• A qualcuno piace caldo
    1959,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Ridere

    A qualcuno piace caldo

    A qualcuno piace caldo è senza dubbio una delle migliori commedie che possiate vedere per la vostra cinematerapia, se siete in cerca di risate e purissimo, leggerissimo e intelligentissimo divertimento. Perché? I tempi comici sono perfetti, il ritmo incalzante, la sceneggiatura favolosa. Questo film gioiello di Billy Wilder sa divertire fuori dal tempo chiunque, grazie a battute memorabili, situazioni esilaranti, un incedere della storia che mixa comicità, amore, sensualità e perfino azione. La bocca resta tesa in un sorriso per tutto il minutaggio, fino all’indimenticabile finale. Un film dalla creatività avanguardistica per il 1959, quando è uscito, ancora intatta al giorno d’oggi. Forse non so nemmeno io perché questo film…

  • C'era una volta in America
    1984,  Cinefili,  Il caricatore,  Sorprendersi

    C’era una volta in America

    C’era una volta in America una lezione di regia, una delle più belle colonne sonore di sempre, una storia d’amicizia e d’amore. L’ultimo film di Sergio Leone è, tuttavia, anche la storia dell’uomo, la storia dell’uomo moderno. A sopraffare l’altro non è più l’uomo che spara più veloce, ma il più avido e spietato. Basta un cucchiaino nella tazzina per la tensione, un telefono martellante nelle orecchie per il rimorso. Quarant’anni di vite incorniciate da riprese meravigliose e scenografiche, sapientemente ricamate fino all’ultimo nodo: un magnifico e sorprendente finale e, infine, un etereo e misterioso sorriso. Innegabile la magnificenza di questo film. Resta tuttavia dibattuto e controverso nei suoi tagli…

  • Birdman
    2014,  Cinefili,  Riflettere

    Birdman o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza

    Birdman, miglior film dell’anno? Forse sì, forse no. Sicuramente un film interessante, fortemente attuale, realizzato con grande maestria, intelligente e critico. L’essere uomo e l’essere attore sono temi su cui si sofferma Iñárritu, ma non il fulcro del film, diventando uno spunto per riflettere sulle papille gustative del pubblico del cinema e sui comportamenti attuali di questi ultimi, ma non solo, anche del contesto culturale e mediatico intorno a tutti noi e al cinema. All’ego. Al successo legato alla frivola apparenza, ai social network. Michael Keaton come Riggan Thomson, è l’attore ricordato e affermato per aver vestito una calzamaglia, quella di Batman, che ha dovuto dimostrare altrove le sua bravura, mentre…

  • Casablanca
    1942,  Cinefili,  Innamorarsi

    Casablanca

    Facile entrare a Casablanca, quasi impossibile andarsene. Laggiù un grande e fugace amore, remoto ma rammentato da poche semplici sentite note, rivive e pulsa, sbarrato da mille ostacoli. Sta qui parte della potenza della storia: un amore impossibile al cospetto del nazismo, di un altro uomo, di una fuga irrealizzabile, di due preziose lettere trafugate. Inoltre c’è la costruzione del personaggio di Rick, affascinante e apparentemente indifferente, una canzone a cucire insieme il tutto e alcune scene elegantemente memorabili, tra tutte il finale, che in pochi minuti gioca con i nostri sentimenti. Certo, non ci sarà il ritmo e l’azione a cui siamo abituati oggigiorno, ma lo stile non muore con gli…

  • intrigo internazionale
    1959,  Almeno una volta nella vita,  Avventurarsi,  Cinefili,  Tendere i nervi

    Intrigo internazionale

    Un casuale ma ragionatissimo intrigo internazionale, dove lo spettatore si dibatte nei panni dell’eroe di malavoglia, incastrato dalla situazione. Un protagonista, Cary Grant, che potrebbe essere chiunque di noi, ma che la sorte rende la sua sorte puro cinema e ci coinvolge appieno mano a mano che la vicenda lo imbriglia, determinando allo stesso tempo un suo sviluppo, un suo cambiamento nel corso della storia, nel tentativo d’ingegnarsi anziché fuggire. Un grande classico del cinema per la sfilza di scene da ricordare, i dialoghi a climax coinvolgenti. La sceneggiatura sublime. Il finale super. Grazie signor Alfred Hitchcock per questo film memorabile.

  • Psyco
    1960,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Sorprendersi,  Spaventarsi,  Tendere i nervi

    Psyco

    Arduo commentare Psyco senza svelarne gli sviluppi della trama. Per questo motivo, invito a NON leggere chi ancora non ha avuto il piacere di vederlo. In questo film, Hitchcock rompe ogni regola drammaturgica, riuscendo ciononostante a creare un grande film. La protagonista muore inaspettatamente a metà film. Ci immedesimiamo allora in Norman, nel cambio di protagonista, e Hitchcock riesce a farci vivere con tensione addirittura 15 minuti senza tagli di un uomo che pulisce il bagno, supportato dalla straordinaria musica. Poi però il protagonista cambia ancora e lo spettatore, nonostante ciò, immedesimato e trascinato dal trinomio azione-ostacolo-obiettivo, ne resta ugualmente intricato, fino al sorprendente finale. Peccato che il regista non indugi di più su alcuni…

