• L'Arte di Vincere
    2011,  Cinematerapia: una pillola per,  Ispirarsi

    L’arte di vincere

    In un’epoca dove tutto nello sport viene misurato e calcolato, L’arte di vincere è un biopic è attualissimo, riuscendo dai numeri, quasi ossimoricamente, a parlare di romanticismo, umanità e sport. Brad Pitt, assistito da Jonah Hill, è un manager tratteggiato dalle sue azioni, seppure protagonista di dialoghi brillanti e coinvolgenti, che ricalca con classe la figura dell’outsider, un uomo dal passato segnato dal fallimento delle sue ambizioni, vicino allo spirito romantico ottocentesco della sehnsucht. Un trionfo della spettacolarità della verità, a scapito della più mainstream verosimiglianza spettacolare. “Come si fa a non essere romantici con il baseball?”. E con lo sport.

  • 2014,  Ridere

    Notte al Museo – Il Segreto del Faraone

    C’è poco da disquisire riguardo questa (probabilmente ultima) notte al museo. Si tratta in fin dei conti della solita minestra, riscaldata per la terza volta. La struttura resta la medesima, seppure traslata al British Museum, così come i personaggi che, in questo caso fortunatamente, mantengono coerentemente la propria verve. I momenti più divertenti sono frutto non a caso della mina vagante Rebel Wilson, new entry nella saga. Nel complesso resta un simpatico film per serate in famiglia.

  • youth
    2015,  Riflettere

    Youth

    Guardare Youth, è come scartare un Bacio Perugina, buono e adornato da una bella frase, ma pur sempre solo un cioccolatino. Sorrentino sembra compiacersi delle sue capacità, beandosi nel mostrarci la sua indubbia bravura registica con qualche virtuosismo e tecnicismo, inquadrature e movimenti di macchina intelligenti, dimenticandosi però dello spettatore. I dialoghi tra i protagonisti e i loro accenni offrono spunti di riflessioni esistenziali e gli attori, soprattutto Harvey Keitel e Michael Caine, riescono a dare spessore ai personaggi, fragili e tormentati. Ciò che invece va a perdersi tra questi barocchismi è la drammaturgia, la narrazione, la capacità di coinvolgere chi siede sulla poltrona rossa, di emozionarlo, sorprenderlo, scioccarlo. Soprattutto di non annoiarlo. Credo…

  • 2012

    Think Like a Man

    Hitch, What Women Want e uno degli eterni irrisolvibili dilemmi nella cinematografia: capire le donne. Le donne tacciono e ridacchiano sotto i baffi cerettati, ma ribaltiamo la situazione. Le donne capiscono gli uomini? È quello che fa questo film corale, guardando dalla prospettiva degli uomini, ma mettendo in scena questa volta i dubbi delle donne. Agisci come una donna, pensa come un uomo, è il libro galeotto che dà il via a una vera e propria guerra tra i sessi, divenendo un mantra per le donne alla ricerca di ottenere ciò che vogliono, a scapito di poveri succubi malcapitati uomini. (Sì sono uomo). I personaggi volutamente stereotipati, la efficace voice over e…

  • 2014,  Ispirarsi

    Grace di Monaco

    Dopo la visione resta un flebile dubbio sull’identità di questo film. Cosa vuole essere? Olivier Dahan sembra voler rispondere al perché Grace Kelly abbia smesso di recitare, focalizzandosi su un solo anno della sua vita. Il frutto di certo non è un biopic, ma più una fotografia iconica, una serigrafia di Andy Warhol, che visivamente si esplica in filtri fotografici molto marcati, soprattutto il giallo, e primissimi piani di Nicole Kidman e del suo sguardo, così insistiti che Sergio Leone si starà ribaltando sul suo divano di pelle di cucciolo di foca. Gli attori, soprattutto Nicole Kidman, Tim Roth e Frank Langella, sono eccezionali. Il film non è brutto, ma annoia. Tranne…

  • 2004,  Ridere

    Starsky & Hutch

    La pistola spara e insieme alla polvere da sparo, in questo film omaggiante la celebre serie tv degli anni settanta, ne escono una roulette russa, un paio cheerleader, cocaina per “zuccherare” il caffè e una sfida di ballo all’ultimo sangue, ma soprattutto risate in movimento, azione che fa sorridere. I Frat Pack, Owen Wilson, Ben Stiller, Vince Vaughn e Will Ferrell dimostrano il solito spassoso affiatamento e anche i personaggi minori sono incisivi. Snoop Dogg calza con (preoccupante) comodità i panni di pelliccia del boss mafioso e il film vince anche un premio al miglior bacio, tra Owen Wilson, Carmen Electra e Amy Smart. Sì tutti e tre insieme. Funziona. Diverte.