• Divergent
    2014

    Divergent

    Io nel buco sul tetto non ci sarei saltato. Dalla letteratura al cinema, da Il Signore delle Mosche attraverso Harry Potter, sfogliando Twilight, Hunger Games, Percy Jackson, Shadowhunters, Maze Runner. Il neo genere Young Adult, fantasy spesso distopico, è ormai moda, serialità. Ragazzi come protagonisti, divisione in gruppi, struttura a livelli, addestramento, una storia d’amore e la sovente sfiducia nell’umanità. La vita segreta della teenager americana Shailene Woodley, detta Tris, è segreta perché è diversa dagli altri. Questa volta però non rimane incinta dal fidanzatino Quattro. Se no bisognava chiamarlo Seth. A differenza di Tris però e di alcuni dei sopracitati film, non c’è qualcosa in quest’opera che diverga, differisca o…

  • Non-Stop
    2014,  Il caricatore

    Non-Stop

    Liam Neeson che trova persone. Così, per riassumere brevemente le recenti fasi della sua carriera. Qui, in Non-stop, messaggia a bordo di un aereo con un terrorista più di un teenager con la profumiera di turno e poi ci dà prova del suo machismo. Soprassediamo alle incongruenze e la poca credibilità di alcuni aspetti, notiamo invece favorevolmente una buona dose di tensione, sospetto e azione. Lo scambio ci può stare bene. Seppure il film viaggi su binari stereotipati e consolidati, ci instilla infatti il dubbio su chi sia il dirottatore. Il senso del titolo, invece, mi è ancora di dubbia comprensione.

  • Rush
    2013,  Ispirarsi

    Rush

    Rush non è (solo) un film per chi ama la Formula 1, ma per chi ama le storie vere, le passioni brucianti, le vite sportive fuori dall’ordinario. È la storia di un duello, di velocità, di battute, di principi. Splendida regia di Ron Howard. Si sa cosa raccontare e come, quando correre e su quali particolari soffermarsi. Ricostruzione fedele dei dettagli e attori somiglianti ai personaggi che interpretano. Olio, motore, pilota pronto, Rush è una macchina in cui ogni incastro scivola in pista liscio verso il traguardo.

  • L'altra sporca ultima meta
    2005,  Ridere

    L’altra sporca ultima meta

    Touch down! Eh sì, perché talvolta i remake segnano un buon punto. Uno dei meglio riusciti abbinamenti tra commedia e sport. Il potere dei film fa odiare i secondini e amare i galeotti, composti da una fauna umana davvero bizzarra e divertente, così come tutto il film. Sfido chiunque a non arrabbiarsi quando Paul Crewe cerca di fargli perdere la partita. Intorno alla partita di football vengono sfruttate le stralunate personalità dei giocatori, di cui diversi wrestler, per creare gag molto godibili. Switowski, Che-Ti-Serve, Cheeseburger Eddie tra i vari. L’ho guardato e riguardato.

  • Frozen
    2013,  Tornare bimbi

    Frozen

    Frozen ha l’essenza della vecchia animazione Disney, racchiusa nell’armatura delle nuove tecnologie digitali. A differenza di molti recenti film d’animazione, si rivolge soprattutto a un pubblico di bambini, in particolare femmine, strizzando l’occhio alle principesse antenate. Si canta spesso e la trama, così come l’idea, non spicca in originalità. L’impatto tuttavia, che Frozen ha ottenuto, è innegabilmente grande.

  • War Horse
    2011,  Avventurarsi,  Commuoversi

    War Horse

    Steven Spielberg senza dubbio sa come raccontare una storia e, nel farlo, quali corde toccare, nella psiche e nel cuore dello spettatore. War horse lo dimostra e lo fa con un cavallo per raccontare gli uomini. Joey galoppa, trotta, va al passo, tra la guerra e le persone, divenendo al contempo protagonista e demiurgo del mondo filmico che si dipana d’innanzi ai nostri occhi. Con questo punto di vista particolare, War Horse appassiona e commuove. La scena del filo spinato spicca tra tutte, ma non è l’unica. Si tratta, in primis, di una storia di amicizia e umanità, tanto utopistiche quanto intense nella loro messa in scena.

  • into the woods
    2014,  Cantare

    Into the Woods

    Tutto il bosco è paese. E pure piccolo, perché Into the woods, seppure sterminati e bui, è impossibile non incrociare qualcuno. Direttamente dalla nemesi del buon manuale di drammaturgia: tutto piatto e nessun climax, scene mostrate senza alcun fine. L’obiettivo della strega, il personaggio più forte, che si esaurisce a mezz’ora dalla fine. Buchi di trama e le scene potenzialmente interessanti non ci vengono mostrate, ma solo cantate, in un paio di volteggi tra i boschi. Ma allora perché sono al cinema? Fino a che punto può spingersi il teatro nei meandri cinema? Persone che muoiono dopo piccole cadute, altre inspiegabilmente. Servono i capelli di Raperonzolo, ma alla fine va bene…

  • Le pagine della nostra vita
    2004,  Innamorarsi

    Le pagine della nostra vita

    Siete innamorati, volete innamorarvi, o amate crogiolarvi in psicodrammi melodrammatici cinematografici che prendano il vostro cuore e lo stritolino per bene? Allora avete già visto Le pagine della nostra vita. Che dire, il film fa il suo dovere e anche di più. Vi farà desiderare di più dalla vostra vita amorosa, vi spingerà a baciare qualcuno sotto la pioggia causandovi un brutto raffreddore e forse vi farà venire pure il diabete. Vietato ai minori di 50 fazzoletti.

  • noi siamo infinito
    2012,  Commuoversi,  Innamorarsi

    Noi Siamo Infinito

    Le nuove promesse di Hollywood, ormai affermazioni, Emma Watson, Logan Lerman ed Ezra Miller, vestono con eleganza un film diretto dall’autore del romanzo: Stephen Chbosky. Alla calviniana maniera, il Ragazzo da parete (titolo del libro) sa osservare dall’alto, in disparte, e capisce le cose, pensa in modo non convenzionale. E noi con Charlie, un poco Giovane Holden, guardiamo il mondo, usando i suoi occhi. Malinconico, a tratti poetico, adornato di bella musica, Noi siamo infinito sa essere intelligentemente struggente e piacevole. Tra la commedia e il dramma adolescenziale, non dipinge, ma compone, tra la voce di David Bowie e una nota degli Smiths, una storia che sapora di verità.

  • hotel transylvania
    2012,  Ridere

    Hotel Transylvania

    L’Hotel Transylvania è pieno zeppo di risate mostruose e chiunque voglia ridere dovrebbe aprire le sue porte e farsi una bella vacanza filmica. Un albergo di mostri dalle battute sagaci a ripetizione, i soliti personaggi ma con una insolita e magistrale caratterizzazione. Inventiva e ritmo. Uno stile visivo, nell’aspetto e nei movimenti, unico e spassoso. L’immaginario comune viene completamente ribaltato, così come i pregiudizi legati a folklore e mitologia, tanto che un giovane ragazzo umano è l’essere più spaventoso della Transylvania. Alle spalle un high concept forte, legato al tema della diversità, che che si scorge con nitidezza ma non viene mai ripetuto o spiegato. Siamo qui per ridere! “Il…