenegger. Per questi motivi il Predator di McTiernan è un cult.

  • the guardian
    2006,  Avventurarsi,  Commuoversi

    The guardian – Salvataggio in mare

    Avremmo preferito vederlo intitolato “La leggenda del pescatore di uomini”, ma ci accontentiamo di The guardian – Salvataggio in mare, perché ciò che conta, in fondo, è la storia. Una storia che unisce il duro addestramento, memore di Ufficiale e gentiluomo e Full Metal Jacket, e il rapporto umano più profondo, in parte quello amoroso, ma soprattutto quello di amicizia che nasce e si sviluppa tra discepolo e maestro. È lì, nei suoi due personaggi principali e nel rapporto quasi paterno, che sta il fulcro emotivo e d’interesse del film, che gira proprio intorno alle storie di Ashton Kutcher e Kevin Costner, convergenti e pedisseque. Il primo è un cadetto…

  • Cattivissimo me
    2010,  Ridere,  Tornare bimbi

    Cattivissimo me

    Nel colorato e stravagante campo di battaglia dei film d’animazione entra anche la Universal, con un film, come Cattivissimo me, che unisce dolcezza e risate, fondendo la sua forza sui suoi personaggi, efficacemente disegnati (in ogni senso). In particolare, a travolgere è la simpatia di un cattivo imbranato, che così cattivo non è, anzi è proprio il buono della storia, e la spassosa indisciplinatezza dei Minions. Pierre Coffin e Chris Renaud firmano un brillante esordio.

  • we are your friends
    2015

    We are your friends

    We are your friends è il primo lungometraggio di Max Joseph, che, dopo Catfish, pesca nuovamente nel mondo giovanile, scegliendo Zac Efron nel ruolo del DJ e la regina dei social Emily Ratajkowski, alla quale dedica però solo qualche sballonzolamento e primo piano del décolleté, rendendo così inspiegabile la sua presenza, viste le (non) doti recitative.

  • Sin city
    2014,  Il caricatore

    Sin City – Una donna per cui uccidere

    Sin City- Una donna per cui uccidere è un noir saturo e pregno di sangue, episodico, che soprattutto strania e ha il maggior pregio nell’essere diverso. Fotografie affascinanti, come piccole tavolette d’autore, alcune inquadrature. Una graphic novel in 3D, chiaroscura, nei suoi personaggi e nei tratti grafici, dove al centro sono i volti e i corpi, in particolare quello di Eva Green, arma esibita, di una femme fatale insaziabile e sensuale. Ma, a Sin City, tra i punti deboli c’è la storia. A volte ci si chiede perché, altre ci si annoia un po’. Il giudizio va affidato soprattutto ai fan e al capire se hanno avuto ciò che desideravano.

  • Machete kills
    2013,  Il caricatore

    Machete kills

    Travestimenti, belle donne, sangue e pazzeschi pazzi criminali, per un gioco cinematografico, una burla che si burla anche di sé stessa. Machete kills. È come un’accozzaglia di idee, dove più inverosimile è, meglio è, legate dal solo Machete, icona. Una marmellata di camei e situazioni fumettistiche, che non si eleva mai, ma diverte. O per lo meno, sicuramente, divide. Non potrei obiettare nulla a chi, piuttosto che vedere Machete uccidere, lo preferirebbe ucciso e sepolto nel cimitero del cinema.

  • Tutto può accadere a Broadway
    2015,  Ridere

    Tutto può accadere a Broadway

    Una commedia degli equivoci senza equivoci, un film pieno zeppo di cinema, metalinguistico, dall’incipit bello e classicheggiante, che riflette la passione per il cinema di Peter Bogdanovich, regista con un passato da critico cinematografico. Tutto può accadere a Broadway è la vittoria del modo. Di dire, di fare, di raccontare. La commedia è spumeggiante, incalzante, mai noiosa, inscritta in una sceneggiatura perfetta e trascinata da uno humour mai scontato o sboccato, fondato soprattutto su dialoghi accattivanti e una caratterizzazione dei personaggi fine e spesso pungente, precisa nell’animo umano. Nei loro ruoli-costumi sembrano infine trovarsi a proprio agio gli attori, tra i quali spicca Imogen Poots. Geniale infine il cameo finale.

  • ace ventura - l'acchiappanimali
    1994,  Ridere

    Ace Ventura – L’acchiappanimali

    Su una trama semplice e lineare, il film Ace Ventura – L’acchiappanimali, che non a caso porta il nome del suo protagonista, ci costruisce sopra una serie di gag, stupide ma divertenti, fondate su un esageratissimo e matto Jim Carrey, uno sgargiante e smodato pronipote di Jerry Lewis che trascina l’intero film, il quale segue i suoi versi e le sue improvvisazioni. Il film è lui, Ace Ventura, uno sregolato e strampalato pet detective che è quasi un cartone animato, riuscito così, quasi inaspettatamente, ad entrare nell’immaginario collettivo.  

  • Piccolo grande eroe
    2006,  Tornare bimbi

    Piccolo grande eroe

    È il sogno in film di un bimbo, probabilmente soprattutto americano, vista la loro grande passione per il baseball, che, tra immaginazione e avventura, tra un battibecco e l’altro di mazza e palla, giustifica il desiderio più grande: essere là, nello stadio gremito, al fianco di grandi campioni del baseball, come Babe Ruth, ma più in generale dello sport, ed essere speciali. Realizzare il colpo decisivo. Piccolo grande eroe è un film d’animazione piacevole, ma adatto soprattutto a un pubblico di piccoli, che tuttavia non riesce a fare mai il salto di qualità.