  • La finestra sul cortile
    1954,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Investigare,  Tendere i nervi

    La finestra sul cortile

    La finestra sul cortile è lo schermo cinematografico, metafora sublime del cinema stesso. Come il protagonista, anche noi spettatori filmici non possiamo muoverci, percependo la frustrazione dell’immobilità. Al tempo stesso l’azione e la narrazione progrediscono ugualmente, e alla grande, grazie allo sguardo. Hitchcock crea cinema con (apparentemente) pochissimo, pervade il film di scene emozionanti e ricche di suspense, come la scena finale e l’iniziativa di una coraggiosa e innamorata Grace Kelly, regalandoci un film dai molteplici strati interpretativi e al tempo stesso un grande intrattenimento, che non ci fa mancare nemmeno una venatura romantica. Un classico intramontabile e indimenticabile, come il cinema stesso.

  • Ave, Cesare!
    2016,  Cinefili

    Ave, Cesare!

    Con Ave, Cesare! i fratelli Coen ci portano sul set, nel loro mondo, seppure della Hollywood degli anni 50, creando un film intelligente, una critica sul cinema, le sue dinamiche e relazioni. Mannix, il protagonista, resta intrappolato in questo limbo, ove si dibatte strenuamente giorno e notte, e, seppure vi siano momenti di straordinaria lucidità, come il monologo di Clooney-centurione, la geniale tavola rotonda con i religiosi o altre tentazioni, resta: perché è giusto, quella fasulla fabbrica di sogni forse è meglio della vita. La struttura narrativa è frammentata e sregolata, tanto da renderlo quasi un cinefilo divertissement, che però, per la mancanza di un protagonista che persegue un obiettivo…

  • La rosa purpurea del Cairo
    1985,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Innamorarsi

    La rosa purpurea del Cairo

    La rosa purpurea del Cairo: un film, un film nel film, un atto d’amore per i film, per il cinema. Così come Cecilia evade dai turbamenti personali e della grande depressione, noi oggi ci immedesimiamo nei protagonisti dei film, ci innamoriamo di loro, entriamo nei film. Da qui scaturisce una riflessione sul cinema stesso, che è però una riflessione sull’uomo e sul suo bisogno d’illusioni, di fantasticherie. Il cinema è migliore di una realtà alla quale non si può sfuggire, ma al contempo è esso stesso una realtà. Da qui scaturisce uno dei migliori film di Woody Allen, tanto intelligente quanto originale, senza mai smarrire i connotati della commedia. Per un…

  • Zelig
    1983,  Cinefili,  Ridere,  Riflettere

    Zelig

    Psicanalisi, satira, sociologia e un purissimo concentrato di geniale grigia materia di 79 minuti, sotto le mentite spoglie di un mockumentary. Di Zelig, di Woody Allen, ne potremmo parlare per ore. Per piacere ed essere accettati bisogna essere uguali o simili agli altri? Sì. E così, sulle corde di questo interrogativo, Leonard Zelig diventa una sorta di supereroe, l’uomo camaleonte, maschera e impersonificazione di un eccessivo conformismo. L’uno, nessuno, centomila di Allen, diviene strumento per riflettere, provocare e prendere per il culo, ma facendolo così: afferrando con mano l’altrui natiche. Il tutto è supportato dalla musica, eccezionale la Chameleon song, dalla tecnica, che riesce a rendere il film un vecchio documento, con…

  • La donna che visse due volte
    1958,  Almeno una volta nella vita,  Cinefili,  Innamorarsi,  Tendere i nervi

    La donna che visse due volte

    La donna che visse due volte è un film dalle due vite, tanto da sembrare due film, dove il tema del doppio e della maschera ricorrono soventemente e intrinsecamente. Ma per Hitckcock è Vertigo, la vertigine, quella caratteristica del suo protagonista, così fortemente radicata nello sviluppo drammaturgico del film e i capogiri narrativi che trascinano anche lo spettatore nella spirale della storia. Una straordinaria storia. Una regia virtuosa, sperimentale nei capogiri di James Stewart e potente visivamente in altre scene, quale quella ai piedi del Golden Gate Bridge. Ma anche una costruzione oculata. Hitchcock infatti contravviene palesemente alle regole classiche della scrittura audiovisiva, situando il suo colpo di scena a metà film, che, come detto,…

  • Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza
    2014,  Cinefili,  Riflettere

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

    Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza è il film vincitore a Venezia del Leone d’oro del 2014. Così, come l’italianissimo barone rampante, il piccione svedese (forse noi, forse il regista, forse noi con gli occhi del regista) osserva dall’alto e riflette. E ciò che si vede è il tripudio dell’ineluttabile mediocrità esistenziale e l’indissolubile comunanza patemica delle persone, che in un qualche modo rende non eccezionale, non stra-ordinario, anche il film, in una coincidenza tra significante e significato. La frase di circostanza, l’azione apatica, il surrealismo della quotidianità. Il film, concettuale ed intelligente, trova la sua espressione in 39 piani sequenza, inquadrature immobili, che divengono quadri, dai colori cupi e…

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