• I delitti del BarLume - La briscola in cinque
    2015,  Investigare,  Ridere

    I delitti del BarLume – La briscola in cinque

    Non è una scrittrice, né una vecchietta, tanto meno un prete o una libraia. Questa volta a giocare al detective e risolvere omicidi, anzi I delitti del BarLume, è il proprietario di un piccolo bar toscano detto “il Viviani”. Dal primo romanzo di Marco Malvaldi, La briscola in cinque è un film per la tv, appartenente alla mini serialità, che tenta di unire al genere poliziesco/giallo una dose di humour e continui accenni alla componente amorosa. Il risultato è divertente e piacevole, in particolare chi ha il giallo tra i suoi colori preferiti, ne farà di sicuro un suo gustoso boccone.

  • Capitan Harlock
    2013,  Alienarsi

    Capitan Harlock

    Capitan Harlock, primo film giapponese con l’utilizzo della tecnologia faceware è un prodigio di fotorealismo, ma non viene supportato da una storia alla medesima altezza. Ma non è tutto. Capitan Harlock non è il protagonista di questo film, ma lo sono i due fratelli Yama ed Ezra e il loro rapporto. Il capitano resta spesso nell’ombra, nelle retrovie, è un personaggio dibattuto e oscuro. C’è poco o nulla di piratesco. Matsumoto tuttavia, il creatore di Harlock e del manga omonimo, pare ne sia stato entusiasta, tanto da commuoversi.

  • Headhunters film
    2011,  Tendere i nervi

    Headhunters

    Headhunters è un film sempre sul filo del rasoio. Un rasoio che talvolta taglia. Dal romanzo di Jo Nesbø, questo thriller norvegese ha davvero tutte le carte in regola. Fedele ai principi della buona drammaturgia, Headhunters avanza in un climax ascendente fino ad un finale dove tutto, con piacere, coincide. Il protagonista, ben caratterizzato nella sua doppiezza, tra il sé ostentato e quello privato, arranca per gran parte del film in un susseguirsi di ostacoli sempre più grandi, che lo spettatore gode nel vedere opposti alle disperate e sole forze dell’uomo. Successo di critica e di pubblico, nel 2011 diventa il film norvegese di maggior incasso di tutti i tempi. La…

  • focus
    2015,  Sorprendersi

    Focus – Niente è come sembra

    Focus è sostanzialmente una storia d’amore tra truffatori truffaldini, che non lesina di scene di flirt, ammiccamenti, sbaciucchiamenti ed esibizionismo dei corpi dei due protagonisti, dove Will Smith è una trasfigurazione mascalzonesca di Pierino, che grida “al lupo al lupo” fino a che Margot Robbie smette di credergli. La prima metà del film, passante dalla scene degli scippi per strada, fino all’imbroglio allo stadio, mi fa credere ad un film interessante e buono, tuttavia poi mi accorgo del sottotitolo e… Focus ignora bellamente le regole di verosimiglianza redatte dal buon Aristotele, forse nella sceneggiatura qualquadra non cosa e talvolta rallenta troppo il suo ritmo. D’altro canto mantiene in sé e sfrutta il…

  • 1975,  Cantare,  Cinefili

    Rocky Horror Picture Show

    Un musical venato di horror, sfumato nella commedia e ammiccante ai b-movie, dal teatro attraverso il cinema, si estrinseca in un cult che dovrebbe essere visto. Sconcertante e rivoluzionario nel 1975, è ancor oggi irriverentemente attuale e fastidiosamente trasgressivo. Gli ideali del post 68 si esplicitano qui in una allegoria, una parata anticonvenzionale, interrogativa sul concetto di normalità, ostile al perbenismo, in un tripudio di omosessualità, travestitismo, bisessualità, violenza. Semiotica e citazioni, per omaggiare e irridere, dall’antenna RKO al castello di Dracula, dall’ispiratore Frankenstein allo sguardo al dottor Stranamore di Kubrick, disseminando il tutto d’arte, con la Gioconda, il David, il Discobolo, la Venere di Milo e la Creazione di Michelangelo sul…

  • Monuments Men
    2014,  Avventurarsi

    Monuments Men

    Un film dalle premesse buone e interessanti, dotato di un cast stellare, finisce invece con lo spegnersi lentamente, senza innalzamenti di ritmo o tensione, pervadendoci di noia. George Clooney (regista, produttore, sceneggiatore, attore, tuttofare) non deve aver mai ascoltato Neil Young, citato anche nella lettera del presunto suicidio di Kurt Cobain, che diceva: meglio bruciare che spegnersi lentamente. La mediazione tra la serietà dei valori che si cerca di veicolare e il tono della commedia non funziona. Sembra una allegra scampagnata durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui capita che qualcuno ci lasci le penne, ma fa niente. Io sono a favore e promotore della cultura e dell’arte, concorde con i…

  • Lucy
    2014,  Fantasticare

    Lucy

    Lucy ha un inizio promettente, per poi perdere strada facendo il suo (potenziale) fascino e appeal. L’idea dell’uomo che sfrutta il suo cervello al massimo non è una novità, si veda ad esempio Limitless, anche se qui si prende la via della fantascienza. La discretamente bellina Scarlett Johansson finisce infatti con il diventare una sorta di blob nero onnipotente, onnipresente, onniscente… onni. Infine completa la sua trasformazione in super sayan di… scusate. In chiavetta usb. (Davvero!). E così, riprendendo le sue stesse parole, Lucy è ovunque e può farci fare qualsiasi cosa, anche dire che questo è un bel film. È un bel film.